Niccolò Fabi: «Emigrare all’estero? Non per tutti è la scelta giusta»

Fabi

«Cosa vi ha portato a Berlino? Come sono i tedeschi a dispetto degli stereotipi? Pensate mai di tornare in Italia?»: quando incontriamo Niccolò Fabi a un paio d’ore dal suo concerto berlinese, è lui a tempestarci di domande. Il suo tono è mite e pacato, quello di una persona che non va di fretta nonostante gli impegni imposti dalla vita di artista affermato; il tono di un uomo che si interessa di chi gli sta intorno, che si prende il tempo per chiacchierare, chiedere e approfondire. Intervistiamo Niccolò Fabi nel backstage del suo concerto berlinese presso il locale Privatclub, nel quartiere di Kreuzberg. Berlino è una delle tappe conclusive del suo primo tour europeo, volto a presentare l’album “Una somma di piccole cose” che nel 2016 ha vinto la prestigiosa Targa Tenco per la categoria “Album dell’anno”. Nella capitale tedesca Fabi torna per la seconda volta: la prima fu nel 2014 in occasione del tour con Max Gazzè e Daniele Silvestri. Con Niccolò parliamo della genesi del suo album, ma soprattutto di espatriati italiani, cui l’artista si sente molto affine: «Suonare all’estero per gli italiani ha per me un grande valore. La loro partecipazione è differente rispetto a quella degli italiani in Italia: si distingue sempre per le emozioni legate all’ascolto della lingua italiana cantata all’estero, emozioni che denotano scelte coraggiose e storie intense. Per me è essenziale venire a contatto con gli espatriati, forse perché anche io, pur avendo fatto scelte di vita differenti, mi sento in un certo senso un espatriato: ritengo infatti che la patria, i confini, la terra, l’origine e il senso d’appartenenza siano valori che non dipendono soltanto dalla residenza» ci racconta. Alla fine dell’intervista Niccolò si assicura che ci saremo al concerto, durante il quale riserverà poi parole commoventi alla folla di italo-berlinesi riunita al Privatclub per la sua esibizione: «Immagino che ognuno di voi abbia avuto motivazioni diverse per lasciare l’Italia. Immagino che tutti abbiate una storia da raccontare. Immagino che non sia semplice vivere lontano da casa. Probabilmente molte cose dell’Italia non vi mancheranno, ma ci sarà sicuramente qualcosa, anche una sola, per cui provate nostalgia».

Le riprese sono di Linda Paggi.

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Gloria Reményi

Italiana per parte di mamma, ungherese per parte di papà, mi piace definirmi 50/50 a tutti gli effetti. Il mio anno di nascita – il 1989 – ha probabilmente deciso il mio destino berlinese. Mi sono trasferita a Berlino nel 2012 per conseguire la laurea magistrale in "Culture dell'Europa centrale e orientale" e ci sono rimasta. Amo la letteratura, da accanita lettrice e aspirante scrittrice.

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