“In Italia eravamo biologi, ora a Berlino diffondiamo la cultura dello street food napoletano”

10403860_10204070230422930_3329266157884710788_o

di Paola Alfonso*

Stefania, classe 1974, ricercatrice biologa è una dei tre soci del ristorante Jamme Ja sito nel quartiere di Friedrichshain a Berlino. Il grande passo, il 27 giugno 2014, lei lo ha fatto col suo compagno Fabio, naturalista e con l’aiuto anche di Vincenzo, loro amico e socio. “Io e Fabio pensavamo a un progetto, con l’idea di andare a vivere all’estero”, Vincenzo ci ha detto “Io vado a Berlino! Perché non venite pure voi?” e “Da lì è nata la storia”. In Italia Stefania e Fabio portavano avanti un’associazione di scienza “Natura sottosopra” che prevedeva educazione scientifica e ambientale nelle scuole e tutto quello che riguardava la sfera scientifica. Il progetto teoricamente funzionava, ma i finanziamenti alle scuole sono pochi e dopo che il Museo delle Scienze di Napoli è andato bruciato, la situazione lavorativa è diventata pesante. “Questo lavoro era per noi un divertimento eccezionale, perché in questo confluivano tutti i nostri interessi: trekking, subacquea, archeo-speleologico, arrampicata. Tuttora facciamo ancora un po’ fatica… Non ci sono montagne qui!”

Da biologa e naturalista a cuoco. “Io ho fatto sempre ricerca scientifica, ma a un certo punto ho sentito l’esigenza di mettermi in gioco con qualcosa di più pratico e ho riscoperto la passione per la cucina. Resto una biologa nel mio approccio alle cose. A volte quando sono in cucina mi diverto perché dico ah guarda! Questa cosa acida reagisce con questa cosa basica e cambia colore, ad esempio! Fabio, anche lui ha lavorato a Napoli nel settore della gastronomia. Personalmente ho poi avuto la fortuna di incontrare alcuni maestri della cucina napoletana, come Antonio Tubelli, il papà dello street food napoletano e del recupero della cucina dell’800’ napoletana.”

Jamme Ja -Neue Bahnhofstraße 7B, Berlino
Jamme Ja -Neue Bahnhofstraße 7B, Friedrichshain – Berlino

Il concept Jamme Ja. Jamme Ja nasce per promuovere lo Street Food Napoletano, dunque non solo la pizza cotta a legna, come qui la maggior parte pensa, ma anche la pizza fritta, crocchè di patate, la palla di riso, il pesce fritto, il famoso Coppetiello. Lo stesso locale è stato concepito per avvicinarsi all’idea del mercato e mantenere viva l’immagine del consumo di cibo per strada. L’idea è quella di differenziarci, cercando di dare un’idea di cucina più legata alla realtà e non un adattamento ai gusti tedeschi. La carbonara io non la faccio, non solo perché non è campana, ma anche perché non metterò mai la panna al posto delle uova. Mi rifiuto di farlo! Per noi Jamme Ja è un luogo di cultura attraverso il cibo.”

L’associazione scientifica da Napoli a Berlino. “Jamme Ja vuole essere un trampolino di lancio. A me il mondo scientifico è molto caro, ma credo che manterrò l’aspetto della cucina. Fabio invece tornerà a occuparsi dell’ambito prettamente scientifico. A Berlino abbiamo intrapreso anche delle collaborazioni con alcune associazioni italo tedesche che lavorano con i bambini. Non parlando bene la lingua ovviamente capirete che è molto difficile interagire coi tedeschi. Per questo ci riserviamo un po’ di tempo per impararla meglio”.

Fabio Nigro ai fornelli - Berlino
Fabio Nigro ai fornelli – Jamme Ja – Neue Bahnhofstrasse 7B – Friedrichshain – Berlino

 

1669685_582677378486239_561134621_o
Stefania Impa –  nei mercatini di Berlino, prima di aprire il ristorante/street food Jamme Ja

Jamme Ja

Neue Bahnhof Strasse 7b, 10245 Berlino

Il ristorante è aperto il lunedì dalle 11.30 alle 17 dal martedì al giovedì dalle 11.30 alle 22.30, il venerdì dalle 11.30 alle 23 e il sabato dalle 18 alle 23. Chiuso la domenica.

Tel. +49 030 49081804

Email: info@jammeja.de

Pagina Facebook

*Paola Alfonso: Eterna viaggiatrice, amante della bicicletta e del ballo. Ha un debole per Instagram. A Berlino la prima volta nel 2013, se ne è innamorata e non perde occasione per  tornarci. 

Jamme Ja fa parte del network True Italian. I possessori della Berlino Magazine Card hanno diritto al 10% di sconto tutte le sere su tutto il menù, il sabato al 15%.

Dal 22 al 25 settembre 2016 i locali del network festeggeranno una 72 ore del True Italian, con soli 6 € in tutti i locali coinvolti sarà possibile assaggiare il piatto più caratteristico accompagnato da un bicchiere di vino (o analcolico). Qui sotto il banner, questo l’evento Facebook

 

True Italian

Related Posts

  • Difficile trovare una città al mondo dove non ci sia un ristorante italiano. La scelta degli ingredienti, il rispetto per la tradizione accompagnato dal nostro desiderio innato di provare sempre qualcosa di nuovo, la cura nel servizio, l’idea che sedersi a tavola significhi stare bene: tutti questi sono elementi che…
  • Difficile trovare una città al mondo dove non ci sia un ristorante italiano. La scelta degli ingredienti, il rispetto per la tradizione accompagnato dal nostro desiderio innato di provare sempre qualcosa di nuovo, la cura nel servizio, l’idea che sedersi a tavola significhi stare bene: tutti questi sono elementi che…
  • Ma fra il vino e l’amor, non saprei quali sian ragion di scelta: a mio parere, per non far torto a cose in pregio eguali, direi che meglio sia scegliere l’una e l’altra, che non sceglierne nessuna. Lord Byron (1788 – 1824) ---- «Il mio vino? Se volessi essere specifica…
  • A Berlino, nel pieno centro del quartiere Friedrichshain, ogni giorno decine di tedeschi, italiani ed altri stranieri bevono prodotti provenienti dalle terre confiscate alla mafia del nostro sud. Sono i vini di I Centopassi, elegante bar-vineria inaugurato ad aprile 2014 da Fabrizio e Domenico. “Dopo tanto tempo passato a lavorare…
  • Vino e cibo: abbinamento scontato, soprattutto per noi italiani, lo è un po' meno se, vivendo a Berlino, parliamo di buon vino e buon cibo e di come i due termini vadano più o meno d'accordo a seconda dell'accostamento. E allora ecco il Merlot per accompagnare una melanzana alla parmigiana, un…

One Response to ““In Italia eravamo biologi, ora a Berlino diffondiamo la cultura dello street food napoletano””

Leave a Reply