Storia di Berlino: il commovente concerto dei Berliner Philharmoniker davanti al muro appena caduto

Il 12 novembre 1989, pochi giorni dopo la caduta del muro, tutta Berlino festeggiò la riunificazione con due concerti leggendari: uno rock nella Deutschlandhalle con tantissimi artisti, tra cui Udo Lindenberg, Ulla Meinecke, Konstantin Wecker, Joe Cocker, die Toten Hosen e altri, e uno di musica classica. I Berliner Philharmoniker decisero di organizzare un concerto di benvenuto ai cittadini della DDR. In quei giorni l’orchestra e Daniel Barenboim stavano infatti provando in vista di un’imminente registrazione, quando scossi dalla portata di questi cambiamenti, il 10 novembre 1989, tutti insieme presero la decisione di dar vita a un fuori programma. 64 ore durò la preparazione di questo concerto, uno dei più toccanti della storia dei Filarmonici. Sul podio l’attuale direttore artistico dell’Opera di Stato, Daniel Barenboim, diresse la Sinfonia n.7 di Beethoven e suonò, dirigendo, il Concerto per pianoforte n.1. Per gli abitanti della Berlino est, mostrando il passaporto della DDR, l’ingresso in Philharmonie fu gratuito. La fila si formò a partire dalle 4 del mattino e arrivò a circondare tutto l’enorme edificio: la maggior parte di loro non era mai andata al di là del muro.

Un momento di emozione e commozione tra le due Berlino, finalmente riunite dopo quasi 30 anni di separazione. In quel momento si esaudì ciò che il giorno dell’inaugurazione della sala, un anno prima della costruzione del muro, venne proclamato essere il senso di quest’edificio: un punto di raccolta per tutti i cittadini di Berlino. Come disse Barenboim, intervistato subito dopo l’esibizione, il concerto non è da intendersi come un atto politico, ma un atto umano: i Berliner Philharmoniker appartengono alla città, tutta.

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Maria Severini

Maria Severini, laureata in Musicologia, gironzola per le strade di Berlino ormai da qualche anno. L’unico modo che ha trovato per combattere l’astinenza dal sole è fare scorpacciate di concerti.

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