Polpette, ragù e amatriciana: con Roma Food a Berlino è arrivato lo street food capitolino

Pasta

Roma Food, una festa per gli occhi e il palato di romano-berlinesi e non.

«A Berlino mi mancavano soprattutto le polpette. Quelle intinte nel sugo di pomodoro, con un olio saporito, morbide, ma allo stesso tempo che ti ricordino i sapori della nonna. E così, dopo qualche mese che avevo aperto il mio stand di street food, le ho messo nel menù e ne sono diventate un marchio di riconoscimento. Alla base di tutto , fin dall’inizio, c’era e c’è la pasta, naturalmente, quella buona, perché se non punti alla qualità duri da Natale a Santo Stefano». Gianluca De Rosa, classe 1989, capitolino cresciuto tra i quartieri Roma 70 e Garbatella, è il fondatore di Roma Food, eccezionale punto di ritrovo per chi, a Berlino, ama pasta e carne “fatta bene”. Al momento lo si può trovare ogni domenica al  Mauerpark e il mercoledì presso l’ Ökomarkt am Nordbahnhof. «Ho iniziato ad aprile 2016 e da allora mi sono tolto molte soddisfazioni. E dire che ero arrivato qui per studiare».

Da Roma a Berlino, solo andata (per ora)

«Non escludo prima o poi di tornare in Italia, amo Roma, ma al momento non ci sono le condizioni né so se ci saranno mai nel medio/lungo periodo». Gianluca era arrivato a Berlino per continuare gli studi. «Dopo una laurea triennale in Scienze Politiche volevo fare un master in inglese qui in Germania. Sono poche le università con corsi non in tedesco e così mi presi un po’ di tempo per studiare meglio la lingua prima di mandare la domanda ufficiale per l’iscrizione. Da quando ho 13 anni sono abituato a cavarmela da solo. Ho fatto ogni tipo di lavoro: molto spesso in gastronomia, ma anche agente commerciale, manovale, pizza express, organizzatore di corse campestri delle scuole. E così anche qui, mentre aspettavo di avere le carte in regola per iscrivermi, per poco più di un anno, ho lavorato nella gastronomia italiana a Berlino. È stata una buona palestra, ho avuto sia esperienze negative che positive, sia con stranieri che con italiani. Una cosa però l’ho capita facilmente: mi piace potere fare stare bene gli altri con il cibo e non amo avere un capo o una capa che hanno poco interesse per la qualità così come per i diritti di chi lavora per loro. Con una svizzera sono anche andato in causa. Ed ho vinto, nonostante non avessi un avvocato». Oggigiorno Gianluca, alla pari di almeno un’altra decina di giovani italiani a Berlino che hanno aperto uno stand per lo street food, non si preoccupa tanto di offrire un prodotto commercialmente attraente per il pubblico, ma di fare, attraverso il cibo, cultura. «Una ricetta italiana fatta bene è un volano positivo per la nostra cultura».

Le ricette di Roma Food

«Abbiamo sempre o il ragù o l’amatriciana. Il ragù è un mix di manzo e vitello a cui aggiungo sempre della ricotta fresca, perché a casa mia si è sempre fatto così. E io servo cibo che io per primo ho voglia di mangiare. Di fisso c’è invece il pesto di basilico e zucchine, senza parmigiano, che può essere aggiunto a parte, cosicché anche i vegani abbiano un’opzione. La pasta che utilizziamo è sicuramente uno dei nostri punti di forza. È all’uovo trafilata al bronzo, viene dal pastifico artigianale Leonardo Carassai di Campo Filone, nelle Marche, una delle zone con la migliore pasta al mondo. È una pasta pregiata che ha un suo costo. La gente apprezza e ritorna. Abbiamo anche una versione di pasta solo di semola, sempre per i vegani. Ho clienti che vengono appositamente al Mauerpark la domenica per una porzione di fettuccine al ragù. Poi ci sono i panini: la carne è la stessa del sugo, solo che non viene sbriciolata. In passato avevamo anche supplì, focaccia con la mortadella e torte rustiche, ma con il tempo ci siamo focalizzati su pochi prodotti per tenere costantemente alta la qualità».

Roma Food, il futuro e l’Italia

«L’obiettivo futuro, oltre a dare continuità all’attività è cominciare a distribuire la pasta Leonardo Carassai e altri prodotti italiani a Berlino. Il ristorante Malafemmena è già nostro cliente e spero di allargare il circuito. Ci vuole tempo e pazienza, per fortuna in questo momento qui in città ci sono molte persone che vogliono investire nella qualità». Perché non provare un’attività del genere in Italia? «Ammettiamolo: qui non sanno cucinare bene e di conseguenza c’è una cultura del mangiare fuori che in Italia non c’è. Ma non è tutto. A Roma non ci sono mercati tutti i giorni, non c’è la stessa libertà e facilità di apertura di un’attività. Ho avuto la licenza in tre settimane. A Roma ho amici che hanno atteso quasi un anno, senza contare la frustrazione di una burocrazia che a volte funziona a comando. Anche le tasse: qui se sei un piccolo imprenditore sono meno pressanti, se non guadagni abbastanza non te le fanno pagare, vogliono che sopravvivi così l’anno dopo magari sarai più forte e le pagherai, per il bene di tutti». Perché Roma nel nome? «Il mio gruppo di amici in Italia amava chiamarsi Roma Sud, il mio è un omaggio prima di tutto a loro legato a doppio filo però con i prodotti che offro. Se non sapessi da dove provengo, non avrei quelle basi da cui partire per guardare il futuro senza essere sicuro di ciò che sono. A Berlino, come altrove»

Roma Food – Italian Street Food

ogni mercoledì dalle 11:00 alle 18:00 all’ Ökomarkt am Nordbahnhof

ogni domenica dalle 09:00 alle 18:00 Mauerpark

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