Quando la tv pubblica tedesca denunciava il fisco “creativo” di Starbucks

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Ormai è ufficiale: Starbucks arriverà presto anche in Italia. Lo sbarco del colosso americano del caffè nel Belpaese è previsto per la fine del 2018.

«Vende ciofeche troppo care, senza dipendenti, senza servizio e con la coda…»: con queste parole la trasmissione satirica tedesca Die Anstalt, in onda sull’emittente televisiva pubblica ZDF, descriveva l’azienda americana Starbucks in una puntata del 2014 dedicata al tema “tasse e paradisi fiscali”.

Starbucks e i paradisi fiscali in Europa: la puntata di Die Anstalt

Al centro delle denunce dei due comici Max Uthoff e Claus von Wagner proprio il caso Starbucks, la più grande catena di caffetterie al mondo con circa 18.500 punti vendita in America, Asia ed Europa, e un fatturato di 15,6 miliardi di dollari nel 2016. Die Anstalt punta il dito contro i paradisi fiscali utilizzati dal colosso statunitense all’interno dell’Unione Europea. Pare infatti che Starbucks abbia sfruttato il sistema di royalties per veicolare legalmente i propri utili in Olanda, Paese in cui i guadagni di licenze sono pressoché esentasse: così facendo l’azienda ha eluso di fatto le imposte (ne ha parlato fra gli altri Il Fatto Quotidiano qui). Lo stesso hanno fatto Amazon e Apple, rispettivamente in Lussemburgo e Irlanda. Complice di questo l’attuale presidente della Commissione europea ed ex primo ministro del Lussemburgo Jean Claude Juncker, finito al centro di un’inchiesta giornalistica nel 2014 che aveva divulgato i nomi di oltre 300 multinazionali con cui il governo lussemburghese con a capo Juncker aveva stretto accordi fiscali vantaggiosi. Una satira per nulla velata né criptica quella di Die Anstalt che alle multinazionali in questione riserva la seguente accusa: «Sono […] delle imprese che rubano ogni anno agli Stati europei un bilione di euro di tasse. Con una piccola parte si potrebbe risolvere la crisi dell’Europa meridionale. E invece no, a noi piace dire che questa è democrazia». Nel 2014 la Commissione Europea ha avviato un’inchiesta per prendere in esame l’elusione fiscale di Starbucks in Olanda e quella di altre multinazionali in Lussemburgo e Irlanda: l’inchiesta ha giudicato illegali gli accordi fiscali che l’Olanda ha concesso al colosso statunitense del caffè, richiamato così al rimborso di circa 30 milioni di euro di tasse non versate.

Ecco la puntata di Die Anstalt su Starbucks e i paradisi fiscali:

Starbucks in Italia

Milano sarà la prima città italiana a diventare sede di un negozio Starbucks. A ospitare la filiale sarà l’ex Palazzo delle Poste in Piazza Cordusio. Con tutta probabilità dalla fine del 2018 vedremo tanti consumatori circolare per il capoluogo lombardo con un bicchierone di caffè americano in mano. L’obiettivo è l’apertura di 200-300 punti vendita Starbucks in tutto lo Stivale. Le reazioni allo sbarco italiano di Starbucks sono controverse: mentre molti interpretano l’evento come un’umiliazione per il Belpaese e la sua cultura del caffè, altri lo considerano sintomo di apertura verso il futuro e il mercato internazionale.

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Foto di copertina: Screenshot da Youtube

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Gloria Reményi

Italiana per parte di mamma, ungherese per parte di papà, mi piace definirmi 50/50 a tutti gli effetti. Il mio anno di nascita – il 1989 – ha probabilmente deciso il mio destino berlinese. Mi sono trasferita a Berlino nel 2012 per conseguire la laurea magistrale in "Culture dell'Europa centrale e orientale" e ci sono rimasta. Amo la letteratura, da accanita lettrice e aspirante scrittrice.

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