Quando Schulz attaccò Berlusconi e lui rispose dicendo che l’Italia è invidiata perché c’è il sole…

Berlusconi

Il 4 marzo in Italia si vota per l’elezioni del parlamento italiano e chissà che, in un futuro prossimo, non si trovi a dovere chiacchierare nuovamente con Martin Schulz

L’ipotesi di una Große Koalition con Martin Schulz in uno dei principali ministeri tedeschi di un nuovo governo Merkel è sempre più probabile. Stando ai sondaggi è probabile che altrettanto accadrà in Italia: una nuova alleanza centrosinistra-centrodestra, non sia sa ancora però se più virata a destra o a sinistra. Berlusconi – a seguito della legge Severino e della successiva sentenza della Corte di Strasburgo di novembre scorso – non potrà essere candidato al Parlamento, Negli ultimi giorni si è aperta una discussione sul se potrebbe comunque essere eletto Premier. “Se arrivasse da Strasburgo una sentenza di cassazione della legge Severino non potrei tirarmi indietro e tornerei a guidare il Governo ha dichiarato a metà gennaio. Insomma: la possibilità di ritrovarsi assieme di Berlusconi e Schulz, stavolta in nuove vesti e rapporti di forza, non è così improbabile…

Quando Schulz attaccò Berlusconi…

Era il 2 luglio 2003 e al Parlamento europeo si sarebbe dovuto celebrare l’inizio del semestre italiano di presidenza dell’Unione Europea. Martin Schulz, all’epoca presidente della delegazione dei socialdemocratici tedeschi, prese la parola. Il suo fu un duro atto d’accusa contro l’allora premier italiano. Sottolineò come la presenza della Lega di Umberto Bossi nella coalizione di governo fosse preoccupante per il resto d’Europa, citò le leggi che sarebbero dovute essere approvate nel semestre e, soprattutto, accusò Berlusconi di avere avuto la possibilità di essere eletto dagli italiani grazie a tutte quelle lungaggini burocratiche nei processi nostrani che, a livello europeo, volevano essere sconfitte con nuove leggi come quella sul mandato di cattura. Come la prese Berlusconi? Potete vederla nel video.

ps: notate lo sguardo di Gianfranco Fini, a disagio pure lui…

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