Quei bambini rifugiati che scompaiono a Berlino

Perse le tracce di circa 200 bambini rifugiati a Berlino: lo dicono i numeri della Senatsjugendverwaltung, istituzione responsabile per i rifugiati minorenni non accompagnati nella capitale tedesca. È possibile che siano finiti nella mani di criminali, trafficanti e scafisti.

I numeri. Dal 1 gennaio 2015 circa 3.100 rifugiati minorenni non accompagnati sono approdati a Berlino. Di questi, 220 hanno raggiunto la maggiore età il 1 gennaio 2016 (giorno adottato d’ufficio come data di nascita per i giovani arrivati senza documenti d’identità). 1.900 sono registrati nel Bundesland di Berlino, 800 in città. All’appello ne mancano dunque 180.

I rischi. «Ne abbiamo perso le tracce. La maggioranza di loro dovrebbe essersi spostata altrove, probabilmente verso la Scandinavia. Altri potrebbero essere stati accolti da parenti», ha dichiarato Ilja Koschembar, portavoce della Senatsjugendverwaltung, al Berliner Morgenpost. «Quando un minorenne non fa ritorno nel proprio alloggio, il gestore di quest’ultimo dovrebbe denunciarne la scomparsa», ha aggiunto Koschembar, «ma né a noi, né alla polizia sono pervenute denunce di questo genere. Perciò non possiamo escludere che molti di questi bambini siano finiti tra le mani della criminalità organizzata o vittime di abusi.» Come ha messo in guardia la portavoce della polizia criminale federale tedesca, ciò non significa che a tutti i minori in questione sia andata così, quindi i numeri divulgati vanno presi con le pinze: «a volte i bambini “scomparsi” ricompaiono poco tempo dopo, ma si può anche trattare di doppie registrazioni che causano inevitabilmente confusione» ha spiegato la portavoce. Il presidente del Kinderschutzbund, associazione tedesca per la tutela dei bambini, ha sottolineato che i minori sono una preda facile per i criminali: pare che spesso siano gli scafisti stessi a sfruttarli sessualmente, schiavizzarli o utilizzarli per il traffico di organi.

Un problema europeo. È stato Europol a lanciare l’allarme sul problema, denunciando la scomparsa di almeno 10.000 profughi minorenni approdati da soli nel Vecchio Continente. 5.000 minori sono spariti mentre si trovavano in Germania, altri 5.000 in Italia, come hanno riportato tra gli altri Frankfurter Allgemeine Zeitung e La Stampa qualche giorno fa. Questi numeri rivelano uno degli aspetti più drammatici dell’attuale crisi migratoria.

La “gestione rifugiati” a Berlino. Al momento la registrazione dei rifugiati a Berlino sembra funzionare meglio rispetto alla fine del 2015. Forse perché ora i gestori degli alloggi esortano i rifugiati a provvedervi quanto prima oppure perché ultimamente nella capitale arrivano meno profughi di quanto si riesca tecnicamente a registrarne. La diminuzione dell’afflusso di rifugiati nella capitale ha permesso di trasferire temporaneamente del personale negli uffici di iscrizione, velocizzando il procedimento e portando a chiusura vecchie pratiche, tant’è che a gennaio 2016 a Belino sono stati accolti 4.600 rifugiati, mentre ne sono stati registrati molti di più, 8.900. I profughi presentatisi al LaGeSo di Turmstraße da metà gennaio 2016 sembra abbiano avuto modo di registrarsi il giorno stesso presso le strutture apposite di Kruppstraße e Bundesallee.

Foto di copertina © Trocaire CC BY-SA 2.0

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Gloria Reményi

Italiana per parte di mamma, ungherese per parte di papà, mi piace definirmi 50/50 a tutti gli effetti. Il mio anno di nascita – il 1989 – ha probabilmente deciso il mio destino berlinese. Mi sono trasferita a Berlino nel 2012 per conseguire la laurea magistrale in "Culture dell'Europa centrale e orientale" e ci sono rimasta. Amo la letteratura, da accanita lettrice e aspirante scrittrice.

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