Quelle ore che ogni giorno ci sfuggono per realizzare i nostri piccoli sogni quotidiani

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Sia che tu viva in Italia con le stesse ambizioni di quando eri studente, sia che tu ti sia trasferito altrove, rimescolando le carte e reinventando la tua vita,  crescendo forse la più grande consapevolezza che acquisisci è che non c’è tempo per fare tutto, non per sentire/vedere regolarmente tutte le persone a cui vuoi bene e che senti hanno con te affinità elettive, non di fare tutti i viaggi, i concerti, le letture, le partite di calcetto, quelle di beach-volley, i corsi di ballo, i ristoranti, i libri da leggere e quelli da scrivere, gli amori da vivere con persone che hai sempre pensato sarebbero potute essere quelle giuste – ma, anche lì, è questione di tempo – e certo, impari a vivere tutto questo senza frustrazione, godendoti il quotidiano, dando il giusto spazio al lavoro e al tempo libero, però poi ogni tanto ti volti indietro ed ecco che cominci a capire che certe cose, di quella lista, a prescindere dai soldi messi o non messi da parte, non le farai mai, non almeno come un tempo te l’eri immaginate nonostante hai spesso cercato di vivere con “l’intensità di quei pazzi che bruciano di voglia di vivere, di parole, di salvezza, i pazzi del tutto e subito” che Kerouac paragonava “ai favolosi fuochi d’artificio gialli che esplodono simili a ragni sopra le stelle e nel mezzo si vede scoppiare la luce azzurra e tutti fanno Oooooh”. Nessuno ci restituisce il tempo dei sogni passati, cerchiamo almeno di vivere al meglio quelli che rimangono.

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 Photo: © Laura Deddu

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Andrea D'Addio - Direttore

A Berlino dal 2009, nel 2010 ha fondato Berlino Cacio e Pepe prima il blog, dopo il magazine. Collabora anche con Wired, Il Fatto Quotidiano, Repubblica, Io Donna, Tu Style e Panorama scrivendo di politica, economia e cultura, e segue ogni anno da inviato i maggiori festival del cinema di tutto il mondo.

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