La storia nascosta dietro la Rykestrasse di Prenzlauer Berg a Berlino

A nord est di Berlino, in una strada in parte parallela alla lunga Prenzlauer Allee, c’è una via, la Rykestrasse che, per quanto piccolina, racchiude tra le mura delle sue case molte storie.

I primi mattoni della Rykestraße furuno posati per far fronte a una necessità logistica: quando nel 1871 Berlino divenne la capitale del Reich, il suo potenziale industriale attirò molte persone dai paesi limitrofi. Seguendo un piano di edificazione che avrebbe riguardato la parte orientale della città vennero costruite nuove strade, nel tentativo di poter ospitare l’ingente quantità di lavoratori che cercavano un alloggio. Fino al 1890 questa strada non ebbe nome, si chiamò semplicemente Straße 35. Vennero costruiti quelli che in tedesco si chiamano Mietskasernen, cioè edifici residenziali a più piani con un giardino interno e una latrina in comune a tutti gli inquilini. Spazi abitativi con pochissimi comfort che però tamponarono il problema di ripopolamento.

Rykestraße oggi

La Rykestraße ora è residenziale, ha edifici nuovi ma non dal gusto moderno, qualche barettino, qualche negozio e qualche ristorante. In fondo in fondo, venendo dalla Danzigerstraße, appare la più antica Wasserturm di tutta Berlino, una torre serbatoio per l’acqua: cilindrica, in mattoni, “appoggiata” su un piccolo parco, quasi fosse un pezzo di Lego. Fu costruita nel 1875, proprio dove sorgeva un mulino a vento, mentre ora alle sue spalle si erge fiera la torre della televisione di Alexanderplatz. La sera si vede la luce uscire dalle finestre, perchè qualche fortunato può abitare le sue stanze circolari e, nelle giornate assolate, il prato che si raggiunge salendo leggermente attraverso una stradina alle sue spalle, è pieno di bimbi che giocano con i genitori sdraiati sull’erba. Eppure questa immagine bucolica deve fare i conti con il passato amaro di questo edificio: quando i nazisti presero il potere, le SA utilizzarono la base della torre come sala delle torture. Solo dopo tempo furono ritrovati i corpi delle 28 vittime nelle tubature sotterranee. Una targa ne commemora ora il ricordo: “In questo luogo nel 1933 eroici combattenti della resistenza tedesca divennero vittime di assassini fascisti. Onorate la loro morte cercando di costruire un mondo di pace”.

Rykestraße e il nazismo

Proseguendo per la strada c’è una delle sinagoghe più antiche di Berlino e una delle più grandi in Europa. E’ un palazzo grande, uno dei pochi che è sopravvissuto a tutte le traversie storiche della Germania e di Berlino in particolare. Fu risparmiata durante la feroce “Notte dei cristalli”, pare perché abitasse in questa stessa strada un funzionario del partito che non volle disordini (o almeno così mi ha raccontato un anziano abitante della Rykestraße). L’interno subì delle parziali demolizioni e il rabbino insieme a una parte della comunità fu deportato nel campo di concentramento di Sachsenshausen. Durante il nazismo fu invece utilizzata come stalla. Sempre qui fu fondata nel 1926 una scuola per la comunità ebraica, che tuttora esiste e che rende tenera la vista del viavai di bambini che corrono verso il suo cancello con la cartella sulle spalle.

Attraversando la Rykestr. per il lungo, a volte, se lo si sa riconoscere, si sente l’odore acre del carbone di qualche stufa ancora in uso in una manciata di abitazioni. E allora, in quel momento, la sua antica storia riaffiora nell’aria.

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foto © Florian Wizorek

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Maria Severini

Maria Severini, laureata in Musicologia, gironzola per le strade di Berlino ormai da qualche anno. L’unico modo che ha trovato per combattere l’astinenza dal sole è fare scorpacciate di concerti.

One Response to “La storia nascosta dietro la Rykestrasse di Prenzlauer Berg a Berlino”

  1. Fabio

    Apprezzo notevolmente il tuo lavoro nel raccontare la Berlino “passata”, ma sulle note della musica odierna, nella speranza che fondamentalmente sia rimasta la Berlino “passata” e “vissuta” del 2001-2007, nel miraggio di una nostalgia che ancora respira, tutte le storie che propini riguardo a questa città incantevole hanno poco conto. La vivi nella nebbia di novembre, nel sole di giugno, nelle sporadiche pioggierelline di luglio, nei caldi inconsueti di settembre, nei primi freddi di ottobre… Niente cambierà, nonostante sottolineando la sua storia, il suo presente, il suo presunto futuro. La magia di Berlino è viverla giorno dopo giorno, per chi arriva oggi, per chi è qui da tempo, per chi se n’è andato, rimpiangendo di aver abbandonato questa multiforme capitale. Da romano a romano, non ti nascondo che il mio è lo sfogo di chi si è lasciato alle spalle il futuro. Grazie dei tuoi articoli, mi fanno sentire ogni giorno più vicino a quella che considero la mia seconda casa. Nonostante la storia di una via qualunque nel regime incontrastato di Prenzlauer Berg non mi tocchi assolutamente.

    “Berlino è una città condannata a divenire, mai ad essere.”

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