Se per Trump i tedeschi sono “cattivi”, per la Merkel gli USA “inaffidabili”

Trump

Accordi di Parigi, spese militari e bilancia commerciale: un piccolo elenco di questioni su cui Trump e Merkel si sono scontrati negli ultimi mesi. E i rapporti USA-Germania diventano sempre più tesi.

Fin dalla sua campagna elettorale Trump ha avuto un atteggiamento critico nei confronti della cancelliera tedesca, attaccandola soprattutto su politica di integrazione e questione rifugiati. A pochi mesi dalla sua elezione, i rapporti USA-Germania sono decisamente tesi in seguito a una serie di “incomprensioni” che hanno segnato incontri e dichiarazioni.

Affronto diplomatico?

La settimana scorsa lo Spiegel ha creato una bufera mediatica riportando le parole che Trump avrebbe pronunciato durante un incontro con i vertici Ue a Bruxelles: «I tedeschi sono cattivi, molto cattivi». Una dichiarazione seguita da molte reazioni indignate e dal no comment del governo tedesco. Il consigliere economico del Presidente americano, Gary Cohn, ha poi invitato a ricontestualizzare la frase, dichiarando che il Presidente si riferiva semplicemente alla bilancia commerciale e a problemi di natura economica, non ad una malvagità costitutiva del popolo tedesco. D’altra parte, non è un segreto che secondo Trump la Germania esporti troppo negli Usa: lo affermò già più volte durante la sua campagna elettorale, e lo ha confermato durante il vertice dichiarando: «Guardate tutte le macchine che vendono in America. Terribile. Li fermeremo». Il presidente della Commissione Europea Juncker è successivamente intervenuto per difendere la Germania, affermando che il libero scambio porta beneficio a tutti i Paesi e non solo a Berlino. Ha anche sottolineato però la tendenziosità della traduzione dello Spiegel della frase di Trump a discapito di ciò che il Presidente intendeva dire. La Cancelleria tedesca e la Casa Bianca non hanno fatto seguire commenti alla dichiarazione poco politicamente corretta del presidente, che prendeva di mira l’imprenditoria tedesca, sottolineando come i rapporti fra Germania e il nuovo Presidente americano non siano partiti con il piede giusto, nonostante l’incontro di Washington lo scorso marzo abbia sottolineato l’importanza di questa alleanza storica. Mentre Trump era impegnato nell’incontro con i vertici europei, la Merkel ha incontrato l’ex presidente Barack Obama in occasione del Kirchentag, la festa dei protestanti tedeschi, che coincide quest’anno anche con il 500esimo anniversario della riforma di Martin Lutero. Di fronte alla Porta di Brandeburgo l’ex presidente è stato accolto dalla Cancelliera e da 70 mila persone. La calorosa accoglienza riservata all’ex presidente ha confermato il forte legame fra Angela Merkel, di nuovo in corsa per la cancelleria, e Barack Obama, ribadendo implicitamente la distanza da Donald Trump.

La conferma di Trump

Alla prima discussa dichiarazione sui tedeschi si sono aggiunti i consueti moniti di Donald Trump agli alleati NATO, soprattutto a quelli che «non pagano quello che dovrebbe essere pagato». Di nuovo il riferimento è alla Germania e viene riconfermato qualche giorno dopo. Come riporta La Stampa, infatti, il 31 maggio 2017 Trump dichiara «Noi abbiamo un enorme deficit commerciale con la Germania, in più loro pagano molto meno di quanto dovrebbero per la Nato e le spese militari. Molto male per gli Usa. Ciò cambierà». Il Presidente rende quindi palesi i suoi motivi di antipatia nei confronti dello stato tedesco e aumenta l’imbarazzo diplomatico tra Usa e Germania.

G7: continua a Taormina lo scontro Merkel-Trump

Le dure critiche del Presidente statunitense alle «cattive» politiche di commercio tedesche complicano il vertice delle 7 economie più influenti nel mondo. A Taormina erano presenti due importanti nuovi membri del G7, Trump e Macron (politicamente molto distanti), l’ormai veterana Cancelliera tedesca, la premier britannica May, il giapponese Abe e il canadese Trudeau, coordinati dal primo ministro italiano Paolo Gentiloni. Il bilancio è quello di una situazione caotica in cui gli interessi nazionali hanno prevalso su quelli generali di lungo periodo e che ha portato a soluzioni parziali e inconcludenti. Come preannunciato, il primo G7 di Trump ha sconvolto gli assetti diplomatici facendo saltare temi chiave quali l’ambiente, la solidarietà sui migranti e il libero scambio. Gli States infatti decidono di firmare un documento finale molto più ristretto di quello previsto, dove la redistribuzione dei migranti non figura, come neppure l’impegno per la ratifica del trattato sul clima di Parigi. Il disimpegno statunitense è stato definitivamente confermato pochi giorni dopo. L’unico tema su cui c’è stato accordo è stato la lotta al terrorismo, probabilmente anche in seguito all’eco della strage di Manchester dello scorso 22 maggio. Il tema è comunque da sempre al centro delle preoccupazioni del Presidente americano, che è stato, come previsto, il vero protagonista del vertice, imponendosi fortemente su ogni decisione. Al termine del G7, come riportato da Repubblica, la Cancelliera Merkel ha dichiarato: «I tempi in cui potevamo fare pienamente affidamento sugli altri sono passati da un bel pezzo, questo ho capito negli ultimi giorni». Non le manda più a dire la Cancelliera, delusa dai risultati ottenuti, e definisce gli Stati Uniti «inaffidabili». Tutto lascia presagire che il ping-pong tra Merkel e Trump non sia finito qui.

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Foto di copertina: German Chancellor Angela Merkel and U.S. President Donald Trump at their joint press conference in the White House in Washington, D.C., CC0 Public Domain

Sara Bagnoli

Studentessa di Scienze politiche alla Cesare Alfieri di Firenze. Sempre in cerca di novità, è in Erasmus a Berlino per amore della Germania. Classe 1995 scrive da 2 anni per capire, conoscere e descrivere il mondo.

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