Sempre più giovani e startup di trasferiscono da Israele a Berlino: chi lo avrebbe mai detto?

Trasferirsi da Israele a Berlino. Per viverci e fare business. Sarebbe stato difficile immaginarlo nel 1948, anno di fondazione dello stato ebraico, è invece storia sempre più frequente oggi. Ad ottobre la pagina facebook Olim Le-Berlin (immigrati a Berlino) con più di 20mila like invitava i suoi lettori a trasferirsi nella capitale tedesca con lo slogan ““Immigriamo a Berlino, dove il cibo costa meno e l’antisemitismo non c’è”  (riportava la traduzione di La Stampa). Il fascino che la capitale tedesca esercita in questi anni è un fenomeno internazionale, ma se è vero che altrove – in occidente – la crisi generale obbliga i giovani a guardarsi intorno e a cercare possibili vie di fuga verso paesi con maggiori opportunità di lavoro, l’economia israeliana si prepara a registrare una crescita complessiva quest’anno del del 3.3% (stime di Moody’s) ed una disoccupazione intorno al 6.4% (fonte: tradingeconomics). Non c’è più il timore dell’antisemitismo, non almeno più di quanto non ci sia verso tanti altri paesi occidentali.

Una situazione che sta convincendo anche diversi giovani imprenditori  che qui hanno voluto aprire sedi delle proprie startup israeliane. “Ci siamo resi conto che la Germania ha un enorme potenziale e che, differentemente dagli Stati Uniti, qui non abbiamo concorrenza. Non è tutto. Qui riesco ad incontrare facilmente gli amministratori delegati di aziende già affermate: succederebbe la stessa cosa negli States?” si chiede durante un’intervista alla Deutsche Welle Moshe Bar-Oz, fondatore della start-up israeliana ShopEat, creatrice di un’originale app per food blogger. Sulla stessa falsariga si sviluppa la scelta di trasferirsi a Berlino di Lior Wayn, fondatore di Emerald Medical Applications un sistema per tracciare e monitorare cellule tumorali ai loro stadi iniziali attraverso uno smartphone o una camera digitale (in futuro si vorrebbero utilizzare i Google Glass): “Qui è tutto più accogliente ed economico”. Per Eli Ken-Dror, amministratore delegato e co-fondatore di Vicomi, una compagnia CONTINUA SU WIRED.IT

Photo © Luca Sartoni – Berlin – CC BY SA 2.0

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Andrea D'Addio - Direttore

A Berlino dal 2009, nel 2010 ha fondato Berlino Cacio e Pepe prima il blog, dopo il magazine. Collabora anche con Wired, Il Fatto Quotidiano, Repubblica, Io Donna, Tu Style e Panorama scrivendo di politica, economia e cultura, e segue ogni anno da inviato i maggiori festival del cinema di tutto il mondo.

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