Germania, sempre più tedeschi abbandonano l’università. Le ragioni dell’insuccesso

Oltre uno studente universitario tedesco su quattro abbandona gli studi, ma a capirne i motivi sono in pochi. Spesso nemmeno le scuole dalle quali si ritirano ne conoscono le motivazioni: li vedono iscriversi e poi scomparire all’improvviso dagli annali. Che sia necessario fare ricerca in merito l’ha capito Ulrich Heublein, del Deutsche Zentrum für Hochschul- und Wissentschaftsforschung, che da anni scheda il tutto in tabelle e diagrammi, in cerca di risposte.

Le statistiche di Herr Heublein guardano al fenomeno nel complesso, senza soffermarsi sulle differenze tra regione e regione. Raccontano di un buon 28% degli studenti che lascia la scuola prima del raggiungimento di una laurea triennale, con un tasso di abbandono più elevato per le università (un terzo degli iscritti) rispetto alle Hochschulen (un quarto). Le discipline che vedono il maggior numero delle persone ritirarsi sono quelle scientifiche: Ingegneria Civile praticamente al 50%, Matematica al 47%, Ingegneria Meccanica al 36%. Le cose pare vadano meglio in altri ambiti, come la Psicologia (solo il 10%).

Da più voci si alza il coro: “Informatevi meglio!” rivolto ovviamente ai maturandi in cerca della propria via universitaria, che ad un corso di Ingegneria Meccanica si aspettano ad esempio Architettura e per i primi semestri rimangono incastrati tra le formule matematiche. C’è anche chi come soluzione propone un alleggerimento del carico di studio almeno all’inizio del percorso: troppa selettività non sempre fa bene. Ancora, c’è chi sottolinea l’importanza di tutti quei servizi di consulenza anche psicologica atti a sostenere gli studenti, evitando di lasciarsi soli anche di fronte a problemi di carattere personale. C’è poi chi propone una preventiva identificazione dei soggetti a rischio, con un lavoro mirato al fine di capire quale sia la loro strada. E infine, c’è chi alza la voce contro la (in)capacità dei docenti.

La Freie Universität di Berlino è corsa ai ripari, capendo che in buona parte dei casi il problema ha fondamentalmente due facce: la mancanza di motivazione oppure la decisione di cambiare percorso e carriera. In alcuni casi (circa un quarto) entrano in gioco anche questioni economiche e personali. La risposta è stata attivata nel 2012, con servizio di mentoring specifico per gli studenti delle lauree triennali e mirato al superamento della prima fase, quella più difficile.

Ora, non è che il problema sia presente e noto solo in casa tedesca… un articolo della scorsa primavera pubblicato su OrizzonteScuola.it parla della situazione nella nostra bella Italia: “Iscritti Università giù del 20%, abbandoni al 55%: colpa del mancato orientamento scolastico”. Per inciso, il tasso del 55% è il più elevato della media dei Paesi Osce, ma a far rabbrividire è anche il fatto che il 41% dei diplomati nel 2012 affermi di avere sbagliato a scegliere la scuola fatta. Insomma, oltre alle riforme si avverte la necessità di un servizio di tutoraggio che funzioni.

Tornando al sistema tedesco, si tratta anche di una questione di soldi. Come scrive lo Zeit, per ogni nuova matricola una Hochschule riceveva 26.000 euro. “Le Hochschulen hanno aperto le proprie porte, incassato e poi hanno prestato meno attenzioni agli studenti.” Nel senso che, se lo studente ha successo e si laurea oppure getta la spugna e si ritira, all’università i soldi sono entrati comunque, con buona pace dell’istruzione e delle quote. Le cose dovrebbero essere ora indirizzate verso una nuova rotta, grazie all’accordo raggiunto a metà dicembre: ora per ogni matricola, l’istituto riceverà solo 23.400 euro, mentre i restanti 2.600 verranno trattenuti.

Insomma, il problema è ampio e complesso, le possibilità d’intervento pure: ciò che emerge è una necessità congiunta d’azione, che tenga conto soprattutto della voce degli studenti. A noi italiani, sempre più attratti dalla presunta efficienza tedesca e dal suo sistema scolastico, leggere questi dati fa un po’ impressione. Come dire: non ci sentiamo soli!

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Photo: Emanuele CC BY SA 2.0

 

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