La Serie A vista da Berlino: Llorente non segna più, la Roma ne approfitta

Sabato
Dopo la sosta a causa dell’impegno delle nazionali, torna il campionato di Serie A, con una settima giornata che si presenta subito con una sorpresa importante nel doppio anticipo del sabato. La Juventus infatti in serata non va oltre l’1 a 1 al Mapei Stadium contro un Sassuolo arcigno e volenteroso. Gli uomini di Allegri vanno sotto con la zampata di Zaza (che negli ultimi tempi tutti si chiedevano dove fosse finito, come nella famosa canzone), dopo un salvataggio miracoloso di Bonucci sulla linea, ma pareggiano poi quasi subito con un destro a giro pregevole di Pogba dal limite. La Juve poi tenta il sorpasso sempre nel primo tempo con Tevez e Pogba ma Consigli si supera due volte e rallenta la corsa dei bianconeri. Nel frattempo Llorente gioca a tresette basco con un raccattapalle infischiandosene della maglia da titolare. Nel secondo tempo, Allegri manda a scaldare anche il neo-acquisto Rocchi, ma l’arbitro Banti, un po’ invidioso, ne proibisce l’ingresso in campo, espellendolo con un tweet in barba all’articolo 18. A fine partita, comunque, Allegri non ne fa un dramma e sinceramente nemmeno noi.

Nel primo anticipo del pomeriggio, invece, la Roma passeggia all’Olimpico contro un Chievo in tilt. I giallorossi, nonostante la sconfitta della scorsa giornata, sembrano essere usciti meglio dei bianconeri dallo Juventus Stadium, dimostrando di aver incanalato nel migliore dei modi la rabbia per i torti subiti a Torino. Totti guida i suoi verso un comodo 3 a 0, con reti di Destro, Ljajic e del capitano stesso su rigore (assegnato clamorosamente dall’arbitro Calvarese nonostante il contatto fosse avvenuto in piena area). La partita dura più o meno come una puntata dei Simpson e la consistenza dei veronesi, abbinata alla maglia gialla, fa sorgere qualche dubbio sul fatto che in campo siano scesi veramente dei calciatori oppure gli ubriaconi del bar di Boe. Venerdì Rudi Garcia si era travestito da Isaia ed aveva profetizzato lo scudetto per i suoi a fine campionato, provocando la più grande grattata collettiva che si sia mai vista a Roma negli ultimi anni, ma con la rosa a disposizione e la contemporanea presenza in panchina di Allegri a Torino, hai visto mai che la profezia si avveri.

Domenica

Anche la domenica si presenta subito ricca di gol e sorprese. Nell’anticipo delle 12:30 la Lazio vince in casa di una Fiorentina regina della sfiga. Ormai i gatti neri quando passano Montella e Della Valle cambiano marciapiede, toccano ferro e fanno le corna contemporaneamente. Gli uomini di Pioli ne approfittano con due gol in fotocopia di Djordjevic nel primo tempo e Lulic nel recupero, entrambi su assist di Candreva. Per i viola da segnalare una rovesciata di Aquilani nella ripresa che si stampa ovviamente sul palo.

Verona-Milan è sicuramente la partita delle ore 15:00 più attesa. La fatal Verona questa volta non è per niente fatale per i rossoneri che vincono 3 a 1 con doppietta di uno scatenato Honda ed un fantozziano autogol di Marques che nel tentativo di rinviare al volo un cross dalla destra, svirgola la palla di sinistro e la infila precisa nell’angolino (92 minuti d’applausi!). Solo per le statistiche il gol di Niko Lopez allo scadere della partita per gli uomini di Mandorlini.

A Cagliari, la Samp grande sorpresa di quest’avvio di campionato sembra avere vita facile e conclude il primo tempo in vantaggio di due reti con i gol di Gabbiadini su schema da calcio di punizione e di Obiang con un fulmine dalla distanza. Al momento del raddoppio, come si vede dall’immagine dell’articolo, altro show di Ferrero in curva (non oso immaginare cosa sarebbe accaduto se ci fosse stato anche Cellino) che però gli si ritorce contro perché nella ripresa gli uomini di Zeman accorciano le distanze con un rigore di Avelar (e conseguente espulsione di Cacciatore) ed impattano il risultato con Sau. A fine partita concitato scambio di battute tra Zeman e Ferrero durato all’incirca tre ore. Il boemo ci mette circa un’ora e mezza per contestare l’abuso di farmaci da parte del Presidente della Samp, il quale si difende nell’altra ore e mezza con un’interminabile flusso di coscienza senza segni d’interpunzione prima di essere interrotto da un paio d’infermieri della casa di cura presso la quale risiede.

A Bergamo fondamentale vittoria dell’Atalanta in casa contro un Parma ormai fanalino di coda e fuori controllo. Gol al novantesimo di Boakye che ribatte in rete una papera di Mirante in versione saponetta. Triste episodio a fine gara per i giocatori emiliani costretti a subire le accuse dei propri tifosi appollaiati in curva. Ma se non ti chiami Genny la Carogna, non importa a nessuno.

Fondamentale vittoria del Palermo in casa contro il Cesena. Vantaggio rosanero con Dybala (occhio a questo ragazzo), pareggio dei bianconeri con Rodriguez e gol di testa in pieno recupero di Gonzalez che salva la vita a Iachini, già pronto a fuggire da un tunnel scavato da lui stesso sotto la tribuna, per evitare la ghigliottina di Zamparini pronta ad essere attrezzata nel centrocampo del Barbera.

Vittoria di misura ma molto importante per il Torino di Ventura contro l’Udinese. Altro gol contro una sua ex squadra di Quagliarella ed ancora mancata esultanza, in segno di rispetto. Queste cose davvero non le capisco! Io mi farei ogni volta tre giri di campo.

La giornata di domenica si conclude con un intenso posticipo serale tra Inter e Napoli. I tifosi interisti fischiano Mazzarri all’annuncio delle formazioni, poi fischiano Benitez quando entra in campo e a fine gara vanno tutti dall’otorino per problemi d’udito. L’incontro non è spettacolare ma molto combattuto. Nel primo tempo l’Inter meriterebbe il vantaggio e solo il palo salva i partenopei dallo splendido sinistro di Hernanes. In attacco Hamsik, Insigne e la brutta copia di Higuain non pervenuti neanche su Google Maps. Nella ripresa però il Napoli si risolleva e, dopo un palo clamoroso di Insigne, va in vantaggio in un modo bislacco: lungo fallo laterale di Ghoulam in area di rigore dove Vidic nel tentativo di allungare la palla serve un assist perfetto a Callejon che non può che impallinare Handanovic da cinque metri. Il vantaggio dei napoletani però dura poco perché da calcio d’angolo Inler si dimentica di essere in campo e lascia insaccare Guarin da due passi su sponda di Icardi. Mazzarri indemoniato in panchina viene espulso da Orsato per eccessiva esultanza e quasi si mangia l’erba di San Siro prima di uscire. I nerazzurri a questo punto sembrano crederci e Thohir profetizza il vantaggio in tribuna a Moratti che si gira dall’altra parte e ravana nelle tasche dei pantaloni. A due minuti dal novantesimo, infatti, arriva la doccia gelata sempre con Callejon (il vero fenomeno di questa squadra e quindi già pronto per essere venduto l’anno prossimo) che insacca al volo il perfetto assist di David Lopez in versione Pirlo. Sembra fatta per gli uomini di Benitez che però non ha nemmeno il tempo di ordinare due margherite via telefono che vede i suoi farsi raggiungere da un colpo di testa di Hernanes (migliore in campo) su assist di Dodò. Pareggio giusto e due squadre ancora da rivedere.

Lunedì

La settima di campionato si chiude con il posticipo del lunedì tra Genoa ed Empoli. A Genova si gioca dopo l’alluvione della settimana scorsa e la morte dell’infermiere Antonio Campanella, commemorato prima dell’inizio della partita. Solo per la cronaca la partita finisce 1 a 1 con gol di Bertolacci e Tonelli (di mano). Il resto non lo commento, perché il calcio è una cosa seria e troppo spesso ce lo fanno dimenticare.

Gabriele Iaconis

Gabriele Iaconis è nato a Napoli nel 1985. È laureato al corso magistrale di Organizzazione e Gestione del Patrimonio Culturale ed Ambientale presso la Federico II di Napoli. È appassionato di lettura e scrittura e non osa immaginare un mondo senza libri. Ha pubblicato due romanzi: Un motivo in più per guardare il cielo (Boopen LED 2010) e Buenos Aires (Homo Scrivens 2012) nonché racconti in varie antologie. Vive a Berlino dal novembre 2013 e si trova benissimo. Spera di continuare a scrivere e leggere il più possibile.

One Response to “La Serie A vista da Berlino: Llorente non segna più, la Roma ne approfitta”

  1. Massimiliano

    Gabriè ma fuss juventin! o pallon nu nn è arta toie sient a me! 🙂

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