“Serviamo caffé napoletano – e non solo – a Berlino dal 2008 e ancora amiamo questa città”

di Antonello Masala

Ostkreuz, confine sud est di Friedrichshain, uno dei quartieri più vivaci di Berlino. Pochi tavolini all’ingresso, due ragazze che ordinano zwei mal Latte Macchiato (due Latte Macchiati), un’insegna sobria e locale piccolo, ma curato. Il Safè accoglie chiunque entra con la bandiera del Napoli sullo sfondo del locale ed una foto di Totò e Peppino che bevono ”o’ cafè” al bancone di un bar, appesa proprio sopra la macina del caffè in grani. Il caffè viene, infatti, macinato all’istante e può essere venduto anche al dettaglio. Sembra di essere di fronte al classico napoletano, forse per quella chioma riccia lungo le spalle un po’ alla Pino Daniele, che fa del suo caffè un vanto da esportare. Lui in realtà viene da Isola del Liri in provincia di Frosinone. Laureato in Lingue e Letterature Straniere e con un’esperienza da traduttore alle spalle, da alcuni mesi si è preso una pausa dai testi per dedicarsi al locale. La vita per il momento gli va bene così.

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Federico Paolucci davanti al Safè © Federico Mantova‎

L’arrivo a Berlino e l’Italia in lontananza. “Conoscevo già da tempo Berlino, aveva fatto qui l’Erasmus nel 2001. Non volevo vivere in Italia, le prospettive, anno 2005, non erano delle migliori. Avevo già viaggiato e vissuto all’estero, sia Londra che Spagna, ma quando ho dovuto decidere dove stabilirmi Berlino ha vinto. Mi piaceva e piace tuttora la sua atmosfera. Non ho mai preso in considerazione le altre città della Germania nonostante le abbia visitate quasi tutte“. Mai pensato di tornare in Italia?: “Solo per le vacanze. La mia compagna è tedesca del Brandenburgo e fa la psicologa in un centro minorile per immigrati. Stiamo bene qui, nostro figlio è un perfetto bilingue e non vedo ragioni per spostarci”.

Aprire un locale a Berlino. “Non consiglio a nessuno di iniziare da solo, meglio avere un socio, si dividono rischi e responsabilità. Il mio si chiama Sandro. È lui ad aver voluto la sciarpa appesa della squadra partenopea. Fino al 2008 era il rappresentante di un fornitori di macchine di caffè e il Safè, che all’epoca aveva un altro nome, era uno di suoi clienti. Quando ha saputo che il bar avrebbe chiuso mi ha contattato – eravamo amici da tempo – e mi ha chiesto di prenderlo assieme in gestione. Il nome del locale viene dall’unione delle prime due lettere dei nostri nomi, Sandro e Federico. Non ho aperto attività in Italia, ma devo dire che qui la burocrazia è snella, le tasse non sono esagerate e, soprattutto, il fisco si fida di quello che dichiari se, secondo i loro studi, la tua attività ha i costi che tu dichiari di sostenere. Non ti sta con il fiato sul collo, ecco perché lo scontrino qui non è obbligatorio”.

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Safé – Sonntagstraße 10, 10245 Berlino

I clienti tedeschi. “Sono almeno il 70% per noi. Sono abitudinari e apprezzano e riconoscono la qualità. Per averla sono disposti anche a pagare qualcosa di più, ma non è raro ascoltare ordinazioni bizzarre come una focaccia con salame piccante e un cappuccino, cosa impensabile in Italia. L’attività per fortuna va abbastanza bene, ci dà quanto basta. Il lavoro con gli anni è aumentato sempre di più e non abbiamo più tempo per organizzare eventi culturali come facevamo all’inizio, siamo diventati pigri. Siamo in tre, io Sandro e una nostra collaboratrice. Il bar è aperto ogni giorno feriale dalle 7 del mattino alle 19, nel weekend fino alle 22 di sera. Sono tante 12 ore ogni giorno, anche se ci alterniamo”.

La capacità d’adattamento dei nostri connazionali. “Stando a Berlino da parecchi anni ho visto tanti italiani arrivare qui e provarci. Alcuni hanno avuto successo, altri non tanto, ma in generale posso dire che l’italiano ce la fa sempre nel singolo. Il vero problema, quello che lo fa scappare dal suo Paese, sono le istituzioni“. Lui fa parte di quelli che a Berlino si sono dati da fare, hanno costruito e si sono integrati. Ascoltarlo è un piacere, ma è tardi, dobbiamo abbandonare il locale. Lo facciamo con una promessa: ritornarci appena possibile per conoscere anche Sandro, bere un buon caffè, e perché no, ordinare un cappuccino e una focaccia al salame piccante. Qui si può fare!

Safé

Sonntagstraße 10, 10245 Berlino

Aperto dal lunedì al venerdì dalle 7 alle 19, sabato e domenica dalle 10 alle 19

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Safè fa parte del network True Italian. I possessori della True Italian Card hanno diritto al 30% di sconto su tutto il salato.

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