Sondaggio: crolla la fiducia dei tedeschi nella Merkel. E cresce la destra antieuropeista

I tedeschi sono sempre più scontenti della politica di Angela Merkel e dell’Union. Se le elezioni per il Bundestag, la camera dei deputati, si tenessero oggi, Alternative für Deutschland, forza di destra euroscettica e populista, si affermerebbe come il terzo partito di Germania.

Sono questi i due principali risultati del sondaggio commissionato a Infratest Dimap da Die Welt. Gli elettori tedeschi perdono progressivamente fiducia nell’operato della Merkel e della CDU/CSU. Solo il 46% si dichiara soddisfatto dell’attuale politica della Cancelliera: è la percentuale più bassa degli ultimi cinque anni. Ancora un mese fa, a inizio gennaio, a esprimersi positivamente sui risultati del Bundesregierung era stato il 58% degli intervistati, mentre nel 2014 i consensi superavano abbondantemente il 70%.

Una grande ruolo in questo autentica rottura dell’idillio tra la Merkel e i tedeschi lo ha giocato senza dubbio il trauma simbolico di Colonia –  ampiamente strumentalizzato dalle forze xenofobe -, così come la percezione che il governo non abbia la situazione in pugno per quanto riguarda la gestione dei flussi migratori. Solo il 18% degli intervistati si mostra soddisfatto della politica di accoglienza varata dalla Cancelliera sul finire dell’estate 2015, mentre il restante 81% pensa che il governo abbia perso il controllo e assunto posizioni ondivaghe su una questione già in sè estremamente complicata.

Se tra gli elettori dell’Union la percentuale dei cittadini fiduciosi è leggermente più alta (33%), già tra i simpatizzanti dell’SPD, il partito socialdemocratico alleato della Merkel dal 2013, scende al 17%. Dato ancor più eloquente se si prendono in considerazione i sostenitori dell’FDP, il partito liberale, e di AfD, Alternative für Deutschland: qui rispettivamente l’87% e il 100% degli intervistati si dichiarano insoddisfatti dell’operato della Merkel in fatto di rifugiati.

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Fonte © Die Welt/ARD

Numeri impietosi, sottolineati dalle stime di voto fotografate nell’infografica: se si votasse oggi per il Bundestag, CDU e CSU raggiungerebbero solo il 35% delle preferenze, 4 punti percentuali in meno rispetto allo scorso gennaio. L’SPD si mantiene stagnante al 24% mentre Alternative für Deutschland cresce ancora di 3 punti e balza al 12%, attestandosi virtualmente come la terza forza politica sullo scacchiere tedesco (i Verdi scendono al 10% e Die Linke, in leggera crescita, non supera il 9%).

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Fonte © ARD/Die Welt

L’ascesa di un AfD antieuropeista e anti-Islam non lascia indifferenti gli altri partiti dello scacchiere politico tedesco: tra poco più di un mese, il 13 marzo, ci saranno le elezioni regionali in Baden-Württemberg, Renania-Palatinato e Sassonia e molti temono il clamoroso successo di una forza politica che ancora nel 2013 non superava la soglia di sbarramento al Bundestag e oggi cresce a vista d’occhio, anche grazie a una svolta populista che ha cancellato il volto professorale incarnato dal suo fondatore, l’economista Bernd Lucke, per fare spazio a toni e temi sempre più simili a quelli di Pegida.

Nell’autunno 2017 in Germania ci saranno peraltro nuove elezioni politiche. La proverbiale stabilità politica tedesca, frutto – ma anche precondizione – di una grande solidità economica e di un tessuto sociale coeso e pacificato, rischia dopo anni di vacillare. E allora potrebbero essere necessarie nuove alleanze per garantire la governabilità.

Foto di copertina © Die Welt – Screenshot

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Gianpaolo Pepe

Laureato in filosofia politica e giornalista pubblicista, i suoi interessi spaziano da Hegel alle pagelle ignoranti di Calciatori Brutti. Dal 2014 coltiva un'insana passione per la cultura e la lingua tedesche, ancora non del tutto ricambiato.

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