Sussidio di disoccupazione in Germania? Se non sembri tedesco i dipendenti del jobcenter ti discriminano

Gente

“Meglio chiamarsi Schneidr o Schmidt” così titola il report della WZB, Berlin Social Science Center reso pubblico lo scorso 8 settembre.

La spiegazione è semplice. Il job center, ovvero l’agenzia che eroga i sussidi sociali ai disoccupati, tratta diversamente chi chiede informazioni via e-mail a seconda che il suo cognome sembri tedesco o straniero.

Come è avvenuto lo studio

L’indagine è stata condotto tra il 2014 e il 2015 con l’invio di 408 e-mail a diversi job center sparsi per tutto il Paese e scelti a caso chiedendo informazioni sui documenti necessari per l’ottenimento del sussidio social Hartz IV. Le domande erano le stesse. Le risposte no. Cambiavano a seconda del cognome del richiedente. Il WBZ ha infatti variato tra sei cognomi tedeschi, turchi e rumeni. Chi non sembra tedesco (al di là del fatto che lo sia per ottenimento della cittadinanza o perché immigrato di seconda o terza generazione) ha ottenuto una più alta percentuale di risposte sciatte, non complete. Cosa ben diversa da chi ha utilizzato un nome e cognome tedesco, a cui le e-mail sono stati normalmente scritte in maniera chiara ed esauriente. Secondo gli autori dello studio, Anselm Rink e Johannes Hemker: “Le e-mail sono state scritte appositamente male a chi sembra straniero per scoraggiarlo a richiedere il sussidio”.

Cos’altro ci ha detto lo studio

Dalla medesima indagine è emerso un altro dato interessante: i job center di quella che era la Germania dell’est sono più efficienti di quelli dell’ex ovest. Non solo: i job center che dipendono direttamente dall’Agenzia federale per il lavoro (Bundesagentur für Arbeit – BA) funzionano meglio di quelli che sono sotto il controllo municipale.


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