«Tedeschi, non abbiate paura di noi rifugiati. Siamo scappati dallo stesso terrore di Bruxelles»

Firas Alshater, blogger siriano rifugiato a Berlino da due anni e mezzo, aveva già interrogato l’opinione pubblica tedesca con video in cui, con un senso dell’umorismo leggero e levantino, si era chiesto se i tedeschi siano quelli di Pegida o di AfD (Alternative für Deutschland) o quelli che hanno accolto con calore i rifugiati.

Ma Alshater, filmmaker fuggito dalla Siria dopo essere stato imprigionato come dissidente del regime di Assad, era diventato virale soprattutto come «rifugiato più abbracciato di Germania»: il 24enne si era infatti filmato bendato in una performance ad Alexanderplatz con un cartello che recitava: «sono un rifugiato siriano, e mi fido di te. E tu: ti fidi di me? abbracciami». Dopo un primo momento di diffidenza, gli abbracci erano arrivati, e tanti. «Perchè i tedeschi», spiegava Alshater, «sono così: all’inizio hanno bisogno di un po’ di tempo, ma poi non li ferma più nessuno».

A questo filmato ne sono seguiti molti altri. Alshater ha anche dato vita con altri videoblogger alla campagna tedesca degli youtuber-contro-l’odio, la #yougeha (Youtuber gegen Hass), per la quale ha realizzato video efficacissimi, sempre col suo tocco leggero ma allo stesso tempo incisivo, impegnato ma surreale, come questo in cui, facendo il verso al comune modo di dire «non ho niente contro gli immigrati, ma…» ci mostra come nasca l’odio tra gli uomini.

Ora, all’indomani dei tragici fatti di Bruxelles, Firas Alshater ricorda con un nuovo video, Wir alle, tutti gli attentati recenti, europei e non: Bruxelles, Parigi, Istanbul, Douma, Homs, Jakarta, ancora Istanbul, la Siria, e si chiede, ci chiede: cosa possiamo fare? ma chi siamo “noi” che dovremmo fare qualcosa? Noi tedeschi? Noi arabi? Noi musulmani? o noi tutti (da cui il titolo del video, wir alle)? Infine si appella ai tedeschi: «non abbiate paura di noi rifugiati. Siamo scappati da quegli stessi terroristi» che minacciano le città europee. E si rivolge anche agli arabi: «arabi in Germania, questa è la nostra nuova casa. Ditelo dal profondo del vostro cuore, ditelo ai vostri bambini».

Perché siamo tutti uniti sotto lo stesso tetto contro il terrore.

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