The Economist e il Rolling Stone: “Berlino ha perso sua la magia”.

Berlino è ancora “the place to be”? A guardarla con gli occhi della stampa straniera sembra di no. Dopo averne lodato a lungo potenzialità e stile di vita, ecco le ritrattazioni. “Vita e morte di una città cool”, così si intitolava il lungo reportage dedicato a Berlino della rivista statunitense New Republic, “Berlino ha perso la sua coolness” ha confermato il  The Economist in un editoriale del 4 gennaio, mentre il Rolling Stone mette in discussione persino il Berghain, il locale  di musica techno più famoso della capitale tedesca ormai sempre più commerciale: “caso emblematico per capire come il turismo e la speculazione edilizia stiano trattando la capitale europea dei party”.

Secondo un recente studio di Immobilienscout24, primo portale tedesco per ricerca di appartamenti, negozi ed uffici, rispetto al 2009 in alcune zone di Berlino come Neukölln gli affitti si sono alzati addirittura del 54% e non lontano da questi valori si calcolano i rialzi nelle altre zone un tempo “trendy perché povere”, ma ora solo “trendy”. L’aumento del costo della vita è testimoniato anche dai prezzi dei mezzi pubblici con il biglietto singolo per le zone del centro (AB) passato dai 2.10 € del 2009 ai 2.70  € di oggi.

Se con la caduta del muro l’ex Berlino est aveva vissuto l’abbandono di tanti appartamenti ed edifici ad uso industriale a causa della diaspora dei suoi cittadini verso il ben più attraente ovest, ora quelle aree per 25 anni occupate da artisti e creativi di vario tipo sono le più richieste in città. Da Bonn e Monaco sono arrivati gli ministeri ed enti statali (l’ultimo è il quartiere generale dei servizi segreti inaugurato lo scorso luglio) ed in scia i quartier generali di aziende un tempo di base a Francoforte o in Baviera.

Il flop dell’aeroporto del Brandeburgo (doveva inaugurare nel 2011, lo farà forse nel 2017) e la contestata prossima ricostruzione del castello imperiale al posto del brutto, ma comunque affascinante Palast der Republik di stampo Ddr, sembrano spingere la capitale tedesca verso uno stile di vita sempre “più teutonico” e meno “berlinese”. Secondo il The Economist…

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Photo © Christian K – Alexanderplatz – CC BY SA 2.0

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Andrea D'Addio - Direttore

A Berlino dal 2009, nel 2010 ha fondato Berlino Cacio e Pepe prima il blog, dopo il magazine. Collabora anche con Wired, Il Fatto Quotidiano, Repubblica, Io Donna, Tu Style e Panorama scrivendo di politica, economia e cultura, e segue ogni anno da inviato i maggiori festival del cinema di tutto il mondo.

One Response to “The Economist e il Rolling Stone: “Berlino ha perso sua la magia”.”

  1. Striped Cat

    ecco tornatevene a Portland o a Brixton che di anglo hipster possiamo anche fare a meno

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