Topografia del terrore di Berlino, il museo gratuito dietro al Muro per scoprire gli orrori del nazismo

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La topografia del terrore Gestapo e SS: qui durante gli anni di Hitler avevano sede gli uffici centrali di tutte le autorità per la sicurezza del nazismo.

E dire che, precedentemente, nello stesso edificio vi era un’accademia dell’arte. Bombardato dagli alleati durante la seconda guerra mondiale, lo spazio è rimasto vuoto per più di quarant’anni. Troppo vicino al muro (ed infatti uno dei suoi lati ne è delimitato da un lungo tratto), troppo forte il ricordo di quanto vi accadde per potere azzardare un’altra destinazione d’uso, qualsiasi essa fosse. Il cambio di prospettiva per Topografia del terrore arrivò nel 1987 in occasione del 750esimo anniversario di Berlino con una mostra open air.

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La storia. Pochi anni dopo cominciarono le trattative per la costruzione di un vero e proprio museo della Topografia del terrore. Dopo vari tentativi falliti, il progetto ebbe il via definitivo solo nel 2005 ed inaugurato nel 2010. Dentro vi si trovano decine di reperti audio, video, fotografici e pannelli didascalici che documentano gli orrori perpetrati dai nazisti ai propri connazionali durante gli anni della dittatura. La selezione delle informazioni, nonché gli spazi interattivi, rendono l’intera visita interessante e, quasi, obbligata se si ha un minimo di interesse per la storia. Non a caso sono un milioni l’anno le persone che si recano alla Topografia del terrore. Periodicamente, assieme alla mostra permanente, hanno vita anche allestimenti temporanei focalizzati su specifici temi. D’estate una parte dell’esposizione viene allestita all’esterno del museo. Di fronte sappiate che il ministero delle finanze un tempo era il Ministero dell’aviazione, quartiere generale quindi di Hermann Wilhelm Göring.

Topographie des Terrors – Topografia del terrore

Niederkirchnerstrasse 8 (zona Mitte)

aperto tutti i giorni

ottobre – aprile: 10-18, maggio-settembre 10-20

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Andrea D'Addio - Direttore

A Berlino dal 2009, nel 2010 ha fondato Berlino Cacio e Pepe prima il blog, dopo il magazine. Collabora anche con Wired, Il Fatto Quotidiano, Repubblica, Io Donna, Tu Style e Panorama scrivendo di politica, economia e cultura, e segue ogni anno da inviato i maggiori festival del cinema di tutto il mondo.

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