Tropical Islands, i tropici tedeschi sono in un ex hangar per dirigibili a 70 km da Berlino

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In un ex hangar per dirigibili dell’ex DDR grande quanto nove campi di calcio, ad un’ora e dieci di treno da Berlino, in mezzo alla foresta, con infopoint in tripla lingua, tedesco, inglese e polacco e un ingresso giornaliero a 44 € al giorno, ci sono i Tropici secondo i tedeschi, ovvero piscine, foreste pluviali, lagune, capanne, ristoranti asiatici (e non), spa, una decina di saune diverse, scivoli d’acqua, cascate, idromassaggi…tutto finto compreso il giorno e la notte, regolati da luci artificiali che aumentano di intensità verso mezzogiorno e scendono gradualmente a sera. Vi ci si recano centinaia di persone ogni giorno, con punte durante il weekend, a volte rimanendo anche a dormire, tutti per vivere uno scampolo di vacanza alla “come se” che, lo ammettiamo, tanto male non è. Anzi, a Tropic Islands, ci si diverte.

Ci abbiamo passato una serata. Mettete da parte il pensiero che l’intera area, sabbia, piante, fenicotteri (poveretti!), tour alla Indiana Jones e ristoranti asiatici vogliano farvi davvero farvi pensare che ci si trovi ai Tropici: il confronto sarebbe perso in partenza. Recatevici invece come se fosse un mix tra Acquafan e Spa, dove è possibile mettere in naftalina il cervello per qualche ora e godere di ogni tipo di comfort immaginabile in piscina. L’intera zona è money free. Si gira senza contante. All’entrata, una volta pagato l’ingresso, si viene forniti di un braccialetto elettronico con cui si pagherà qualsiasi ulteriore sfizio ci si vorrà levare all’interno, dai pasti ai ristoranti (sono diversi, dal thai all’hamburger) ai massaggi. Il conteggio delle spese può essere controllato in vari check-point nonché all’uscita, quando saldando il conto si apriranno le porte per la vita esterna.

Le piscine. Nel frattempo, all’interno, si avrà avuto modo di provare le due grandi piscine “tropicali”, una molto ampia con un cartellone sullo sfondo e una spiaggia con decina di file di sedie a sdraio su cui rilassarsi, l’altra più raccolta e suggestiva chiamata “laguna” che al proprio interno può vantare una cascata e due piscine idromassaggio, un’area con corrente interna che ti spinge ad libitum in senso anti-orario. Sempre qui vi è anche un “pre-piscina” con acqua ancora più calda che dentro l’area principale dove comunque è sempre intorno ai 33 gradi se non di più (mentre l’esterno non scende mai i 30 gradi). Gli scivoli sono tre, uno da fare sedendosi su una ciambella, gli altri due più ripidi, divertenti il tanto da essere provati almeno un paio di volte ciascuno, fila permettendo.

L’area spa. È uno dei punti di forza della struttura. Il suo ingresso va pagato a parte (8 € in più) e dà accesso ad una decina di saune di ogni tipo, sia per struttura che per aromi. C’è l’obbligo di entrare completamente nudi, uomini e donne assieme, quindi niente timidezze. In Germania va così ed effettivamente la sauna, per funzionare bene, ha bisogno dell’intera cute di un corpo su cui lavorare contemporaneamente. I massaggi vanno pagati a parte e sono a disposizione anche per chi non entra nell’area spa.

Il dormire. Vi sono varie strutture. La tenda/capanna, le camere in un finto villaggio di legno e le logge a bordo piscina. Noi abbiamo provato le camere. Confortevoli, con televisore, condizionatore, wifi gratuito (che comunque è presente in tutta la struttura), un ampio bagno e un bollitore per té. Immaginiamo che il comfort nelle tende sia minore, mentre quello nelle logge analogo se non maggiore. Ad ogni modo, se rimanete a dormire, il vero piacere è andarsi a godere le piscine quando non vi è nessuno o quasi. Compreso nel prezzo della notte c’è una colazione a buffet da fare invidia ad un hotel 4 stelle.

L’area esterna. Da maggio 2016, quando fa caldo (ma anche quando fa freddo se vi basta il calore dell’acqua per sentirvi a vostro agio senza il timore che la testa, rimasta fuori, si congeli) è aperta anche un’area esterna sempre con piscina, uno scivolo d’acqua e vari spazi “verdi”. È un’occasione in più per farsi un bagno diverso. Sempre, come detto, tempo permettendo. Cosa dire di più? Nonostante tanti “se” iniziali, Tropical Islands può rivelarsi una piacevole sorpresa per chi cerca un pizzico di distrazione da Berlino senza la necessità di prendere un aereo o puntare ad una spa cittadina che, per quanto fornita, sarà comunque più piccola per dimensioni e ambizioni.

Tropical Islands

Tropical-Islands-Allee 1, 15910 Krausnick

raggiungibile in un’ora e un quarto di mezzi pubblici da Berlino

(migliore combinazione è il treno regionale RE2 da Alexanderplatz fino alla stazione di Brand/Tropical Islands e poi lo shuttle gratuito fino alla struttura)

Ingresso per un giorno

Adulti: 36 € (44 € con la sauna)

Bambini dai 6 ai 14 anni: 28,50 € (34 € con la sauna)

Bambini fino a 5 anni gratuito

Dormire

Tenda (prezzo per due persone) da 138€ a notte

Camera in albergo (prezzo per due persone) da 252€ a notte

Lesen Sie den Artikel auf Deutsch hier.

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Tutte le foto sono © Tropical Islands/Presse

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Andrea D'Addio - Direttore

A Berlino dal 2009, nel 2010 ha fondato Berlino Cacio e Pepe prima il blog, dopo il magazine. Collabora anche con Wired, Il Fatto Quotidiano, Repubblica, Io Donna, Tu Style e Panorama scrivendo di politica, economia e cultura, e segue ogni anno da inviato i maggiori festival del cinema di tutto il mondo.

2 Responses to “Tropical Islands, i tropici tedeschi sono in un ex hangar per dirigibili a 70 km da Berlino”

  1. Andrea

    “In Germania va così ed effettivamente la sauna, per funzionare bene, ha bisogno dell’intera cute di un corpo su cui lavorare contemporaneamente.”
    Questa frase. Questa frase è l’emblema di questo sito. Scritto male e sgrammaticato.
    Almeno l’avesse scritto qualche schiavo, no! il “direttore”!!
    PS: Mi raccomando, una bella censura su questo commento!!

    Rispondi
    • Andrea D'Addio - Direttore

      nessuna censura, il suo commento è qui bene in mostra per dimostrare la sua “conoscenza” della lingua italiana. Rilegga bene la frase e, se vuole, riformuli una critica con un minimo di argomentazione valida. E, se proprio ci tiene, si firmi davvero, non con una mail falsa.

      Rispondi

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