«Via il nome di Karl Marx da tutte le strade tedesche»: la proposta del politico CDU scuote la Germania

Uno spettro si aggira per la Germania: questa volta non si tratta del terrorismo o dell’immigrazione, ma della memoria di Karl Marx al quale, nell’ex Germania orientale, sono stati dedicati in totale ben 550 nomi di strade, viali e piazze. Niente di nuovo, se non che un membro della CDU, l’Unione cristiano-democratica della Merkel, ha ora proposto di eliminare dalle strade tedesche il nome del celebre filosofo di Treviri, padre del socialismo scientifico.

La proposta. Secondo il Consiglio Economico della CDU è ora che il Paese dimentichi i simboli della Guerra Fredda, soprattutto dal momento che è passato più di un quarto di secolo dal fallimento politico della DDR: è quanto sostiene il segretario generale del consiglio economico di partito Wolfgang Steiger. Quest’ultimo ha dichiarato inoltre di non comprendere il motivo per cui siano così numerose le strade dedicate a un personaggio così politicamente orientato ribadendo che Marx ed Engels, con la loro ideologia, non hanno portato niente di buono per il paese. Steiger ha consigliato, piuttosto, di dedicare sempre più strade ad altri personaggi che hanno favorito un reale miglioramento economico della nazione nel dopoguerra, come ad esempio al cancelliere (e membro della CDU) Ludwig Erhard, il quale negli anni sessanta è stato considerato uno dei padri del cosiddetto “miracolo economico” tedesco.

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Photo © Wikipedia – Nicor

Le reazioni. A seguito di quest’affermazione Katrin Lompscher, rappresentante della formazione di sinistra Die Linke, ha replicato sostenendo che non è possibile accogliere seriamente una tale richiesta e che la maggior parte della popolazione tedesca non sarebbe comunque d’accordo, soprattutto perché Karl Marx, al di là dell’ideologia politica e delle successive strumentalizzazioni, è e rimarrà sempre uno dei filosofi più importanti di Germania nonché un pensatore capace di influenzare l’intera storia dell’umanità con la sua analisi dei modi di produzione e delle formazioni sociali.

Jale Farrokhnia

Classe '91, madre italiana e padre iraniano. Ho nutrito sin da piccola una grande passione per la letteratura e per la scrittura. Nel 2010 mi sono trasferita a Pisa per studiare Lettere Classiche e per specializzarmi poi in Filologia e Storia dell'Antichità, pur essendo allo stesso tempo un'appassionata di tecnologia, social media e lingue moderne. Dopo la laurea mi sono trasferita a Berlino per un breve e intenso tirocinio e ora, somewhere in Italy, scrivo, traduco e faccio cose strane coi social da freelance. Giuro che prima o poi farò un lavoro serio, mi stabilirò e imparerò il Farsi, ma non adesso.

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