Why we’re here, a Berlino i rifugiati diventano guide di un tour storico per la città

Un’iniziativa di integrazione di successo

Si parla tanto di crisi dei rifugiati, di barriere e criminalità, ma quanto sappiamo davvero delle persone che vivono il viaggio della speranza  in prima persona? Ci siamo mai chiesti perché sono qui? Con il progetto Why we’re here (tradotto “perché siamo qui), l’organizzazione Refugees Voices intende dare una risposta proprio a queste domande, dando voce ai rifugiati stessi che conducono tour per Berlino raccontando le proprie storie.

Why we’re here

Questo è il nome del tour organizzato a cadenza settimanale da Refugees Voices. Condotto da un rifugiato siriano, il tour porta i partecipanti a rivivere i parallelismi tra la storia di Berlino e il dramma siriano per rispondere a una semplice domanda: perché più di un milione di persone sono dovute fuggire dal loro Paese? Il dramma della Siria non inizia con lo Stato Islamico, né con con l’ascesa al potere di Bashar al-Assad. È una storia ben più complessa, che soltanto chi ha vissuto in prima persona può spiegare. Il tour, in partenza ogni sabato dalla fermata U-Bahn di Mohrenstrasse alle 18, conduce i partecipanti tra i luoghi storici di Berlino ripercorrendo due storie, quella della Germania e della Siria, due Paesi tanto diversi quanto accomunati da un passato tumultuoso, per terminare infine a Gendarmenmarkt. Per chi desideri conoscere più approfonditamente la Siria e i suoi sapori, il tour continua con una cena tipica siriana al costo di soli sette euro. Il percorso dura due ore ed è a offerta libera.

Refugees Voices

Da novembre 2015 Refugees Voices organizza diversi tour condotti da rifugiati. Why we’re here e A Journey Through The Refugee Rights Movement sono due dei tour fino ad ora realizzati, entrambi a offerta libera: con questi progetti l’organizzazione si propone di cambiare la maniera in cui la crisi dei rifugiati viene percepita e discussa e di dare voce ai protagonisti della crisi stessa. L’obiettivo finale è cercare di cambiare atteggiamento nei confronti di chi fugge verso l’Europa, cercando di comprendere meglio le loro storie.

Why we’re here

Tutti i sabati dalle 18 alle 21

Ritrovo alla fermata U-Bahn di Mohrenstrasse

Offerta libera

 

Foto di copertina © Refugees Voices Tour


15219630_939322122867316_1048813033620156316_n

SEGUI TUTTE LE NEWS SU BERLINO, SEGUI BERLINO MAGAZINE SU FACEBOOK

 

Related Posts

  • 10000
    La maggior parte dei cittadini tedeschi vuole che venga posto un tetto massimo al numero di rifugiati ospitati in Germania. La notizia, riportata su The Local, è risultata da un sondaggio secondo il quale l’89% dei cittadini tedeschi vorrebbe che ci fosse un limite ai richiedenti asilo accettati nel loro…
  • 10000
    Un “ensemble in esilio” con attori rifugiati: questa l’ultima idea di Shermin Langhoff, direttrice artistica del teatro Maxim Gorki di Berlino, nonché fondatrice del cosiddetto “teatro postmigrante”, un teatro multiculturale e multilingue specchio della società contemporanea. Lo scopo dell’Exil Ensemble? Aiutare gli artisti che abbiano richiesto asilo in Germania a…
  • 10000
    Se integrazione significa anche convivenza tra religioni diverse, allora la Germania è sulla buona strada. La Chiesa cattolica della Baviera, come riporta The Local, offre asilo religioso ai rifugiati che sono riusciti a scappare dall'Isis, una consuetudine di origine medioevale che era stata largamente abbandonata in Germania finché l'anno scorso l'arrivo di…
  • 10000
    In Germania si reclutano sempre più rifugiati all'interno dei vigili del fuoco. Si tratta di un’iniziativa che vuole rimediare alla carenza di pompieri e, contemporaneamente, offrire ai migranti un'occasione per integrarsi e trovare un’occupazione. Una tradizione tutta tedesca. Silvia Darmstädter, dell’Associazione Vigili del Fuoco tedesca, ha affermato che quest’iniziativa «non risolverà…
  • 10000
    Kevin McElvaney ha 29 anni e nella vita fa il fotogiornalista, come tanti altri. Verso la fine del 2015 però, con nessuna esperienza pregressa nel documentare la crisi dei rifugiati e le loro rotte di viaggio, si trovava ad Amburgo, la città dove ha studiato e vive, durante uno dei…

Leave a Reply