A Berlino le ex rimesse ferroviarie diventano atelier d’arte

A Berlino oltre alle manifestazioni istituzionali legate alla fruizione dell’arte, vi ricordiamo che oggi e domani c’è la lunga notte dei musei, ci sono eventi in spazi indipendenti che rappresentano un sottobosco culturale e artistico, spesso poco noto ai più.

Berlino Explorer è questi che predilige, come il BLO-Atelier, la più grande comunità artistica indipendente ancora attiva in città che oggi festeggia i suoi 10 anni con una giornata “delle porte aperte” a partire dalle 14:00.

Purtroppo oggi potrebbe essere l’ultima festa di compleanno, il collettivo di studi artistici va verso un futuro incerto, il contratto di locazione scade a luglio 2014 e non vi è ancora alcuna novità sul rinnovo. Sarebbe un vero peccato perché, nonostante il centro culturale non faccia parte dei circuiti istituzionali d’arte berlinesi, la produzione artistica è in continua attività, il BLO-Atelier è uno di quei pochi luoghi che mantiene ancora il fascino che Berlino aveva fino ad una decina di anni fa, quando la cultura nasceva dal basso e a questa venivano concessi spazi dove potersi esprimere liberamente.

Il BLO (Bahnbetriebswerk Berlin Lichtenberg Ost) nasce nel 2004 sull’area abbandonata di una vecchia rimessa ferroviaria prussiana che subisce un percorso comune a tutti gli impianti ferroviari, e non solo, di Berlino.
Da snodo di distribuzione della ex capitale imperiale a perno di grande importanza per il trasporto di carbone per la fornitura dello Ostfront durante la prima guerra, diventa la linea delle locomotive usate per il trasporto di truppe e materiale bellico, nonché per le deportazioni nei campi di concentramento orientali. I bombardamenti americani del ‘45 danneggiano parte delle strutture compresa la “Roundhouse Berliner” nell’area confiscata, come tutti gli impianti industriali tedeschi dopo l’ occupazione da parte dell’Armata Rossa, inizia un’opera di ricostruzione lentissima, a causa di un’economia ridotta all’osso e alla scarsità di materie prime.

Durante la DDR l’officina perde sempre più d’importanza, adoperata solo per la fornitura di treni per il trasporto passeggeri, alla fine degli anni ‘70 acquista una triste notorietà, si trasforma in una sorta di “cimitero” delle antiche locomotive a vapore dove gli Eisenbahnnostalgiker, i nostalgici occidentali di questi mezzi, possono venire in “pellegrinaggio”, sotto gli occhi attenti della Stasi. (l’area in questione si trova nel quartiere di Lichtenberg non lontano dal centro operativo di controllo del Ministero per la Sicurezza di Stato). Dopo la riunificazione dei due stati tedeschi lo spazio, utilizzato solo a fini di formazione, vine dismesso nel ’99, è solo nel 2003 che, partendo da una chiamata per nuove proposte dell’associazione RAW-Tempel eV, iniziano i negoziati di locazione con la Deutsche Bahn (Azienda trasporti Tedesca)

L’associazione LOCKKUNST per il futuro del progetto “BLO-Ateliers” ottiene un contratto di locazione di 10 anni, dopo i primi 18 mesi di locazione temporanea, come comunità artistica economicamente indipendente, il contratto scade appunto questo Luglio e del futuro di questo spazio si sa ben poco. Tantissime le iniziative in programma per questa Tag der offenen Tür, un’occasione, forse una delle ultime, non solo per poter godere di un evento artistico immerso nel fascino di una antica area ferroviaria ma anche di poter toccare con mano un riuscito intervento di riuso e riqualificazione urbana, tema molto caro al gruppo di ricerca Berlino Explorer.

Oggi sabato 17 maggio dalle 14. Indirizzo: Kaskelstr. 55, 10317 Berlino. Come arrivare

Zuleika Munizza

Zuleika Munizza responsabile del progetto di ricerca Berlino Explorer, presenta e racconta Berlino attraverso la sua storia e le sue trasformazioni, da un punto di vista architettonico e sociale.

One Response to “A Berlino le ex rimesse ferroviarie diventano atelier d’arte”

  1. Cultura Industriale BLO Ateliers - Berlino Explorer

    […] pubblicato nella sezione Berlino Nascosta del Magazine Berlino Cacio e […]

    Rispondi

Leave a Reply