10 cose che non si sanno sull’Abruzzo che ve lo faranno amare

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L’Abruzzo è un luogo da amare non solo per il mare o la bellezza delle sue montagne…

Dell’Abruzzo in Italia non si parla molto, non almeno quanto merita la sua storia e le sue eccellenze. Secondo Simone D’Alessandro, professore di sociologia ed esperto di comunicazione: “L’Abruzzo è piccolo, bello, sicuro, ospitale, competitivo, immerso nella natura, industrializzato, globalizzato, lontano dai cliché, un luogo da amare in comune”. Quanto segue è un decalogo di “cose che non si sanno sull’Abruzzo che ve lo faranno amare” scritto dal professore.

1-L’Abruzzo è abitato fin dal Paleolitico

L’Abruzzo è uno dei territori più interessanti d’Italia per paleontologi, archeologi e antropologi fisici. Reperti archeologici attestano la presenza dell’uomo in Abruzzo  sin dal Paleolitico, a partire da circa 600 mila anni fa.

2- Terra degli Italici dove sorse la prima capitale d’Italia: Corfinio

Peligni, Vestini, Marsi, Marrucini, Piceni, Frentani, Pretuzi, Sanniti: sono gli Italici che si ribellarono all’impero romano, chiedendo la cittadinanza romana. Seguì una guerra che durò alcuni anni. Gli italici alla fine persero, ma riuscirono ad ottenere la cittadinanza. Corfinio, (Corfinium nell’antichità, poi, nel periodo romano, Pentima e nel medioevo Valva) un piccolo centro di appena mille anime, che si trova nella conca Peligna nei pressi dell’Aterno, fu la prima capitale d’Italia, oltre 2000 anni fa (ca. 91 a.c – 89 a.c.). È qui che si coniò anche una moneta, il Denario, da cui si evince la parola Italia. Tra le altre curiosità da annoverare sull’Abruzzo e sul suo territorio possiamo citarne in particolare tre. Atri (bellissima città-borgo) ha dato il nome al Mar Adriatico per via della sua importanza strategica e commerciale. Ma la questione è dibattuta. Seconda curiosità è quella sull’etimologia della parola Abruzzo. L’ipotesi più accreditata è che la parola deriverebbe da Aprutium, terra dei Praetutii, antica popolazione che abitava la colonia fenicia di “Petrut” (attuale Teramo). Ma c’è chi dice che Abruzzo possa derivare da “Aper” che in latino significa cinghiale. (Da leggere a tal proposito è: “101 perché sulla storia d’Abruzzo che non puoi non sapere” della sceneggiatrice Luisa Gasbarri. Un’altra curiosità è relativa alle sculture. Il guerriero di Capestrano è una scultura del VI secolo avanti Cristo, rivenuta in una necropoli situata nei pressi di Capestrano. Una delle opere più significative e monumentali dell’arte italica. Oggi conservata presso il Museo archeologico nazionale d’Abruzzo di Chieti.

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Oggi curiosità storica, che forse non tutti sanno. Noi parliamo di Italia dal 1861, in realtà la parola "Italia" è comparsa per la prima volta su delle monete coniate in Abruzzo risalenti all'epoca romana. Alcune popolazioni abruzzesi, che non volevano sottostare all'impero romano, si unirono e scelsero come capitale Corfinio (Aq), coniando una propria moneta e creando una gestione politica diversa da quella romana. La loro tenacia e indipendenza è stata talmente forte che, nonostante siano stati sottomessi dall'impero romano, hanno ottenuto la concessione di continuare ad avere una propria autonomia politica. • 📸 Scatto di @vallepeligna_ • 🔹 Storia compresa per chi effettua il repost! 🔹 • Foto selezionata da @insoliti_nerd • ✔ Seguici e usa l'hashtag #abruzzo_in_grande per condividere i tuoi scatti sulla nostra pagina • ✔ Segui @italia_in_grande e usa l'hashtag #italia_in_grande per condividere i tuoi scatti sulla nostra pagina dedicata all'Italia • #ingrande_crew #abruzzo #corfinio #laquila #vallepeligna #paese #storia #capitale #buongiorno

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3- Esempio mondiale di biodiversità

L’Abruzzo è anche terra di natura e di bellissimi parchi. Tra questi si annoverano i 3 Parchi Nazionali (Parco nazionale D’Abruzzo, Lazio e Molise – Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga – Parco nazionale della Majella) e il Parco regionale Sirente Velino. 38 le aree protette tra oasi e  riserve regionali e statali. Degna di nota è anche l’Area Marina a Torre del Cerrano: 37 km quadrati immersi in un ambiente dunale unico con resti sommersi di interesse archeologico. In ultimo, ma non ultimo l’Abruzzo è la regione del Lupo, dell’orso marsicano, del camoscio d’Abruzzo, dell’aquila reale, del cinghiale e la terra con il maggior numero di piante officinali d’Italia, forse d’Europa e numerosi altri esempi di incredibile biodiversità

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4- Terra di castelli, eremi, borghi e frazioni

Dopo l’Umbria con 24, l’Abruzzo con le sue 23 presenze è seconda nella lista dei Borghi più Belli d’Italia. Eremi, castelli, città-fortezze, qui l’ospitalità è diffusa in tutti i sensi, anche in forma di Albergo Diffuso a Santo Stefano di Sessanio e non solo. In tutta la regione ci sono 700 edifici fortificati tra Castelli, città fortezze, borghi con mura di cinta. Nessun’altra regione d’Italia ha un numero così elevato. La città fortezza di Civitella del Tronto è unica al mondo nel suo genere, studiata da architetti e ingegneri da secoli. Ci sono 305 comuni, alcuni dei quali abitati da poche decine di persone. Non a caso L’Abruzzo è stata terra di eremiti come Celestino e di templari. Ma l’Abruzzo è anche terra di frazioni costituite da una sola casa: al contrario di regioni vicine come la Puglia, in Abruzzo non si è mai sentita la necessità di radunarsi in grandi centri popolosi: questa configurazione urbane e rurale micro-multipolare e diffusa ha influenzato lo spirito indipendente, autonomo e solitario della popolazione. Gli abruzzesi sono meridionali atipici. Geograficamente appartenenti al regno delle due Sicilie, ma culturalmente fino ad un certo punto.

5- Una costa punteggiata dai trabocchi

La costa dei Trabocchi è oggi uno dei più vitali elementi identitari d’Abruzzo. Il trabocco (o trabucco, o travocco) è un’imponente costruzione costituita da una piattaforma protesa sul mare ancorata alla roccia da grossi tronchi di pino d’Aleppo dalla quale si allungano, sospesi a qualche metro dall’acqua, due o più lunghi bracci, detti antenne, che sostengono un’enorme rete a maglie strette detta trabocchetto. Abruzzo, Molise e Puglia sono le uniche regioni che possono vantare la presenza di queste costruzioni, ma l’Abruzzo è sicuramente il territorio che ne possiede il maggior numero. In passato strumento di pesca e, in alcuni casi, rifugio oggi è un luogo di ristorazione di alto profilo. Da poco tempo la Costa dei Trabocchi si è trasformata anche in Greenway: una pista ciclo-pedonale tra le più suggestive d’Europa. Da Ortona a Vasto ciò che prima era rotaia è diventato sentiero per tutti i cittadini, in bici o a piedi.

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6- Un artigianato artistico…esclusivo

Numerosi in tutta la regione erano e sono i lavoratori di rame, ferro battuto e pietra. La Presentosa, ad esempio, è uno dei gioielli più famosi della tradizione orafa abruzzese. Tipico delle zone di Pescocostanzo e Scanno, è un medaglione a forma di stella contornato da arabeschi in filigrana generalmente in oro o in metallo placcato oro. L’arte ceramica di Castelli ha origini antichissime, più antiche delle ceramiche di Faenza, ma è divenuta celebre solo a partire dal Cinquecento. Infine, il Tombolo che vide in passato come protagonisti i maestri dell’ago Tosti, Caraceni, Fonticoli, celeberrimi sarti nati tutti in terra d’Abruzzo. Oggi la regione vanta numerosi artigiani-designer-maker che producono gioielli e ceramiche di foggia contemporanea, richiestissimi in Giappone e in America.

6- Luoghi di tratturi e pastori transumanti

D’annunzio definiva il tratturo un “erbal fiume silente”. I tratturi sono vie erbose diffuse principalmente in Abruzzo, Molise e Puglia (ma anche in Umbria, Basilicata e Campania). Le loro piste erano percorse dai Pastori “transumanti” (transumare, ossia: attraversare) nelle stagioni fredde in direzione sud, verso la Puglia, dove esisteva, presso la città di Foggia, la Dogana delle pecore; mentre nei mesi caldi le greggi percorrevano il percorso inverso tornando ai pascoli montani dell’Appennino centrale, dove la pastorizia era regolata dalla Doganella d’Abruzzo. L’intero apparato stradale si origina nelle zone montane e più interne dell’area abruzzese e si conclude nel Tavoliere delle Puglie. Lungo i percorsi si incontravano campi coltivati e piccoli borghi, dove si organizzavano le soste. I tratturi abruzzesi ancora riconoscibili e praticabili: Ateleta-Biferno / Celano-Foggia /Centurelle-Montesecco /Lanciano-Cupello / L’Aquila-Foggia /Lucera-Castel di Sangro /Pescasseroli-Candela. L’Abruzzo, in definitiva, è sempre stato una terra di frontiera a partire dall’entroterra.

8- Tra le regioni più industrializzate e “vitate” d’Europa

Dal farmaceutico all’automotive; dalla produzione di materie plastiche a quella agroalimentare; dalla produzione di jeans e scarpe a quella mondiale di pannolini e semiconduttori; dai sistemi software per la sicurezza ai dispositivi per osservare o andare sullo spazio, l’Abruzzo vanta una densità industriale tra le più importanti d’Europa. Occupa la quinta posizione tra le regioni italiane per capacità di esportazione; è anche tra le regioni in cui le industrie e le attività agricole hanno maggiormente creduto e investito nell’economia circolare; con le sue tre autostrade (A 24, A 25, A14) e le numerose arterie statali, provinciali e comunali è anche tra regione più infrastrutturate d’Italia. Vi sono grandi imprenditori, ma anche “metal-mezzadri” come li definiva de Rita ossia: operai e contadini al tempo stesso, capaci di lavorare in fabbrica di giorno e in campagna di notte. Questa è anche la terra della pasta di qualità con De Cecco, Del Verde, Cocco, Verrigni, Masciarelli, Rustichella… di succhi di frutta (Aureli)… di vino (Valentini, Masciarelli, Illuminati, Pietrantonj, Emidio Pepe, Zaccagnini, Farnese, Pasetti, Barone Cornacchia, Jasci, Chiusa Grande, le grandi cantine di Tollo, Ortona, Citra, Miglianico, Villamagna, Pollutri…) la provincia di Chieti è la provincia più vitata d’Italia…ma anche con l’olio siamo fortunati (Masciantonio e Della Fazia e, poi, con le tre Dop Aprutino-Pescarese; Colline Teatine, Colline Teramane-Pretuziano). Questa regione vanta, infine, tre Università, numerosi centri di ricerca, il Laboratorio del Gran Sasso e il Gssi.

9- Una tradizione enogastronomica tra le più note al mondo

Dalla cucina teramana, alla cucina dei cuochi di Villa Santa Maria, la scuola dei cuochi più famosa al mondo. Credo non ci sia altro da aggiungere se non che bisogna provarla.

10- Poeti, filosofi, scrittori, pubblicitari, sceneggiatori, pittori fumettisti…

Terra di intellettuali che hanno saputo interpretare il loro tempo senza facili nostalgie, ribellandosi allo statu quo. Ovidio, originario di Pacentro, ha preferito scrivere di poesia erotica, oltrepassando le regole della morale comune ed esiliato per questo. Sallustio, originario di Amiternum, è stato forse il primo storico romano a elaborare una “filosofia della storia”. Asinio Pollione, di Chieti, ha fondato la prima biblioteca pubblica di Roma. Tommaso da Celano fu seguace di San Francesco e tra i suoi primi biografi. Ferdinando Galliani ebbe un ruolo importante per l’Illuminismo accanto a Diderot e Voltaire. Dante Gabriel Rossetti, figlio del poeta vastese Gabriele Rossetti, fu uno dei fondatori del movimento artistico dei preraffaelliti. Silone, con il romanzo Fontamara, fece conoscere a tutto il mondo le ingiustizie subite dai cafoni abruzzesi. D’Annunzio fu indiscusso scrittore aulico, ma anche primo fra i copywriter italiani che spesso coinvolse nelle sue sperimentazioni Francesco Paolo Michetti come pittore/art-director o Francesco Paolo Tosti come compositore. E ancora: Bertrando e Silvio Spaventa, Edoardo Scarfoglio, Benedetto Croce, Pascal D’Angelo, Ettore Paratore, Flaiano, Mario Pomilio, John Fante. Tanino Liberatore, soprannominato da Franck Zappa il Michelangelo del Fumetto, fu invece inventore del personaggio Rankxerox. Sempre lui ha illustrato anche un album dello stesso Zappa. Da citare è anche Andrea Pazienza fumettista rivoluzionario, non abruzzese ma che all’Abruzzo deve quasi tutto. Questi sono solo alcuni dei nomi, ma tanti altri ne mancano all’appello: Cascella (Pietro, Michele e Basilio), ad esempio.

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Photo Cover: ©CC 0 pixabay

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