10 errori che persino i madrelingua fanno in tedesco

Il tedesco è complicato, non è un segreto per nessuno. La sua struttura grammaticale, le sue regole, la sua varietà lessicale la rendono una lingua difficile da possedere fino in fondo. A tal punto che persino i madrelingua talvolta non ci riescono e commettono errori piuttosto evidenti. Se può capitare anche a loro, a maggior ragione non dovrà scoraggiarsi o sentirsi stupido chi sta tentando di impararlo e commette errori. Lasciarsi inibire dalla eventualità di dire qualcosa di sbagliato è il modo migliore per non fare progressi: è questo il messaggio di Trixi, al secolo Svenja Patricia Quecke, youtuber tedesca che sul suo canale DontTrustTheRabbit pubblica una serie di divertenti e utili video in cui spiega difficoltà, segreti e trucchi della lingua tedesca. Nei due che vi proponiamo, Trixi fa una lista di alcuni errori comuni anche tra i madrelingua. Spesso sono legati a modi di dire dialettali importati (consapevolmente o inconsapevolmente) nell’Hochdeutsch, in altri casi di espressioni gergali lentamente entrate nell’uso comune (tant’è che il Duden ormai le ammette). Ad ogni modo, restano pur sempre errori. Vi elenchiamo qui i punti più interessanti e/o divertenti. Trovate l’elenco completo nei due video, in un inglese molto scorrevole.

Das macht Sinn

Si tratta di un calco dall’inglese this makes sense (“É sensato”, “ha senso”)  ma la versione tedesca corretta sarebbe Das hat Sinn o Das ergibt Sinn. In ogni caso il Duden sembra ormai accettare anche la versione anglofila.

Zumindestens

Il tedesco ha due parole differenti per esprimere “almeno”: zumindest e mindestens. Alcuni le amano talmente tanto da fonderle in un neologismo che non esiste, zumindestens.

Ich gehe bei Aldi

Quella del moto a luogo e dello stato in luogo è una faccenda complicata in tedesco, si sa. Ci sono mille sfumature, che spesso sfuggono anche ai madrelingua. Trixi fa un esempio con i supermercati, come l’Aldi o il Penny. Non è raro sentire un tedesco dire: ich gehe bei Aldi o ich gehe nach Aldi. La prima forma è decisamente scorretta, in quanto bei esprime sempre stato in luogo. La seconda pure è discutibile, in quanto nach si usa tendenzialmente per indicare moto a luogo con nazioni, città, continenti. La versione corretta resta una: ich gehe zu Aldi.

Il congiuntivo, questo sconosciuto

Molti tedeschi non usano con consapevolezza il Konjunktiv II (che può fare le veci del nostro congiuntivo e del nostro condizionale) e il Konjunktiv I, usato nel discorso indiretto, specie nel linguaggio scritto. Costruire la forma corretta di Konjunktiv e soprattutto scegliere quando usare l’uno o l’altro può rivelarsi complicato, così molti tagliano la testa al toro e usano quasi sempre la perifrasi würde + infinito, anche quando non si dovrebbe. Trixi fa un esempio di discorso indiretto riportato correttamente: Er sagte, er sei ein Goldfisch (“disse di essere un pesce rosso”, laddove sei è la terza persona singolare del Konjunktiv I di sein, il verbo essere). Alcuni madrelingua non si danno pena, e scrivono invece: Er sagte, er würde ein Goldfisch sein, che è doppiamente scorretto: a) perchè il discorso indiretto richiede il Konjunktiv I e non il Konjunktiv II; b) Perché sein (ma anche haben e i verbi modali) hanno una loro precisa forma di Konjunktiv II e non è possibile sostituirla con la perifrasi (dunque, al massimo ci sarebbe voluto wäre, Konjunktiv II di sein).

Ich bin größer wie du

Alcuni madrelingua fanno a cazzotti anche con le forme comparative: spesso, dopo un comparativo di maggioranza, fanno seguire wie (come) anziché als, la forma corretta che introduce il secondo termine di paragone in questo caso (wie va bene dopo un comparativo di uguaglianza). La frase sopra riportata è un nonsense, significando letteralmente “sono più grande come te”. La versione giusta sarebbe ovviamente ich bin größer als du.

Das Perfekteste

Questo tipo di errore concettuale è abbastanza comune anche in Italia, e ormai tollerato. Ma, a rigore, non si potrebbe fare il comparativo o il superlativo di aggettivi che già implicano in sé l’idea di perfezione o che sono già a loro volta superlativi (si sente sempre più spesso “il più prossimo”, ma tecnicamente prossimo è già superlativo). Così, dire das Perfekteste, “la cosa più perfetta” non ha molto senso.

Paura del genitivo?

Il genitivo in tedesco è un caso che va sempre più scomparendo, sostituito laddove possibile dal dativo. Così molti, per dire “il cane di mia sorella”, non si azzardano a usare la forma col genitivo, Der Hund meiner Schwester, ma si rifugiano nella soluzione – corretta, solo un po’ più sciatta – von + dativo: Der Hund von meiner Schwester, oppure, stando a Trixi (noi per fortuna non lo abbiamo mai sentito), ripiegano su ipotesi improbabili come meine Schwester ihr Hund (??).

Das gleiche/dasselbe

Il tedesco, a differenza dell’inglese che usa sempre e comunque the same, ha due differenti aggettivi per indicare il concetto di identità: così, dire wir tragen den gleichen Pullover significherà “indossiamo lo stesso tipo di Pullover”, un pullover uguale; ma se scrivessimo wir tragen denselben Pullover, vorremmo dire che magari fa veramente freddo e che in quel momento stiamo goffamente tentando di condividere lo stesso esemplare di Pullover. Per noi italiani in questo caso forse è un po’ più semplice comprendere la sfumatura tedesca, disponendo della coppia stesso/medesimo.

Das/dass: is mir egal?

L’articolo determinativo neutro (ma anche pronome dimostrativo e pronome relativo) das e la congiunzione dichiarativa dass si scrivono in modo quasi identico, ma hanno usi molto differenti. Un fatto che sfugge secondo Trixi a molti madrelingua e che può portare a equivoci e frasi piuttosto sgrammaticate. Forse l’improbabile esempio scelto dalla youtuber può aiutare a rispolverare un po’ di analisi grammaticale e a fare chiarezza: ich denke, dass das das Dasseler Museum ist  (“penso che questo sia il Dasseler Museum”), dove il dass è chiaramente la congiunzione subordinante, il primo das è il dimostrativo “questo” e il secondo das è l’articolo correlato a Museum.

La forma di cortesia

Quando si rivolgono a un amico o a un familiare, i tedeschi usano il du. Ma quando parlano a una persona sconosciuta e vogliono essere più formali, usano la forma di cortesia, il Sie (scritto maiuscolo), cui segue sempre la terza persona plurale (e corrispondenti aggettivi possessivi) e che equivale al nostro lei. Così kannst du mir helfen è il nostro “mi puoi aiutare?”, mentre können Sie mir helfen è “potrebbe aiutarmi?”. A volte però i tedeschi esagerano con le maiuscole di cortesia, usandole anche dove non c’entrano nulla. Trixi riporta di una frase letta su una rivista, Taylor Swift hat all Ihre Schuhe gespendet: dovrebbe ovviamente significare “Taylor Swift ha donato tutte le sue scarpe”, ma con l’aggettivo possessivo ihre scritto in maiuscolo assume tutto un altro senso, ed è come se si rivolgesse con il lei a chi legge, avvisandolo che la star americana ha regalato, senza chiedere il permesso, tutte le scarpe del malcapitato lettore.

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Foto di copertina © Facebook – DontTrustTheRabbit

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