15 leggendari luoghi dove respirare e comprendere il concetto di libertà a Berlino

Un percorso attraverso i luoghi simbolo della storia di Berlino e del concetto di libertà che l’ha caratterizzata

Visit Berlin ha creato tramite l’app About Berlin un tour a tema dal nome “Sentiero della Libertà”. Il punto di partenza è l’Hansaviertel, il percorso prosegue poi attraverso il Tiergarten in direzione della casa di Max Liebermann. Continua lungo la Sprea per Ebertbrücke ed arriva fino alla Nuova Sinagoga. Passando per Tucholskystraße e Auguststraße arriva alla Clärchens Ballhaus, per poi proseguire verso Bebelplatz. Con i mezzi pubblici si arriva, infine, a Tempelhof e a Potsdam. È un cammino attraverso luoghi che hanno segnato la storia di Berlino e che si legano al concetto libertà. Di seguito i 15 luoghi che fanno parte del percorso.

Hansaviertel

La storia dell’Hansaviertel si collega alla divisione di Berlino. L’Hansaviertel, completamente distrutto durante la seconda guerra mondiale, fu infatti ricostruito nel 1957 per volontà del Senato di Berlino Ovest con l’obiettivo di farlo divenire simbolo di Berlino Ovest, in contrapposizione a quella che è oggi la Karl-Marx-Allee di Berlino Est. Nella zona fu costruito anche il Punkthochhaus, edificio di 53 metri che, in segno di sfida, era visibile anche da Berlino Est.

Reichstag

I conflitti sulla costruzione del Reichstag furono molti. Tutto iniziò con Bismarck che avrebbe voluto che il parlamento venisse costruito fuori Berlino. Si trovò un compromesso per una zona vicino alla Porta di Brandeburgo, un tempo al limite della città. Il terreno poté però essere acquistato solo dopo la morte del proprietario. L’architetto Paul Wallot vinse il concorso per la costruzione del Reichstag, ma il Kaiser Guglielmo II gli chiese di apportare così tante modifiche che del suo progetto non rimase quasi niente. Il Kaiser non aveva problemi solo con l’edificio, ma con l’istituzione stessa. Essendo Kaiser per grazia divina, non sopportava l’idea di un parlamentarismo democratico. Nel 1883 il Kaiser destò un’ulteriore polemica per via della cupola, che non voleva risultasse più alta di quella del proprio castello. I problemi si conclusero nel 1893, quando Guglielmo II si espresse finalmente in modo positivo sull’edificio.

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History

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Liebermann-Haus

Il 30 gennaio 1933 i nazionalsocialisti sfilarono in corteo per celebrare l’ascesa al potere di Adolf Hitler ed arrivarono intorno alle 20.00 a Pariser Platz, la piazza in cui si trova al Porta di Brandeburgo. Il pittore ebreo Max Liebermann, che abitava nel palazzo numero 7 della piazza, vide in diretta la scena. Aveva un atelier all’interno dell’edificio, ma dal 1933 gli fu vietato sia di svolgere la sua attività sia di esporre. L’edificio, che è stato ricostruito dopo la seconda guerra mondiale, è oggi sede della fondazione della Porta di Brandeburgo che, in onore a Liebermann, sostiene progetti artistici.

Porta di Brandeburgo

Il 12 luglio 1987, in occasione dei 750 anni di Berlino, il presidente degli USA Ronald Reagan, integralista della Guerra Fredda, tenne un discorso alla Porta di Brandeburgo, di cui sono divenute celebri le parole: «Mr. Gorbatschow, open this gate! Mr. Gorbatschow, tear down this wall!» («Signor Gorbatschow, apra questa barriera! Signor Gorbatschow, demolisca questo muro!»).

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Nuova sinagoga

Il 9 novembre 1938, nella Notte dei Cristalli, in cui gli ebrei e tutte le loro proprietà furono attaccati dai nazisti, la Nuova Sinagoga di Berlino fu messa a fuoco. Il poliziotto Wilhelm Krützfeld impedì però che le fiamme la distruggessero completamente. Armato di una pistola e dell’ordine di tutela dei monumenti, si oppose alle SA  e provvide all’arrivo dei vigili del fuoco. La sinagoga è una delle poche in Germania ad essere rimasta danneggiata solo in parte dopo quella notte.

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Clärchens Ballhaus

La sala da ballo Clärchens Ballhaus fu fondata nel 1913 e divenne uno dei luoghi più frequentati durante la Repubblica di Weimar. Il nome del locale deriva da Clara Bühler, che negli anni ’30 ne divenne proprietaria. La Clärchens Ballhaus è sopravvissuta al nazismo e alla seconda guerra mondiale e anche durante la Repubblica Democratica Tedesca (Germania Est) rimase un’attività a gestione privata.

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Inglourious Basterds

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Alexanderplatz

Cinque giorni prima della caduta del muro di Berlino si tenne ad Alexanderplatz la più grande manifestazione della storia della Germania dell’Est. Il capo dei servizi segreti della Repubblica Democratica Tedesca, Markus Wolf, fu intimorito dai fischi della folla che era in protesta per ottenere un nuovo socialismo socialdemocratico e per la libertà di espressione e di stampa. L’episodio divenne simbolo del cambiamento che stava per avvenire.

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Duomo di Berlino

Il duomo, che era stato costruito nel XVIII secolo da Johann Boumann e modificato nell’800 da Karl Friedrich Schinkel, fu demolito nel 1894 e ricostruito su ordine del Kaiser Guglielmo II. Fu ultimato cinque anni dopo rispetto ai piani. Il Kaiser dopo un po’ di tempo divenne impaziente e lo fece inaugurare in occasione del suo 24° anniversario di nozze, nonostante mancassero ancora delle parti. Fu però lui stesso la causa del ritardo, in quanto, anche in questo caso, chiese di apportare numerose modifiche all’edificio affinché rispecchiasse la sua grandezza.

Castello di Berlino

Nel novembre 1918 la Rivoluzione arrivò fino a Berlino e il castello, centro del potere del Regno di Prussia, finì nelle mani dei rivoluzionari. Il castello fu danneggiato nella seconda guerra mondiale e poi abbattuto per volere della Repubblica Democratica Tedesca perché era simbolo della potenza prussiana. Sono attualmente in corso i lavori di ricostruzione.

Bebelplatz

Il 10 maggio 1933, in quella che oggi è chiamata Bebelplatz, i nazisti misero al rogo migliaia di libri che non corrispondevano alla loro ideologia. Oggi in Bebelplatz si trova una lastra di vetro sotto la quale si vede una stanza con scaffali vuoti detta “Biblioteca sprofondata”, opera di Micha Ullman. Una targa di bronzo riporta, invece, le parole di Heinrich Heine: «Dove si bruciano libri, si bruciano infondo anche uomini».

Philarmonie

Il violinista Benjamin Bilse, nato nel 1816 a Liegnitz, divenne nel 1842 direttore dell’orchestra cittadina, la Bilsekapelle. Quando il magistrato della città tentò di ridurre la retribuzione dei musicisti, Bilse si spostò a Berlino, dove raggiunse la popolarità. I suoi musicisti si allontanarono però da lui, rifiutandosi di firmare i contratti che aveva loro proposto. In questo percorso verso una maggiore libertà iniziarono a tenere autonomamente concerti col nome di Vormalische Bilsesche Kapelle (ex orchestra di Bilse), decidendo chi veniva assunto nell’orchestra e quali opere eseguire. Quando Bils vietò loro di usare il proprio nome, divennero la Philarmonisches Orchester. Dal 1963 l’orchestra suona alla Philarmonie, nel Kulturforum di Berlino, e rappresenta ancora oggi l’orchestra “più libera” del mondo.

Lützowufer

Nel 1921 i giornali berlinesi parlarono di aberrazioni da parte di alcuni artisti durante una mostra tenutasi vicino al Tiergarten. Protagonisti furono i dadaisti berlinesi, ancora più ribelli dei fondatori del movimento, Hugo Ball e Richard Huelsenbeck. Il dadaismo rappresentava la massima forma di libertà artistica, la cui ideologia era basata su un rifiuto di regole, disciplina e ordine. Gli artisti berlinesi, pur essendo influenzati dal dadaismo originario, seguirono una propria strada, raggiungendo una totale libertà artistica.

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Tempelhof

Negli anni ’20 l’aeroporto di Tempelhof rappresentava per molti un sogno. Pochi potevano permettersi di viaggiare in aereo ed ogni volta che ne arrivava uno c’era sempre una grande affluenza di spettatori. I primi modelli di aerei dovevano decollare contro vento, perciò l’aeroporto fu costruito non con lunghe piste asfaltate, ma come un grande prato circolare da cui era possibile decollare in qualsiasi direzione. Tempelhof, nonostante non sia più in uso, è tuttora un parco in cui si respira aria di libertà grazie alla sua immensa superficie.

Castello Cecilienhof

Il castello Cecilienhof si trova a Potsdam, cittadina nei dintorni di Berlino. Rimase intatto a seguito dei bombardamenti della seconda guerra mondiale e fu occupato dai sovietici. Dato che Berlino rimase quasi completamente distrutta, Stalin decise di ospitare i propri alleati − il presidente americano Truman e il primo ministro britannico Churchill − nel castello Ceciliendorf. Proprio qui furono decise le sorti della sconfitta Germania che, a seguito della conferenza, rimase divisa in quattro zone amministrate da Regno Unito, Stati Uniti, Unione Sovietica e Francia.

Ponte Glienicker

Il ponte, che collega Potsdam e Berlino, fu chiuso nel 1961 perché si trovava al confine tra Berlino Ovest e la Germania dell’Est. È  conosciuto come “ponte delle spie” poiché durante la guerra fredda fu usato dall’Unione Sovietica e dagli USA per scambiarsi le spie fatte prigioniere. Il primo scambio avvenne nel 1962, quando il pilota statunitense Francis Gary Powers fu liberato in cambio della spia russa Rudolf Iwanowitsch Abel.


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Immagine di copertina: © moerschy, CC0

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