20 fatti su Hitler che comprovano quanto fosse una persona instabile

Adolf Hitler è una delle figure che hanno marcato le più tristi pagine della storia moderna.

Oggigiorno non esiste una persona che non sia familiare con il nome del Führer. Nonostante ciò, ci sono ancora numerosi fatti che sono tuttora sconosciuti ai più. Nato il 20 aprile 1889 a Branau am Inn (Austria) e morto nel suo bunker di Berlino il 30 aprile 1945, Hitler resta una delle figure più enigmatiche della storia. Per questo, Berlino Magazine vi propone di scoprire 20 cose che forse non sapevate sull’uomo che ha scatenato la Seconda Guerra Mondiale.

1) Una famiglia disfunzionale

Come riportato dal The Guardian, nel 2005 degli storici ritrovarono quello che fu poi confermato essere il diario della sorella di Hitler, Paula. Secondo i suoi racconti, il loro padre era estremamente violento con Adolf. Dopo la sua morte nel 1903, il giovane divenne una figura paterna per Paula, che era all’epoca ancora una bambina. Nonostante Hitler stesso avesse più volte picchiato la sorella, questa lo giustificava sostenendo che lo facesse per il bene della propria educazione.

2) Le origini ebree

La presenza di un particolare cromosoma risultato dai test del DNA effettuati su 39 membri della famiglia di Hitler dimostrerebbe una discendenza dagli ebrei sefarditi (originari della Spagna, spostatisi poi nel Nordafrica) e askhenazi (ossia gli ebrei dell’Europa dell’est). L’uomo avrebbe dunque avuto le stesse origini della popolazione che tentò di eliminare completamente.

3) Il medico di famiglia era ebreo

Nonostante la politica antisemita portata avanti da Hitler, durante la sua giovinezza il medico di famiglia era un ebreo di nome Eduard Bloch. Egli tentò di curare la madre del giovane Hitler, senza successo. La donna morì quattro anni dopo suo marito. Al momento di saldare il conto delle cure, data la situazione economica particolarmente precaria della famiglia Hitler, Bloch diminuì drasticamente la somma richiesta, e venne per questo descritto dal Führer come “un ebreo di animo nobile”.

4) L’artista mancato

Il giovane Hitler nutriva una grande passione per l’arte. Si dice riuscisse a disegnare dettagliatamente degli edifici visti una sola volta. Per questo nel 1907, all’età di 18 anni, si candidò per studiare alla prestigiosa Accademia delle Belle Arti di Vienna, sicuro di ottenere un riscontro positivo. Tuttavia, la sua candidatura fu rifiutata per ben due volte, in quanto gli insegnanti giudicarono la sua tecnica piuttosto scarsa, seppur riconoscendo un certo talento per quanto riguarda i disegni architettonici.

Adolf Hitler, Der Alte Hof in München, 1914 CC0

5) L’amore per un’ebrea

August Kubizek, amico di gioventù di Hitler (nonché suo ex coinquilino) racconta nel suo The Young Hitler I Knew, l’amicizia che lo legava al leader del partito nazista. Nel libro, che descrive Hitler come un giovane instabile e totalmente incapace di accettare critiche, Kubizek afferma che l’uomo sarebbe stato un tempo profondamente innamorato di una giovane ebrea di nome Stefani Isak. Nonostante questo, Hitler non tentò mai un approccio diretto con la donna.

6) Il senzatetto

Dopo il secondo rifiuto da parte dell’Accademia delle Belle Arti, Hitler lasciò l’appartamento che condivideva con Kubizek. A partire da quel momento visse senza dimora fissa, talvolta dormendo sulle panchine dei parchi, mantenendosi facendo l’elemosina. Fu accolto in seguito in un centro per uomini poveri e si manteneva facendo lavori umili quali lo spalatore di neve. Il periodo in questione durò circa tre anni, dal 1910 al 1913.

7) L’apolide

Il Führer avrebbe rinunciato alla cittadinanza austriaca nel 1925. Rimase apolide (ossia senza cittadinanza) fino al 1932, quando ottenne un incarico amministrativo dall’allora Ministro dell’Interno di Brunswick, grazie al quale ottenne in immediato la cittadinanza tedesca.

8) Person of the year

Il celebre settimanale americano Time nominò Adolf Hitler come Uomo dell’anno del 1938. La rivista si è poi giustificata sostenendo che il titolo non avesse alcuna connotazione positiva, ma che si limitasse semplicemente ad indicare la persona che è stata, ovvero la più influente in quell’anno. Per lo stesso motivo, l’anno successivo lo stesso titolo fu dato a Stalin. Sebbene non si trattasse dunque di un elogio o di un titolo positivo, ciò riconobbe comunque il potere di Hitler a livello internazionale. In questo contesto, nonostante l’ego e la vanità dell’uomo, pare che Hitler non avesse commentato in alcun modo tale riconoscimento.

La didascalia sotto l’immagine recita From the unholy organist a hymn of hate (Dall’organista diabolico arriva un inno all’odio), CC0

9) La prigione

Nel novembre 1923, in occasione di un comizio nella birreria di Bürgerbräukeller a Monaco in cui era presente l’allora Commissario di Stato Gustav von Kahr, Hitler tentò un primo colpo di Stato che è oggi conosciuto come il Putsch di Monaco. Il Führer fece irruzione insieme a numerosi soldati davanti a circa 3000 presenti, sparando in aria e proclamando un nuovo governo. L’intento si rivelò fallimentare e Hitler fu condannato a 5 anni di prigione, che vennero in seguito ridotti a soli nove mesi.

10) Il Mein Kampf come regalo di nozze

Durante il periodo di prigionia Hitler scrisse il cosiddetto Mein Kampf (la mia battaglia), in cui spiegava la propria ideologia politica così come il programma del partito nazista. L’opera, pubblicata nel 1925, non ebbe inizialmente un grande successo. La situazione cambiò nel 1933, anno in cui le vendite raggiunsero il milione di copie. Il tutto senza contare il fatto che il libro veniva regalato ai novelli sposi.

11) Hitler era estremamente ricco

Nonostante si proponesse come “un uomo del popolo”, Hitler amava fare acquisti. L’uomo avrebbe difatti speso migliaia di marchi in automobili, vestiti e altri beni di lusso. Tale tenore di vita era reso possibile non solo dal fatto che non pagava mai alcuna tassa, ma anche dal successo del suo Mein Kampf, che nel 1939 venne tradotto in 11 lingue.

12) La vanità

Ossessionato dalla sua immagine, Hitler voleva sapere esattamente come fosse visto dal pubblico. Per questo motivo, negli anni ’20, chiese al suo fotografo personale Heinrich Hoffmann di scattargli delle foto durante le prove dei suoi discorsi. Dopo averle viste, il Führer ordinò a Hoffmann di distruggerle in quanto non parevano “abbastanza dignitose”. Nonostante ciò, il fotografo non lo fece e anzi, divennero parte del suo mémoire pubblicato a Londra nel 1955 Hitler was my friend. Proprio grazie a Hoffmann conobbe Eva Braun, sua futura amante e futura moglie, che all’epoca lavorava come assistente del fotografo.

Bundesarchiv, Bild 102-10460, Hoffmann, Heinrich, CC-BY-SA 3.0

13) Un amante della Disney

Per quanto possa sembrare strano, l’uomo era un vero fan della Disney. L’aspetto che più lo affascinava non erano però né i film né le trame in sé: ciò che più colpiva il Führer erano il progresso tecnologico e gli effetti speciali.

14) Hitler non vide mai un campo di concentramento

Può sembrare strano, ma l’uomo non si recò mai in un campo di concentramento. Inoltre, pare facesse riferimento a questi solo in maniera velata o implicita, senza mai definirli per quello che erano. Insomma, durante tutto il periodo della deportazione, Hitler si tenne ben lontano dal “lavoro sporco”.

15) Il museo degli ebrei

Durante la deportazione, Hitler ordinò la confisca di tutti gli artefatti e possedimenti materiali degli ebrei in questione. Uno dei motivi di tale decisione pare essere l’intenzione di creare, dopo la totale scomparsa del popolo ebraico, un museo apposito. Tale museo avrebbe per l’appunto dovuto chiamarsi “Museo della razza estinta”.

16) Incesto e bizzarra vita sessuale

Pare che Hitler avesse una profonda ossessione per la nipote Geli Raubal, che visse a stretto contatto con lui dal 1925 a 1931. Tale ossessione, che rendeva l’uomo molto possessivo nei confronti della ragazza, sfociò persino in una relazione sessuale. L’uomo sarebbe stato un amante del sadomadochismo. Inoltre, Hitler sarebbe stato un coprofilo (gli escrementi lo eccitavano). Secondo gli studiosi, Raubal sarebbe stata l’unica con cui avrebbe approfondito questo tipo di fantasie. La donna si suicidò nel 1931, a 23 anni.

©Roboterta2, Geli Raubal, CC BY-SA-4.0

17) La droga

Contrariamente all’immagine salutistica propagandata, Hitler era di fatto un tossicodipendente. Come reso noto da Norman Ohler, scrittore che ne ha studiato gli archivi, il Führer faceva largo uso di droghe pesanti. L’uomo avrebbe passato i suoi ultimi giorni in crisi di astinenza dai cocktails di vitamine, ormoni e metanfetamine che era solito farsi iniettare così come il cosiddetto “pervitin” (simile all’odierna Chrystal Meth). Tutti questi hanno probabilmente influenzato i suoi piani d’azione durante l’intero periodo della guerra.

18) Un testicolo solo

Come riportato dal Telegraph, dei nuovi studi confermerebbero che, contrariamente all’immagine dell’uomo perfetto che Hitler propagandava e che tanto affascinava le donne tedesche, Hitler avesse avuto un testicolo solo. Ma non solo: il Führer avrebbe avuto anche un pene particolarmente piccolo. Tale condizione potrebbe essere la ragione per la quale, ad ogni incontro sessuale con la compagna Eva Braun, egli facesse ricorso a delle iniezioni di testosterone.

19) La salute

La morte della madre ha profondamente segnato Hitler, rendendolo un uomo ipocondriaco. La sua più grande paura era, ovviamente, quella di sviluppare un cancro. Per questa ragione, l’uomo ridusse moltissimo il consumo di carne (senza però diventare mai completamente vegetariano). Di salute precaria, Hitler avrebbe inoltre sofferto di flatulenze. Il suo amore per i dolci e lo zucchero (che metteva ovunque, perfino nel vino), ebbero gravi effetti sui suoi denti e gli causarono un’alitosi permanente. Alcuni studi di epoca moderna sosterrebbero inoltre che Hitler sarebbe stato affetto dal morbo di Parkinson.

20) Un matrimonio durato poche ore

Nonostante sia oggi ben noto che Hitler avesse una relazione con Eva Braun, tale legame rimase a lungo segreto. L’uomo temeva infatti che questo avrebbe potuto avere ripercussioni sull’appeal che, a suo parere, esercitava sulle donne. In più, voleva mantenersi ufficialmente single per dare l’idea di “essere sposato con la Germania”. I due si sposarono infatti soltanto il 29 aprile 1945, dopo 16 anni di relazione segreta, dentro allo stesso bunker in cui morirono il giorno successivo.

Berlino Schule tedesco a Berlino
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Foto di Copertina: ©Bundesarchiv, Bild 146-1990-048-29A, CC-BY-SA 3.0

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