Berlino, Booking “lascia andare” 345 dipendenti. Tra loro decine di italiani

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Booking.com, azienda leader delle prenotazioni di soggiorni online, ha annunciato una drastica riduzione di personale a Berlino

La famosa piattaforma di prenotazioni Booking.com ha annunciato la riduzione di quasi la metà dei suoi  posti di lavoro nella capitale tedesca. A partire da dicembre 2018, un ufficio sarà chiuso e tutti i contratti a tempo determinato da lì ai successivi mesi non saranno rinnovati, con una riduzione effettiva della metà del suo personale. Prima della riduzione, la compagnia olandese-americana offriva più di 800 posti lavoro a Berlino. Nonostante un recente aumento delle entrate del 30% e le contestazioni del sindacato, Booking.com tira dritto. Il dipartimento italiano di Booking.com a Berlino è uno dei più corposi della compagnia assieme a quello di lingua spagnola e russa. Da qui vengono gestiti molti dei rapporti sia con i clienti che con i vari albergatori che operano in Italia.

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Le ragioni della decisione dell’azienda

Secondo quanto raccolto da Berlino Magazine, a partire da dicembre 2018 non saranno più rinnovati tutti i contratti a tempo determinato, per un totale di circa 350 contratti in scadenza fra dicembre 2018 e settembre 2019.  Non sarà tenuta in considerazione nessuna valutazione di efficienza del personale. La scelta è draconiana e riguarda solo ed esclusivamente chi ha un contratto a tempo determinato. Alla base della decisione di Booking.com ci sarebbero dei conflitti con il sindacato. Secondo quanto riportato nel comunicato stampa works council, la decisione riguarderà in particolare la società Bcom Customer Service Center Germany GmbH, filiale di Booking.com che si occupa del servizio clienti. La decisione sarebbe stata presa anche come risposta ad alcune normative che avrebbero potuto danneggiare l’azienda. Secondo quanto riportato dalla Gründerszene, Gillian Tans (CEO di Booking.com) aveva contestato già nello scorso novembre delle decisioni europee per aziende come Booking.com.

Le critiche a Booking.com

Il comportamento di Booking.com è stato criticato dal sindacato Ver.Di non solo per la sua decisione, ma anche per il suo comportamento nei confronti del Betriebsrat – il comitato aziendale. Sempre secondo quanto riportato dalla Gründerszene, il comitato aziendale e la direzione dell’azienda avrebbero già discusso in tribunale sulla tutela dei lavoratori, e in particolare sugli orari dei turni di lavoro. Inoltre, come riportato nel comunicato stampa, Booking.com non avrebbe rilasciato le informazioni obbligatorie al Betriebsrat, rendendo più complicata la raccolta di informazioni sul personale. Secondo quanto stimato dal sindacato, Booking.com avrebbe per anni mantenuto il 40% dei propri contratti a tempo determinato, ma l’agenzia non ha mai rilasciato numeri ufficiali.

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Photo: © Drew Beamer, CC0

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