Cosa sta accadendo alla Neue Nationalgalerie di Berlino e perché è chiusa dal 2016

© Fred Romero cc 2.0 https://www.flickr.com/photos/129231073@N06/31141188786 Berlin - Neue Nationalgalerie

La Neue Nationalgalerie del Kulturforum di Berlino è senza dubbio una delle icone dell’architettura del XX secolo tanto da rappresentare, per la storia dell’Architettura e per la cultura in senso ampio, un monumento paragonabile ai templi greci.

Inaugurato nel 1968 su progetto di Ludwig Mies van der Rohe, la Neue Nationalgalerie è chiusa dal 2015 e riaprirà solo nel 2020. In questi giorni è terminata la seconda fase di restauro, ovvero di quel progetto partito nel 2012 quando l’amministrazione comunale istituì un bando a cui si si candidarono 25 studi di architettura. A vincere fu lo studio di architettura di David Chipperfield, che a Berlino nel 2011 vinse proprio il Mies van der Rohe Award per il progetto di ristrutturazione di un altro importantissimo museo cittadino: il Neues Museum. La chiave del complesso processo progettuale è trovare un equilibrio tra le esigenze dell’attuale utilizzo del museo e l’importanza della Neue Nationalgalerie come monumento classificato. Sebbene i nuovi interventi essenziali rimangano subordinati al progetto esistente dell’edificio, essi saranno comunque discretamente leggibili come elementi contemporanei.

Il restauro pensato dallo studio David Chipperfield: la prima fase

La ristrutturazionedella Neue Nationalgalerie  non rappresenta in alcun modo una nuova interpretazione, ma piuttosto una “riparazione” rispettosa di un punto di riferimento dell’International Style che nel 2020 tornerà a nuova vita per i berlinesi ed i milioni di turisti che affollano la città. Per il restauro Chipperfield si sta avvalendo di due consulenti d’eccezione: l’architetto Dirk Lohan di Chicago, nipote di Mies, ed il professore berlinese Fritz Neumeyer uno dei più grandi esperti al mondo di Van der Rohe. Secondo le intenzioni programmatiche di Chipperfield “i danni, le carenze e i deficit derivanti dall’uso intensivo ,dovranno essere affrontati con attenzione ed in modo sostenibile, entro i limiti imposti dallo status di monumento protetto. La ristrutturazione e l’ammodernamento mirano alla massima conservazione del tessuto esistente, con il minimo compromesso visivo con l’aspetto originario dell’edificio.” La prima fase dei lavori è iniziata nel 2016. Gli operai hanno smontato, catalogato, ripulito ed immagazzinato circa 35.000 parti dell’edificio e contestualmente rimosso i materiali nocivi, lasciando a nudo il telaio in acciaio nero e la sotto-struttura in cemento armato.

Il restauro pensato dallo studio David Chipperfield: la seconda fase

Durante la seconda fase, iniziata l’anno scorso, sono state restaurate la sotto-struttura in cemento armato ed i muri che delimitano il giardino di sculture all’aperto; sono stati inseriti un secondo ascensore ed è stata sostituita la rampa sulla terrazza orientale ,che era molto ripida, con una nuova a norma avente una pendenza minore. Al livello inferiore, il progetto prevede il ripristino dello schema dei percorsi dei visitatori pensato da Mies e la miglioria dei servizi come il bar ed il guardaroba. La modifica più importante è lo scavo sotto la terrazza ad est, che creerà ulteriori 900 metri quadrati per i magazzini ed i locali tecnici. Successivamente, entro il 2019, i componenti edilizi smantellati saranno reinstallati, insieme a nuovi sistemi di riscaldamento, sistemi di circolazione dell’aria, una nuova illuminazione ed impianto elettrico. L’acciaio esterno sarà sabbiato e rivestito con l’originale vernice nera grafite Detroit.

La storia e la bellezza della Neue Nationalgalerie

Mecca di pellegrinaggio per diverse generazioni di architetti, la Neue Nationalgalerie è stata inaugurata nel 1968 con una semplice, quanto ambiziosa missione: occuparsi dell’arte del XX secolo. Al suo interno vi si trovano opere di alcuni del calibro di Pablo Picasso, Paul Klee, Giorgio De Chirico, Salvador Dalì, Otto Dix, solo per citarne alcuni. L’edificio è stato progettato dal Maestro tedesco Ludwig Mies van der Rohe. Si tratta dell’unica sua opera realizzata in Europa dopo il suo ritorno dall’esilio negli Stati Uniti a causa del regime nazista. La costruzione è realizzata interamente in acciaio e vetro: l’acciaio del tetto e dei supporti che lo sorreggono ed il vetro delle pareti. Guardandola si ha l’impressione che il tetto galleggi nell’aria tanto che nel suo complesso l’edificio risulta iconico ma non “fagocitante” per le opere d´arte esposte al suo interno Di particolare interesse è il dettaglio tra la connessione dei pilastri d’acciaio cruciformi ed il tetto, una reinterpretazione in chiave minimalista (Less is more) di un capitello ed una trabeazione classica. Lo spazio espositivo è ubicato nel sottosuolo, mentre il piano terra è destinato al punto vendita ed a mostre temporanee.

 

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Photo Cover: © Berlin – Neue Nationalgalerie –  Fred Romero cc 2.0 

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