“Ho ancora una valigia a Berlino”, la storia della celebre frase (e canzone) di Marlene Dietricht

Marlene Dietrich ne L'angelo Azzurro ©Public Domain

Einen Koffer in Berlin venne registrata dalla Diva nel 1957

In un famoso discorso tenuto sul muro di Berlino nel 1987, il presidente americano Ronald Reagan pronunciò un’unica frase in tedesco: «Ich hab noch einen Koffer in Berlin» (Ho ancora una valigia a Berlino). La frase, però, non era di certo stata inventata dal Presidente per l’occasione: si tratta di un verso della canzone Einen Koffer in Berlin interpretata nel 1957 da una delle più iconiche e sensuali attrici tedesche della storia del cinema mondiale, Marlene Dietrich. La canzone era stata scritta da Ralph Maria Siegel ma era stata scelta dalla Diva poiché esprimeva il profondo legame che ancora la legava alla sua città natale: Berlino.

Da Berlino a Hollywood

Marlene Dietrich nacque il 27 dicembre 1901 nel quartiere berlinese di Schöneberg. A Berlino la futura diva frequentò le scuole, e mosse i primi passi nel mondo della recitazione lavorando anche con uno dei più famosi registi del ‘900, Max Reinhardt. È sempre a Berlino che, nel 1930, recitò ne L’Angelo Azzurro pellicola che la consacrò come sex symbol e nuova stella del cinema mondiale. Lo stesso anno firmò un contratto con la Paramount, una delle principali case di produzione americane e si trasferì a Hollywood, anche a causa dell’ascesa al potere del partito nazista. Venne diretta da alcuni tra i più famosi registi dell’epoca, come Billy Wilder, Orson Welles, Alfred Hitchcock e dal suo compatriota Fritz Lang. Ritornò a Berlino solo una volta, nel 1960. Ma la sua città natale le rimase sempre nel cuore e non dimenticò mai le sue radici.

Il difficile, ma profondo, legame con la ‘sua’ Berlino

Il rapporto con la sua città sin dal trasferimento ad Hollywood fu complicato. Più volte disse, durante varie interviste, «grazie a Dio sono nata in Germania», ma non accettò mai l’ascesa al potere di Adolf Hitler. Si oppose strenuamente al potere nazista cantando più volte per le truppe Alleate in Nord Africa e Europa. Ritornò a Berlino solo una volta, nel 1960 in occasione di una tournée in cui interpretava le canzoni più famose tratte dai suoi film. Nella data al Berlin’s Titania Palast fu fischiata da alcuni spettatori che la ritenevano una traditrice della patria. Nonostante non mise mai più piede a Berlino per tutto il resto della sua vita, l’amore per la sua città era sempre vivo, come testimonia la scelta di interpretare la canzone Einen Koffer in Berlin nel 1957; un bagaglio di ricordi ed emozioni l’avrebbero sempre aspettata nella sua città. E chiunque abbia vissuto nella capitale tedesca anche solo per un breve periodo potrà capire lo stato d’animo dell’attrice. La Dietrich morì nel 1992 e venne seppellita nel cimitero di Friedenau, nel quartiere di Templehof; fu proclamata cittadina onoraria di Berlino nel 2002.

Il testo e la traduzione

Wunderschön ist’s in Paris auf der Rue Madeleine
Schön ist es im Mai in Rom durch die Stadt zu gehn’n
Oder eine Sommernacht still beim Wein in Wien.
Doch ich häng’, wenn ihr auch lacht, heut’ noch an Berlin:

Ich hab’ noch einen Koffer in Berlin
Deswegen muss ich nächstens wieder hin.
Die Seligkeiten vergang’ner Zeiten
Sind alle noch in meinem kleinen Koffer drin.

Ich hab’ noch einen Koffer in Berlin
Der bleibt auch dort, und das hat seinen Sinn.
Auf diese Weise lohnt sich die Reise,
Denn wenn ich Sehnsucht hab’ dann fahr’ ich wieder hin.

Lunapark und Wellenbad, kleiner Bär im Zoo,
Wannseebad mit Wasserrad, Tage hell und froh.
Werder, wenn die Bäume blühn’n, Park von Sanssouci.
Kinder, schön war doch Berlin. Ich vergess’ es nie:

Ich hab’ noch einen Koffer in Berlin
Der bleibt auch dort, und das hat seinen Sinn.
Auf diese Weise lohnt sich die Reise,
Denn wenn ich Sehnsucht hab’ dann fahr’ ich wieder hin.

 

È bellissimo sulla Rue Madeleine a Parigi
È bello andare per la città di Roma a maggio
Oppure una tranquilla nottata in estate con del vino a Vienna
Ma sono ancor oggi, quantunque ridete, affezionata a Berlino:

Ho ancora una valigia a Berlino
Per questo prossimamente devo riandarci.
Le glorie di tempi passati
Sono rimaste tutte nella mia piccola valigia.

Ho ancora una valigia a Berlino
Che rimane pure lì, e questo ha un determinato senso.
In tal maniera il viaggio ne vale la pena,
Perché quando ho nostalgia ci rivado.

Il lunapark e la piscina con onde artificiali, piccolo orso nello zoo,
Il bagno a Wannsee con la ruota idraulica, i giorni luminosi e felici.
A Werder, quando gli alberi fioriscono, il parco do Sanssouci.
Bambini, quant’era bello Berlino. Non lo dimenticherò mai:

Ho ancora una valigia a Berlino
Che rimane pure lì, e questo ha un determinato senso.
In tal maniera il viaggio ne vale la pena,
Perché quando ho nostalgia ci rivado.

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Berlino Schule tedesco a Berlino
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Immagine di Copertina: Marlene Dietrich ne L’angelo Azzurro © Public Domain

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