La musica, la geografia e l’importanza di essere vulnerabili: Adele Nigro racconta il nuovo disco degli Any Other

A tu per tu con Adele Nigro, la polistrumentista frontwoman degli Any Other

Adele ha ventiquattro anni, suona un sacco di strumenti musicali (sassofono, chitarra, pianoforte, batteria) e vive a Milano. Insieme alla sua band tornerà a Berlino il 18 settembre 2018 per presentare il nuovo album Two, Geography. Il concerto degli Any Other al Monarch sarà solo una delle tante date del fittissimo tour europeo di presentazione del nuovo disco. Perché un tour internazionale? «Mi è sembrato molto naturale farlo. Alla fine è un disco in lingua inglese, quindi portarlo subito fuori mi sembrava sensato e anche molto stimolante.»

Un approccio alla musica istintivo (ma non solo)

Il primo album degli Any Other Silently. Quietly. Going Away è stato pubblicato e ampiamente apprezzato da ascoltatori e critica nel 2015. Tre anni dopo, Adele torna a raccontarsi attraverso testi e canzoni che hanno nuove influenze. «Nei tre anni che separano la scrittura, la composizione e la registrazione dei miei due dischi, sono successe veramente una marea di cose all’interno del mio percorso musicale. Ho cercato di affinare le capacità che già avevo e di svilupparne di nuove, e cambiare ne è stata la diretta conseguenza. Allo stesso tempo, quando ero in fase di produzione mi sono messa volontariamente alla prova per quanto riguarda la creazione di questo disco, quindi per questo è stato un cambiamento in parte ricercato. Infatti direi che se prima il mio rapporto con la musica era esclusivamente istintivo, ora lo è solo parzialmente, completato da una coscienza che ho maturato negli ultimi anni.»

«Credo che dovremmo concederci tutti di essere vulnerabili»

Anticipato dai due singoli Walkthrough e Traveling Hard, i testi del nuovo album di Adele sono intensi e onesti. «Nelle mie canzoni parlo dei fatti miei praticamente sempre. Stare su un palco è un’esperienza controversa: il palco ospita uno show, quindi qualcosa che viene progettato, provato e riprodotto, ma allo stesso tempo è un luogo in cui personalmente sento di poter essere me stessa e sentirmi libera di essere vulnerabile. Credo che dovremmo concederci tutti di essere vulnerabili, sopra e sotto il palco. Siamo vulnerabili quando mostriamo ciò che siamo, ciò che proviamo – debolezze e insicurezze comprese – e secondo me è una cosa bellissima, che ci permette di parlarci come esseri umani che si mettono il cuore in mano a vicenda, azzerando le barriere comunicative che ci tengono distanti.»

Il nome dell’album: Two, Geography

«“Two” ha una doppia valenza: si riferisce al fatto che è un secondo disco, ma è anche il numero che indica gli agenti, le persone di cui si parla nel disco. Per quanto riguarda la geografia, mi riferisco alle “geografie corporee”. Quando scrivevo il disco pensavo a come ci abituiamo e conosciamo alla perfezione il corpo della persona con cui stiamo. Anche quando siamo al buio, sappiamo tutto di quella persona, delle sue strade fisiche, dei suoi particolari appunto corporei. Un po’ come la strada di casa, che conosciamo a memoria e possiamo percorrere anche a occhi chiusi. Mi affascina pensare ai corpi delle persone come dei luoghi che impariamo a conoscere, e di cui possiamo anche dimenticarci una volta che tagliamo i ponti con loro, cosa che non deve essere per forza negativa.»

Crescere lontano dalle grandi città

«Io sono nata e cresciuta a Verona. Credo che passare lì i primi diciannove anni della mia vita abbia influito sul mio avere delle urgenze di tipo comunicativo, nella misura in cui nella mia città di origine non c’erano e non ci sono molte strade per farlo, in primo luogo a causa di politiche amministrative che tendono a sopprimere i luoghi di cultura non istituzionale. Questa cosa mi è stata sempre abbastanza stretta, oltre che essere ovviamente ingiusta. Da lì la mia voglia di “scappare” per cercare un luogo migliore, o in generale una soluzione ai problemi che incontro.»

Il ritorno a Berlino

Adele ha suonato a Berlino più volte, sia in formazione full band (ne abbiamo parlato qui) sia da sola in acustico. «È sempre stato molto gratificante, infatti sono contenta di tornare. Il nuovo live prevede una nuova formazione: per questo tour sul palco saremo in quattro! Con me ci saranno al piano l’onnipresente Marco Giudici, alla batteria Alessandro Cau (che ha suonato sul disco) e al basso Miles Cooper Seaton. Sono contenta di tornare anche per altri motivi, primo tra tutti mangiare! Non sto scherzando, sono vegana e per me essere a Berlino significa poter mangiare un’infinità di cose che in Italia ancora non esistono. Giuro che è perché sono del Toro. E anche perché mi piace davvero tantissimo mangiare, eheh. Se chi mi legge ha delle dritte da darmi, le accetto super volentieri! In generale poi ho già girato Berlino un pochino, è una città così grande e piena di cose che praticamente anche perdermi a fare dei giretti mi piace da morire.»

Any Other – Monarch Berlin

Martedì 18 settembre 2018

Skalitzer Str. 134, 10999 Berlin

Evento facebook

Biglietti da 11,25€ acquistabili qui

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Immagine di copertina: @ Mattia Savelli

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