La storia dei biscotti Leibniz, nati ad Hannover più di 120 anni fa

Biscotti Leibniz https://www.instagram.com/p/BXORWBdnN9T/?hl=it&tagged=leibnizkeks

La straordinaria fortuna dell’azienda Bahlsen è legata ai biscotti Leibniz.

La storia dell’azienda Bahlsen inizia ad Hannover nel 1889, quando Hermann Bahlsen acquisisce la “Fabrickgeshäft engl. Cakes und Biscuits” e la rinomina “Hannoversche Cakesfabrik H. Bahlsen”. Solo due anni dopo, l’azienda inizia a produrre i biscotti Leibniz. Da questo momento, la sua fama e la sua fortuna sono legate ai “Leibniz Cakes”, biscotti al burro così chiamati in onore di Gottfried Wilhelm Leibniz (1646-1716), importante erudito e filosofo di Hannover.

Gottfried Wilhelm Leibniz (1646-1716) Foto di bojko_ludmilla
Gottfried Wilhelm Leibniz (1646-1716) Foto di bojko_ludmilla

Gli inizi dell’azienda e la fortuna dei biscotti Leibniz

Nel 1900 l’azienda tedesca riceve la medaglia d’oro all’Esposizione universale di Parigi per i suoi prodotti. Pochi anni dopo, nel 1904, introduce un nuovo modo di confezionare i biscotti che ha reso possibile una più lunga conservazione dei prodotti. L’anno successivo la Bahlsen è la prima a utilizzare in Europa il metodo di produzione della catena di montaggio, ben otto anni prima che la Ford lo utilizzi  nell’industria automobilistica. Tra 1911 e 1912 l’azienda si espande, si trasferisce in una nuova sede e introduce la parola tedesca “Keks” al posto di quella inglese “cakes”. Così viene rinominata “H. Bahlsen Keksfabrik”. Nel 1933 la Bahlsen può contare sul lavoro di 1.400 persone, l’anno della sua apertura erano solamente 10.

Gli anni della guerra, la crisi e la ripresa

Gli anni della Seconda guerra mondiale mettono a dura prova l’azienda: molti impiegati vengono arruolati e la produzione di biscotti è drasticamente ridotta. Il 60% delle fabbriche e delle sedi di distribuzione vengono distrutte. È crisi profonda, ma dopo la fine della guerra l’azienda riesce a rilanciarsi: nuovi metodi di conservazione, maggior controllo per garantire la qualità dei biscotti Leibniz e una nuova gestione con Hermann Bahlsen, figlio di Hans, che entra a far parte dell’azienda. Da quel momento inizia la ripresa. L’azienda di Hannover si espande e crea nuove sedi internazionali, prima Italia e Francia, poi Russia e Polonia. Oggi le sedi sono diffuse in moltissimi Paesi e i biscotti Leibniz sono conosciuti in tutto il mondo.

Biscotti Leibniz. https://www.instagram.com/p/Bi6bnQxFahW/?hl=it&taken-by=leibniz_de
Biscotti Leibniz. Foto leibniz_de

Il curioso caso del furto e del ritrovamento del “biscotto d’oro”

A gennaio 2013 si è verificato un episodio molto particolare: un dipendente dell’azienda si è accorto che la targa d’oro a forma di biscotto era sparita dall’ingresso della fabbrica di Hannover. In seguito, la richiesta di riscatto: mille euro per un rifugio per animali e biscotti gratis per i bambini ricoverati in un ospedale locale. La Bahlsen ha rifiutato di pagare il riscatto, ma dopo qualche giorno la targa d’oro è stata comunque ritrovata appesa alla statua equestre all’ingresso dell’Università Leibniz di Hannover. Un’altra lettera chiedeva comunque all’azienda di donare i suoi prodotti ai bambini malati. Così la Bahlsen ha comunicato che avrebbe donato 52 mila confezioni di biscotti Leibniz a 52 enti di beneficenza. Il biscotto d’oro, quindi, è stato ritrovato, ma l’azienda è stata accusata di aver organizzato tutto.

Targa d'oro dei biscotti Leibniz di fronte la sede di Hannover. https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Hannover_-_Leibniz_Haus_008.jpg
Targa d’oro dei biscotti Leibniz di fronte la sede di Hannover. Foto Mummelgrummel
Berlino Schule tedesco a Berlino
Berlino Schule tedesco a Berlino

SEGUI TUTTE LE NEWS SU BERLINO, SEGUI BERLINO MAGAZINE SU FACEBOOK

Immagine di copertina © anin_l

valentina riolo

Da Crotone a Berlino, passando per Roma e Parigi. Ho lasciato un pezzo di cuore in ogni città in cui ho vissuto. Amo la filosofia e l'arte, l'odore dei libri, le biblioteche e i musei. Amo il rumore delle onde, le albe e i tramonti in spiaggia, i pranzi di famiglia e le riunioni con gli amici in giro per il mondo. Amo le stazioni e gli aeroporti, le partenze e i ritorni, quando ancora è tutto da scoprire e quando ormai hai tante cose da raccontare.

Leave a Reply