La storia del Campo di concentramento di Sachsenhausen in 10 punti

© Maria Assunta Vitale - Ingresso nel campo di concentramento di Sachsenhausen

Il Campo di concentramento di Sachsenhausen si trova a soli 35 chilometri di distanza dal centro di Berlino. Fu il primo lager ad essere eretto in Germania. La sua storia riassunta in 10 punti.

L’Europa del futuro non può esistere senza commemorare tutti coloro, indipendentemente dalla loro nazionalità, che furono uccisi in quel momento con totale disprezzo e odio, che furono torturati a morte, affamati, uccisi nelle camere a gas e impiccati.

Andrzej Szczypiorski, prigioniero del Campo di concentramento di Sachsenhausen (1995)

© Maria Assunta Vitale - Foto di alcuni internati del lager
© Maria Assunta Vitale – Foto di alcuni internati del lager

1)  L’ex fabbrica di birra che divenne un campo di concentramento

Il campo di concentramento di Sachsenhausen si trova nel centro della località di Oranienburg, distante solo 35 chilometri dal centro della città di Berlino. Venne edificato in un’ex fabbrica di birra dai prigionieri dal campi di concentramento di Esterwegen.

1) Era considerato un “lager modello”

Eretto nel 1936, quello di Sachsenhausen fu il primo campo di concentramento eretto dopo la nomina del capo supremo delle SS Heinrich Himmler a capo della polizia tedesca. La struttura avrebbe dovuto ispirare, architettonicamente e logisticamente, tutti gli altri campi di concentramento sorti poi in Germania. La forma del campo è quella di un triangolo equilatero dove tutte le baracche erano simmetriche e dirette sulla perpendicolare della Torre A. In quest’ultima vi era il punto di comando delle SS. Oltre la Torre A vi era il lager delle SS “Wirtschaftsgebäude” “l’ufficio dell’economia delle SS”.

© Maria Assunta Vitale - Piantina del Campo di concentramento di Sachsenhausen
© Maria Assunta Vitale – Piantina del Campo di concentramento di Sachsenhausen

2) Nel campo di Sachsenhausen vennero addestrate le unità delle SS Totenkopf, le “unità teste di morto”

Poco prima di dell’ingresso al campo di concentramento troviamo il lager delle SS Wirtschaftsgebäude “l’ufficio dell’economia delle SS”. Qui è dove vennero addestrare le SS Totenkopf, in italiano “unità teste di morto”, il reparto adibito alla custodia dei campi di concentramento. Durante il secondo conflitto mondiale vennero addestrati più di tre mila uomini. L’età media dei soldati era di 20/27 anni. Venivano arruolati da giovani poiché come spiega l’ispettore del campo di concentramento e comandante delle unità “teste di morto” Theodor Eicke: «così sono sufficientemente altruisti da poter dimenticare quel poco di identità personale. Sono in grado di potersi sacrificare senza riserve e di adempiere al proprio dovere in maniere ossessiva».

© Maria Assunta Vitale - Ufficio dell'economia delle SS
© Maria Assunta Vitale – Ufficio dell’economia delle SS

3) La struttura delle baracche

Le baracche, costruite in legno, avrebbero dovuto dare alloggio a 150 persone, ma le SS ne stipavano molte più persone. Le baracche erano composte da due zone diverse: la zona dormitorio e la zona da giorno. Tra le due parti si trovavano al centro i servizi igienici con bagni e lavandini a forma rotonda di cui usufruivano entrambi i blocchi e il ripostiglio.

© Maria Assunta Vitale - Piccolo lager, Baracca 38
© Maria Assunta Vitale – Piccolo lager, Baracca 38
© Maria Assunta Vitale - Piccolo lager, Baracca 38
© Maria Assunta Vitale – Piccolo lager, Baracca 38

4) Il piccolo lager

Nel 1938, dopo solo due anni dall’edificazione del campo, le baracche all’interno dell’impianto triangolare non erano più sufficienti per accogliere il crescente numero dei detenuti. Per far fronte al problema nel modo più veloce possibile le SS fecero costruire nel 1938 diciotto baracche in più in una superficie esterna al complesso triangolare che prese il nome di “piccolo lager”. In questo piccolo gruppo di baracche alloggiarono fino alla loro deportazione nel campo di concentramento di Auschwitz nell’ottobre del 1942 la maggior parte dei detenuti ebrei.

© Maria Assunta Vitale - Foto di un internato ebreo
© Maria Assunta Vitale – Foto di un internato ebreo

5) Le baracche 37, 38 e 39

Nelle baracche 37, 38 e 39 del piccolo lager vennero internati, tra il 1938 e il 1942, detenuti prevalentemente ebrei. Solo due di queste, la 38 e la 39, furono ricostruite successivamente come memoriale dal governo della Repubblica Democratica Tedesca, utilizzando pezzi di altre baracche. Lo scopo era quello di adibirle a luogo di esposizione per una piccola mostra sulla persecuzione nazionalsocialista nei confronti degli ebrei. Nella notte tra il 25 e il 26 settembre del 1992, soltanto pochi giorni dopo la visita del capo del governo israeliano Yitzhak Rabin, le due baracche furono parzialmente distrutte da un incendio appiccato dai naziskin. Nella baracca 38 vi è ora una mostra permanente sui detenuti ebrei internati nel campo di concentramento di Sachsenhausen.

© Maria Assunta Vitale - Piccolo lager, Baracche 38 e 39
© Maria Assunta Vitale – Piccolo lager, Baracche 38 e 39

6) L’operazione Bernhard, la più grande azione di contraffazione monetaria della storia avvenne proprio nel piccolo lager di Sachsenhausen

Oltre alle “baracche degli ebrei” nel piccolo lager vi fu “l’officina delle falsificazioni”. Posta in atto nell’autunno del 1942 su ordine di Heinrich Himmler, “l’officina delle falsificazioni” ebbe luogo nelle baracche 18 e 19. Qui, in gran segreto, i detenuti ebrei dovevano falsificare per conto del dipartimento di sicurezza del Reich, banconote di valuta straniera, carte di identità e francobolli. Tale operazione prese il nome dal capo dell’unità VI F 4a del ministero della sicurezza del Reich “Bernhard Krüger“. Per la produzione della banconote vennero sfruttati quegli ebrei che avevano dimestichezza con inchiostri e stampe. In totale furono 142 gli ebrei che presero parte forzatamente all’operazione di cui solo 9 non sopravvissero al campo. Fu la più grande operazione di contraffazione di banconote mai verificatasi sia per la quantità di denaro (furono stampate circa 133 milioni di sterline) sia per l’altissima qualità dei materiali che furono utilizzati.

8) Il primo forno crematorio e la Stazione Z

Nel campo di concentramento di Sachsenhausen venne costruito nel 1939 il primo forno crematorio. Rimase in uso fino alla messa a punto della Stazione Z. Nella primavera del 1942 le SS la fecero erigere dai detenuti del campo. Qui vi furono la sala per i cadaveri, un impianto per le fucilazioni alla nuca, una camera a gas e i forni crematori. Il nome è una vera beffa alla vita dei detenuti del capo. Il nome, infatti, fu dato dalle SS per schernirli ulteriormente: così come il detenuto entrava nel campo attraverso la Torre A ne usciva da morto dalla Stazione Z.

© Maria Assunta Vitale - I forni crematori nella "Stazione Z"
© Maria Assunta Vitale – I forni crematori nella “Stazione Z”

9) Il lager speciale sovietico

Alla fine della seconda guerra mondiale i servizi segreti sovietici riutilizzarono il campo per imprigionare circa 60.000 persone. I detenuti erano principalmente nazisti e oppositori politici. Nel piccolo lager alloggiarono fino al 1948 detenuti uomini, in seguito vennero internate e condannate anche 4 mila donne. Qui ci furono oltre settanta madri con neonati e bambini. Le condizioni nel lager speciale sovietico erano disumane, il disciplinare sovietico prevedeva il completo isolamento dei detenuti dal mondo esterno. Non erano permesse lettere, non lavoravano, non potevano leggere né cantare.

10) Il monumento commemorativo del memoriale nazionale

Il monumento commemorativo del memoriale nazionale è un obelisco alto 40 metri. Fu inaugurato nel 1961 dal governo della DDR . Sulla punta ci sono 18 triangoli rossi ognuno del quale commemora i detenuti politici e stranieri internati nel lager.  I triangoli richiamano le toppe di stoffa a forma di triangolo che venivano ricamate sulle uniformi carcerarie, ognuno del quale aveva un significato quale: ebrei, omosessuali, rom e testimoni di Geova. Davanti all’obelisco un’opera dal nome “Liberazione”. L’opera raffigura un soldato dell’Armata Rossa con al fianco due detenuti del lager.

© Maria Assunta Vitale - Il monumento commemorativo del memoriale nazionale
© Maria Assunta Vitale – Il monumento commemorativo del memoriale nazionale

 

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Foto di copertina: © Maria Assunta Vitale – Ingresso nel campo di concentramento di Sachsenhausen

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