Nelly Sachs, la storia della poetessa ebrea che scappò dalla Berlino nazista e vinse il Nobel

La storia di Nelly Sachs, la poetessa berlinese che raccontò le tragedie dell’Olocausto

Nelly Sachs, poetessa tedesca ed ebrea, nacque a Berlino il 10 dicembre 1891. La sua vita fu segnata dall’incubo dell’Olocausto, che la costrinse a lasciare la Germania insieme alla madre per trasferirsi in Svezia. Già da ragazzina componeva poesie e nel corso della sua vita dedicò molti dei suoi lavori alle tragedie vissute dagli ebrei durante il nazismo, diventandone una dei principali portavoce in campo letterario. Il suo successo arrivò solo dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale e nel 1966 vinse il premio Nobel per la letteratura. Tra le sue opere si ricordano, ad esempio, In den Wohnungen des Todes (1947), Eli. Ein Mysterienspiel vom Leiden Israels (1951), Flucht und Verwandlung (1959).

La giovinezza a Berlino e la paura del nazismo

La poetessa e scrittrice Nelly Sachs trascorse la sua giovinezza nel quartiere di Tiergarten, a Berlino. Fin da piccola studiò musica, letteratura e danza – il suo sogno da bambina era proprio quello di diventare una ballerina – e a soli diciassette anni iniziò a comporre le sue prime poesie. Le sue opere furono presto apprezzate dal pubblico e dalla critica e iniziarono ad assere pubblicate su vari quotidiani berlinesi, senza che però ne derivasse un grande successo. Nelly Sachs, da ebrea tedesca a Berlino, visse molto intensamente la paura del nazismo, tanto che questo stato di inquietudine si tradusse in sofferenze fisiche e problemi di salute. Partì per la Svezia insieme alla madre proprio per sfuggire al nazismo, riuscendo a lasciare la Germania appena in tempo per sottrarsi alle deportazioni nei campi di concentramento.

La vita in Svezia e le poesie sull’Olocausto

In Svezia Nelly e sua madre vissero in povertà, in un monolocale nei pressi di Stoccolma. Qui Nelly trovò lavoro come lavandaia e iniziò ad imparare lo svedese, per poi iniziare a tradurre la lirica svedese in tedesco. Continuò sempre a comporre poesie e scrisse anche alcuni drammi teatrali. In molte delle sue poesie Nelly Sachs si concentrò sulla descrizione delle tragedie vissute dagli ebrei durante l’Olocausto. Il tema fu varie volte affrontato attraverso poesie che raccontano storie d’amore finite a causa delle persecuzioni naziste. La stessa Nelly Sachs venne a sapere, in quegli anni, della morte di un suo amore passato, ucciso in un campo di concentramento. La capacità di descrivere una tale tragedia attraverso le sue poesie la portò finalmente al successo dopo la guerra, ma non fece ritorno in Germania prima del 1960.

I premi

Le opere di Nelly Sachs si diffusero maggiormente sul finire degli anni ’50 in Germania e nel 1960 Nelly entrò a far parte della Libera Accademia delle Arti di Amburgo. Gli apprezzamenti nei confronti dei suoi lavori si tradussero prima, nel 1956, nel premio Friedenspreis des Deutschen Buchhandels, e poi, nel 1966, nel premio Nobel per la letteratura. Nelly Sachs morì il 12 maggio del 1970 a causa di un tumore. Oggi è sepolta in un cimitero ebraico nei pressi di Stoccolma. Le sue poesie sono state tradotte in molte lingue e vengono apprezzate ancora oggi per la capacità di mantenere viva la memoria dell’incubo vissuto dagli ebrei durante il nazismo.

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Immagine di copertina: Nelly Sachs © Pubblico dominio

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