Putin, desecretato il tesserino che gli dava accesso a tutti gli archivi della Stasi. La foto

Putin durante gli anni trascorsi a Dresda ©Pubblico Dominio

Un documento recentemente ritrovato svelerebbe il coinvolgimento di Putin nelle attività della Stasi

È noto che Vladimir Putin sia stato un agente del servizio segreto russo, il KGB, durante gli anni della Repubblica Democratica Tedesca. Ma poco si conosce di un suo eventuale coinvolgimento in un’altra agenzia di spionaggio sovietico, la Stasi. Questo fino a pochi giorni fa. Secondo quanto riportato da Bild è stato ritrovato un documento negli archivi della Stasi di Dresda che sembra gettare una nuova luce sul coinvolgimento del presidente russo nell’attività del Ministero per la Sicurezza di Stato. Il documento, un tesserino identificativo, è firmato da Putin stesso ed è stato emesso il 12 dicembre 1985. Sarebbe poi stato rinnovato ogni tre mesi, fino alla fine del 1989.

Tesserino identificativo di Vladimir Putin emesso dal Ministero per la Sicurezza di Stato ©Archivio della Stasi di Dresdahttps://www.dw.com/en/putins-stasi-identity-card-discovered-in-german-archives/a-46692271?fbclid=IwAR1H4Wi6f4mDVq6F2iaUo0C9DsvRfxS4kPpBhFofyLZUQmUFnb-6bMD4_O8#
Tesserino identificativo di Vladimir Putin emesso dal Ministero per la Sicurezza di Stato ©Archivio della Stasi di Dresda

Putin trascorse cinque anni a Dresda

Putin venne arruolato nel KGB appena terminata la scuola, nel 1975, a soli 23 anni. Il suo primo incarico fu quello di controllare gli impiegati dei vari consolati e i cittadini stranieri nella sua città natale, San Pietroburgo. Nel 1985 venne trasferito a Dresda che, all’epoca, faceva parte del blocco sovietico. Qui vi rimase fino al 1989, ufficialmente come agente del KGB. La sede del servizio segreto sovietico era in Angelika Strasse 4, proprio accanto al quartier generale della Stasi di Dresda. Dopo la caduta del Muro e la conseguente dissoluzione della DDR, Putin fu testimone di un drammatico attacco, quando circa 5.000 manifestanti tentarono di sfondare i cancelli delle sedi del KGB e della Stasi. Come riporta DW, Putin avrebbe sparato contro la folla per difendere gli infami documenti conservati negli archivi. Inoltre avrebbe distrutto lui stesso gran parte di questi per evitare che potessero cadere nelle mani nemiche.

Restano ancora molti dubbi sul reale coinvolgimento di Putin nelle attività della Stasi

Il direttore dell’Archivio della Stasi, Konrad Felber, avrebbe dichiarato a DW che il ritrovamento del tesserino identificativo di Putin sarebbe stato del tutto casuale e fa parte dei documenti segreti della Stasi, desecretati dopo 28 anni. Il documento avrebbe permesso a Putin di entrare liberamente nel quartier generale della Stasi ma, secondo Felber, «non prova prova il fatto di aver lavorato direttamente per la polizia segreta». Fino al ritrovamento del documento, nessuno sapeva che il Ministero per la Sicurezza dello Stato avesse fornito un tesserino identificativo a Putin. Il suo nome, infatti, non compare nella lista degli agenti russi a cui era stato consegnato il documento. Rimane quindi un alone di mistero sul ruolo che ha giocato Putin nelle attività di spionaggio della Stasi. Per Bild, l’unica cosa certa è che il presidente russo fosse incaricato di assoldare nuovi agenti nel territorio tedesco per allargare la rete di spionaggio sovietico.

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Immagine di copertina: Putin durante gli anni trascorsi a Dresda ©Pubblico Dominio

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