Schwalbe, il motorino della DDR (elettrico) ritorna di moda in Germania e sbarca pure in borsa

Schwalbe

L’azienda Govecs sta riportando in vita gli scooter dei tempi della Repubblica Democratica in versione elettrica. Entrerà in borsa ad ottobre e spera di raggiungere profitti per 60 milioni di euro.

A ridare spinta al mercato dei veicoli elettrici in Germania ci pensa una azienda poco conosciuta, la Govecs, cavalcando l’onda di un rinnovato entusiasmo per gli iconici scooter dell’ex Germania dell’Est. Nonostante il mercato delle macchine elettriche sia ancora debole, e pertanto impossibilitato a raggiungere gli obiettivi desiderati entro il 2020, quello dei motorini sta riscuotendo notevole successo. L’azienda infatti punta a crescere ulteriormente e ha fissato alla data del 2 ottobre l’entrata nel listino della Borsa di Francoforte.

Schwalbe scooter
© Frank Behrens, Simson Schwalbe, CC BY 2.0

Una passione per i classici dell’ex Germania dell’Est

La stessa azienda che fornisce ad Amsterdam, Parigi, San Francisco e altre città europee un modello di scooter chiamato Go!, sul terreno tedesco vende altrettanto bene sia a Monaco che a Berlino. Questo non solo per una ragione ecologica (i tedeschi generalmente si dimostrano restii a staccarsi dai mezzi diesel e benzina). Il modello elettrico retrò in commercio ricorda l’originale scooter Schwalbe che fu prodotto dal 1960 al 1986 durante gli anni della Repubblica Democratica. Furono il corrispettivo “democratico” della Vespa italiana e ne furono fabbricati oltre un milione in appena due decenni. Sull’onda di una sempre presente nostalgia (o meglio, ostalgie, quella dell’est dei tempi del Muro), i tedeschi confermano il loro gusto per gli scooter – e altri prodotti – di una volta, tanto da aver spinto l’amministratore delegato della Govecs, Thomas Grübel, ad assicurare i diritti sul nome del marchio leggendario per altri 30 anni.

I profitti sono ancora fuori portata

Grübel si aspetta di arrivare a 60 milioni di euro di fatturato, una cifra ambiziosa per un’azienda di 217 dipendenti che ha raggiunto 15 milioni di euro in vendite nel 2017 – il doppio dell’anno precedente – anche se con una perdita di 5 milioni. Il profitto auspicato quest’anno è ancora fuori portata, ma Grübel non si lascia scoraggiare: al contrario punta tutto sulla crescita. La quotazione in borsa rientra in questo piano. Per il resto, ha le idee chiare su quali passi affrontare: intende lanciare sul mercato un nuovo modello di motorino all’anno ed espandere la fabbrica di Breslavia, in Polonia, così come l’attuale punto vendita principale nell’affollatissima Alexanderplatz. La compagnia aprirà inoltre un nuovo magazzino per gli scooter e i pezzi di ricambio.

La competizione con le altre aziende

Il successo dei motorini è notevole pur essendo l’azienda Govecs di Monaco e non dell’est, come ci si potrebbe aspettare. E certamente la competizione con i rivali stranieri e interni è alta. Prima di tutti la stessa Piaggio, casa produttrice del marchio italiano, che ha iniziato a produrre la sua Vespa elettrica; a seguire la stesse BMW e la Lower Saxony, entrambe forti e sulla sulla via dell’elettrico. La Govecs per il momento va avanti consapevole dei guadagni ottenuti e dalla prossima entrata in borsa.

Berlino Schule tedesco a Berlino
Berlino Schule tedesco a Berlino

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Foto di copertina: © Max schwalbe, Wikipedia, CC BY-SA 3.0

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