Uno studio sostiene che gli italiani sono il popolo più ignorante d’Europa e il 12esimo al mondo

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IPSOS Mori stila ogni anno una classifica sull’ignoranza dei popoli.

La classifica sull’ignoranza dei popoli stilata da IPSOS Mori, un’importante azienda inglese di analisi e ricerca di mercato, vede gli italiani dodicesimi al mondo e primi in Europa. Una posizione di poco migliore rispetto alla prima edizione del 2014 che aveva incoronato l’Italia come il Paese più ignorante al mondo. Precisamente, con questo termine si intende indicare chi ignora o ha una percezione distorta della realtà che lo circonda.

Una percezione errata della realtà

Perils of Perception – pericoli della percezione – di Ipsos al suo quarto anno analizza quanto errate possano essere le percezioni di 38 nazioni su alcune questioni fondamentali del loro Paese. “Perceptions are not reality, things are not as bad as they seem” (le percezioni non sono la realtà, i fatti non sono così gravi come possono sembrare), recita il testo del sondaggio. Si rileva infatti una sistematica propensione a dipingere la realtà in modo peggiore di quanto non sia.

© Geralt, people, CC0

Ma quali sono le percezioni degli italiani sul proprio Paese?

Prendendo l’esempio dei casi di omicidio, alla domanda se questi siano diminuiti o aumentati dal 2000 (essendo realmente diminuiti del 39% da allora), il 49% degli intervistati crede che siano aumentati e solo l’8% ha risposto correttamente. Altro argomento caldo trattato nella indagine è quello sugli sbarchi degli immigrati. Secondo i numeri forniti dal Viminale a ferragosto, sia i reati che gli sbarchi nel nostro Paese sono in diminuzione. Al contrario, la percezione di insicurezza e l’idea di “invasione” è largamente diffusa tra gli italiani.

L’Italia a confronto con la Germania e gli altri Paesi

In termini assoluti, non è l’Italia il Paese che ospita più rifugiati e richiedenti asilo, bensì la Germania. Tra i popoli meno consapevoli delle statistiche ci sono i sudafricani, seguiti da brasiliani, filippini, peruviani e indiani. Dall’altra parte, i Paesi con una percezione più accurata dei dati che li riguardano sono svedesi, danesi e norvegesi. La Germania si attesta al 25° posto nella classifica mondiale, superando l’Italia di qualche punto anche a livello europeo.

Conclusioni

La spiegazione alla base della tendenza ad esagerare il divario tra realtà e percezione, secondo lo studio, potrebbe essere la naturale predisposizione a sovrastimare ciò che ci preoccupa, tanto più quando è coinvolta la nostra sfera emotiva. Quando la copertura mediatica è particolarmente intensa e vengono evidenziati soprattutto gli aspetti negativi e minacciosi di un fenomeno, la reazione immediata sarà facilmente fuorviante. A conclusione della ricerca si evidenza allora che “la soluzione non va cercata tanto nell’invito a pensare positivo, quanto invece nell’ideare iniziative che possano contrastare l’idea che tutto sia ormai perduto”.

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Immagine di copertina © HurcaCC0

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