«Vi spiego in 8 punti la “mia” AfD. Non siamo populisti di destra e crediamo nella democrazia»

Götz Frömming

Götz Frömming, è uno dei 94 deputati di Alternative für Deutschland (Afd), la formazione di destra entrata per la prima volta al Bundestag grazie alle  elezioni del 25 settembre 2017

49 anni, ex professore di Storia e Politica al liceo, Götz Frömming fa parte dell’AfD fin dalla sua fondazione, anno 2013. Interessato alla politica fin da giovane in passato ha dichiarato di aver votato sia i Verdi sia i socialdemocratici (SD) prima di iscriversi ad Alternative für Deutschland, il partito più volte (non a torto) criticato per le tante prese di posizioni non chiare sul nazismo. Non si ritiene che il suo partito sia “estremista di destra” così come non lo è lui . «Il nostro successo elettorale? Abbiamo parlato di temi sensibili come le crisi dell’euro e dei  rifugiati. La Merkel ha fatto molti errori nella gestione dei migranti. Noi stiamo lottando per qualcosa di giusto. Se vogliamo un cambiamento c’è bisogno di votare un altro partito e noi siamo stati l’unico partito che offre una visione diversa».

1- “Perché Alternative für Deutschland non è populista”

Per me la definizione destra è utile solo per primo aiuto ad orientarsi nel panorama politico, destra sinistra o centro sono solo l’ordine originario in cui i deputati si sedevano in un parlamento, quindi serviva per specificare se un parlamentare si schierava sempre a destra o a sinistra o in centro delle camere dei rappresentanti quindi faceva parte del processo democratico e non di coloro che si opponeva alla democrazia. Quindi come persona di destra io posso essere un grande amico della democrazia. Una volta entrati all’interno del parlamento anche i partiti estremisti non perseguivano la distruzione della democrazia, anzi l’opposto quando siedono in Parlamento lavorano per il rafforzamento della democrazia. Quindi io non conosco nessuno nell’AfD che voglia abolire la democrazia. Come ha detto Willy Brandt “Wir wollen mehr demokratie wagen”, Noi vogliamo rischiare per avere più democrazia e vogliamo farlo aumentando il potere del popolo di decidere attraverso l’introduzione di referendum o plebisciti. Ci dicono che siamo populisti. Io penso che essere populisti significa che in maniera ottimistica e speranzosa si dicono cose a cui in realtà non si crede, ma si ritiene che queste vengano ben accettate dalle persone.

2- Perché AfD ha avuto successo in Germania dell’Est

Il principio fondamentale penso che sia che gli elettori della Germania dell’est non sono elettori eccessivamente politicizzati, nella Germania ovest le persone votano il partito di famiglia, hanno un voto tradizionale molto preciso che si ripropone elezioni dopo elezioni.

3- AfD ha dentro un po’ di tutto

Abbiamo molti membri  convintamente conservatori, altri che si dichiarano liberali, che vogliono che lo stato non abbia potere decisionale nel mercato del lavoro o nelle decisioni imprenditoriali. Abbiamo anche un’ala patriottica che all’interno dell’AfD si preoccupa della conservazione dello stato nazionale, ostacolando la creazione di uno stato sovranazionale Europeo, che non ha niente a che fare con l’odio per gli altri paesi, noi vogliamo che gli stati rimangano nazioni perché pensiamo che la democrazia possa veramente funzionare soltanto all’interno degli stati nazionali perché sono più vicini ai cittadini. Noi non siamo completamente contrari all’Unione Europea, ma siamo favorevoli ad un UE delle patrie, è ovvio che alcune questioni devono essere discusse a livello europeo e ciò è importante, ma vogliamo che, per quanto possibile, gli stati nazionali debbano sopravvivere così come sono, perché devono avere l’ultima parola. Al contrario invece il parlamento Europeo viene percepito come distante, le decisioni prese dalle istituzioni dell’UE sono percepite come molto lontane dalle persone, chi segue il dibattito nel parlamento europeo? Non lo fa quasi nessuno, perché non è possibile capirlo ci sono lingue straniere diverse e la decisione è molto molto lontana dalle questioni dei cittadini.

4 – “AfD è a favore del libero mercato”

Siamo in periodo di transizione nel partito, perché l’AfD è nato come un partito liberale di economisti, con alla base i concetti dell’ordo-liberalismo, ma questo periodo è giunto in un certo senso alla fine, perché gli aspetti più sociali sono diventati sempre più importanti e hanno vinto nel dibattito interno al partito, e questo ha a che fare con la crescente importanza che il partito ha avuto nella Germania dell’Est, soprattutto connessa alla struttura dei militanti e delle persone che hanno iniziato a collaborare all’interno del partito ad alti livelli, molti dei quali hanno relazioni con le forze sindacali o con la classe del proletariato. Quindi la maggioranza ha capito che ci sarebbe stato bisogno di attirare anche tutta quella classe di lavoratori per organizzare meglio all’interno dell’AfD anche una società liberale vicina alle necessità sociali. Un questo momento siamo a favore di un mercato economico libero, ma allo stesso tempo vogliamo che i principi e le idee più legate al sociale vengano comprese, perché l’AfD non è l’FDP ma allo stesso tempo non è nemmeno die Linke siamo liberali ma abbiamo anche una componente sociale.

5 – AfD e la gestione della crisi dei migranti

Durante la crisi dei migranti del 2015 avevamo delle regole molto chiare nell’ordinamento di Dublino, in cui quando un uomo arriva in uno stato terzo, diverso da quello in cui è arrivato inizialmente questo non ha il diritto di richiedere l’asilo politico in questo paese bensì in quello di primo approdo. Ma il nostro paese ha detto “D’accordo ci sono altre regole a livello europeo c’è una convenzione per i rifugiati quindi dobbiamo accoglierli” noi invece vogliamo applicare la nostra legge, perché per noi è giusta. Quindi vogliamo che il potere di decisionale rimanga al Bundestag.

6 – “Il nostro rapporto con gli altri partiti tedeschi”

Samo stati spesso d’accordo con i cristiano-democratici della CDU  e i liberali dell’FDP.  Se c’è qualche idea che riteniamo buona la sosteniamo. Quella con i liberali e il suo leader, Lindner, è però una relazione  difficile. In campagna elettorale ha rubato molti dei nostri argomenti. Da un lato siamo molto vicini dall’altro ci sono differenze. Per esempio sulla crisi europea noi abbiamo una posizione molto più dura contro lo sviluppo dell’Unione Europea così come sulla crisi dei rifugiati, tema su cui l’FDP non ha soluzioni rilevanti, è a metà strada fra AfD e CDU.

7 – “Da noi quando un leader perde se ne va” 

Abbiamo vissuto lotte all’interno del partito. Chi ha perso se n’è andato come dimostrano i casi di Bernd Lucke e Frauke Petry, entrambi ex portavoce del partito. Se sei un leader nato e capisci che non puoi più essere il leader, allora vai alla ricerca di una scusa per andartene. Bernd Lucke ha combattuto contro il suo stesso partito, creando il movimento Veckruf, chiedendo ai componenti del partito che credevano nella sua leadership di seguirlo e lasciare il partito per formarne un altro e così è accaduto anche con Frauke Petry.

8 – AfD e un possibile futuro al governo

Il partito non è indipendente, abbiamo detto più volte che noi adesso come nuovi arrivati in parlamento dobbiamo imparare in questo momento non chiediamo niente, ma naturalmente noi vogliamo cambiare in meglio il nostro paese, vogliamo prepararci, vogliamo arrivare alla fine al governo e sarebbe necessario per questo che l’AfD ottenesse la maggioranza assoluta, e io non so assolutamente se questa sarà raggiungibile o l’idealizzabile. Ma se si pone questa domanda fra 4 anni penso che l’AfD con una rinnovata CDU, senza la Merkel ovviamente a livello programmatico e non personale, una discussione con la CDU e un governo con loro sarà senza dubbio possibile.

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Photo Cover: ©  Götz Frömming /Twitter

Sara Bagnoli

Studentessa di Scienze politiche alla Cesare Alfieri di Firenze. Sempre in cerca di novità, è in Erasmus a Berlino per amore della Germania. Classe 1995 scrive da 2 anni per capire, conoscere e descrivere il mondo.

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