«Alla Germania dico grazie. Se sei cameriere in Italia, i ristoratori spesso ti lasciano a casa con scuse da Zelig»

Antonio Rago italia germania

Italia, Germania, Italia e ancora Germania: l’esperienza di Antonio Rago, cameriere in Assia

Mi chiamo Antonio Rago, sono nato a Milano nel 1983. Sono venuto in Germania la prima volta a 19 anni.  Grazie ad un sito veneto avevo trovato lavoro in una gelateria di Heidelberg gestita da italiani. A posteriori non ho un ricordo positivo dell’esperienza, i datori di lavoro non erano il massimo, appena arrivato mi misero un blocchetto e una matita in mano dicendomi “se impari bene, altrimenti torna in Italia”, ma mi davano comunque circa 1000 € al mese più vitto e alloggio. Imparai, ma dopo alcuni mesi mi dimisi lo stesso. Per trovare lavoro mi affidai ad agenzie, finendo con il girare tra altre gelaterie e ristoranti con una paga media mensile di circa 1250 €. Nel frattempo imparavo il tedesco, ma mi sono innamorata di un’italiana in Italia e così a 28 anni ho deciso di andare a vivere a Trieste.

Il ritorno in Italia

In Italia sono rimasto cinque anni, 28 ai 33 anni. Non ho mai avuto problemi a trovare lavoro facendo lo stesso identico lavoro che facevo in Germania, cameriere di sala. Basta saper parlare appena appena inglese e tedesco e a Trieste ti prendono subito solo che gli stipendi non superano mai i 1100 € anzi, oscillano tra gli 800 e, appunto, i 1100. I capi mi hanno sempre trattato portandomi sul palmo della mano, la mia esperienza di lavoro del resto era invidiabile, eppure lo stipendio era sempre quello e non c’era nessuna possibilità di salire, anzi, finiva quando terminava la stagione estiva. Mai un contratto, mai una busta paga decente. Finite le ondate turistiche ti lasciano a casa, con scuse che in confronto Zelig è una serie drammatica. Nel frattempo mi sono fatto una famiglia, due figli. Purtroppo però la relazione è andata male e ho capito che se davvero volevo provvedere ai miei figli, anche da padre separato, dovevo tornare in Germania.

…e ancora Germania

Sono tornato nel 2018, stavolta a Mörfelden-Walldorf, nella zona di Francoforte. Ho cambiato già un paio di ristoranti, lavorando sia per italiani che per tedeschi. Contratti sempre in regola, ferie e contributi. Non prendo mai meno di 1600 € e 1800 € al mese, mance incluse. Scrivo tutto questo per dire solamente: “Grazie”. Grazie Germania, grazie per darmi quello che in Italia mi sognavo, grazie perché anche da qui riesco ad aiutare i miei figli e vivere comunque serenamente…

E a tutti voi che discriminate la Germania o i tedeschi… Mettetevi una mano sulla coscienza, e fate un favore al mondo, rimanete in Italia, che tanto qui, la gente come voi che pensa di venire a non far niente e essere pagata, mette solo in cattiva luce chi, come me e molti altri, ha solo intenzione di lavorare.

 

Leggi anche «Io napoletano a Berlino dal 1986, ho fondato una vera Università della strada»

banner scuola berlino schule

Leave a Reply