Berlino conserverà più di 200mila foto e progetti necessari per ricostruire Aleppo

Cittadella di Aleppo ©Guillaume Piolle CC BY-SA3.0https://it.wikipedia.org/wiki/Moschea_degli_Omayyadi_di_Aleppo#/media/File:Mosquée_des_Omeyyades_d%27Alep.jpg

L’impegno del Museo di Arte Islamica di Berlino per risanare le ferite di una città distrutta dalla follia della guerra

Il 19 luglio 2012 è una data che tutto il mondo, soprattutto gli abitanti di Aleppo, non dimenticheranno mai. È il giorno in cui è iniziata la sanguinosa Battaglia di Aleppo, uno degli episodi più sanguinosi della guerra civile siriana. Durante i combattimenti e i bombardamenti non solo migliaia di civili hanno perso la vita, ma anche gli stessi edifici della città hanno riportato ferite difficili da guarire. Quasi completamente rasa al suolo, oggi Aleppo, che fa parte del patrimonio Unesco dal 1986, può finalmente avviare la sua ricostruzione. Tra i vari aiuti provenienti dall’estero, il Museum für Islamische Kunst (Museo di Arte Islamica) di Berlino ha messo a disposizione il suo immenso archivio fotografico per poter restituire ad Aleppo il suo antico splendore.

«Il nostro obiettivo è aiutare gli aleppini a riedificare la città vecchia e fornire all’Unesco la documentazione necessaria»

Queste le parole del direttore del museo, Stefan Weber. Per ora il progetto pilota di ricostruzione riguarderà solo la Moschea degli Omayyadi, quasi completamente rasa al suolo. Weber ha dichiarato che sono stati resi disponibili al World Heritage Center una mappatura di tutti gli edifici che facevano parte del complesso della Moschea, insieme a un elenco dei molti danni subiti e i dettagli costruttivi. Tutti questi dati sono conservati nell’archivio del Museum für Islamiche Kunst, composto da oltre 200mila foto, disegni e progetti. L’immenso database è stato costruito, a partire dal 2013, grazie alla collaborazione del Syrian Heritage Archive Project con il Deutsches Archäologisches Institut e la Andrew W. Mellon Foundation. Inoltre, la Moschea è stata ricostruita digitalmente e farà parte di una mostra che avrà luogo al Pergamonmuseum. L’archivio del museo non si limita solo a foto e studi sulla Moschea. Già dal 1996 al 2011, insieme alla direzione del dipartimento delle Antichità e dei Musei della Siria, il Museo di Storia Islamica di Berlino aveva finanziato numerosi scavi e studi nella cittadella vecchia di Aleppo, raccogliendo e studiando numerosi reperti e analizzando gli edifici.

Il progetto di ricostruzione sarà una collaborazione internazionale

La prima fondazione a impegnarsi per la ricostruzione di Aleppo è stata l’Aga Khan Trust for Culture, stimando che la cifra per la riedificazione si aggira intorno ai 470 miliardi di dollari. «Noi entriamo in scena quando i cannoni smettono di seminare morte» aveva dichiarato Radwan Khawatmi, direttore dei lavori di ricostruzione dell’Aga Khan Trust for Culture. Già dal 2013 la fondazione aveva presentato a Palermo i progetti per ricostruire il minareto selgiudiche e il suq coperto. Per questi primi progetti preliminari sono stati stanziati circa 17 milioni di dollari ed è stata data una particolare attenzione al reperimento dei materiali originali con cui i monumenti erano stati realizzati sfruttando la cava dove la pietra, utilizzata per la loro costruzione, era stata estratta più di un secolo fa. Del team fanno parte anche ingegneri italiani, provenienti dalle Università di Macerata e Milano, inoltre una parte delle spese sarà coperta da un ente ceceno, la Fondazione Kadyrov. La ricostruzione della città di Aleppo sarà molto lunga ma la speranza è di poter restituirle una nuova vita.

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Berlino Schule tedesco a Berlino
Berlino Schule tedesco a Berlino

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Immagine di copertina: Cittadella di Aleppo prima della distruzione © Guillaume Piolle CC BY-SA3.0

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