Busoni, il geniale musicista italiano che decise di vivere a Berlino un secolo fa

Umberto Boccioni - Ritratto di Ferruccio Busoni (1916) - Pubblico Dominio

Compositore, pianista e direttore d’orchestra visse per gran parte della sua vita nella capitale tedesca

Nonostante il suo nome non sia molto conosciuto al grande pubblico, Ferruccio Busoni fu uno dei più grandi musicisti a cavallo tra ‘800 e ‘900. Come il più celebre Mozart, anche Busoni rivelò il suo talento fin da piccolissimo, quando all’età di sette anni cominciò a comporre sonate e a esibirsi sul palcoscenico. Nel corso della sua vita, Ferruccio Busoni visse in America e in diverse città d’Europa tra cui Berlino. La città tedesca, con la sua innovativa e stimolante scena musicale, colpì talmente tanto il musicista che decise di trascorrerci gran parte della sua vita tanto da eleggere Berlino come la sua seconda casa.

 


Berlino Schule tedesco a Berlino

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Gli anni a Berlino di Ferruccio Busoni

Nato a Empoli nel 1866, Busoni si trasferì nel 1894 a Berlino, precisamente in un appartamento in Viktoria-Luise-Platz nel quartiere di Schönenberg. Ma il musicista non sempre aveva apprezzato la capitale tedesca tanto che, nel 1889, in una lettera indirizzata a sua moglie, Gerda Sjöstrand, descrisse Berlino come «una città giudea che odio, irritante, arrogante, parvenu». Nel corso degli anni, però, cambiò idea tanto che, una volta trasferitosi, non la abbandonò mai più tranne che per un breve periodo durante la I Guerra Mondiale. Dal 1915 al 1920, infatti, si riparò in Svizzera, dove conobbe anche il pittore Umberto Boccioni il quale realizzò un suo ritratto. A Berlino Busoni cominciò a comporre la sua opera più ambiziosa, il Doktor Faust, basandosi sulla leggenda originale tedesca e non sul capolavoro di Goethe. L’opera rimase incompleta e venne finita da un suo allievo per poi essere rappresentata a Berlino nel 1925, poco dopo la morte di Busoni avvenuta nel 1924. Nel 1922 si esibì per l’ultima volta in un concerto proprio nella capitale tedesca, proponendo una selezione di brani di Beethoven. Il suo corpo fu sepolto nel cimitero berlinese di Friedenau. All’esterno del palazzo dove viveva è stata apposta una targa che recita ‘Hier wohnte bis zu seinem tode Ferruccio Busoni – Musiker, Denker, Leher’ (Qui visse fino alla sua morte Ferruccio Busoni – Musicista, Pensatore, Insegnante).

L’innovazione musicale di Ferruccio Busoni

Iniziò a studiare pianoforte sin da piccolissimo. Fondamentali per la sua crescita artistica furono soprattutto due compositori: Bach e Liszt. Inoltre  importantissime nella sua carriera furono le trascrizioni per pianoforte delle sonate per clavicembalo e organo di Bach. Busoni non si limitò a riportare pedissequamente le composizioni, ma offrì una sua personale ‘traduzione’. Fu anche un proficuo insegnante, tanto che diresse il Conservatorio Giovanni Martini di Bologna dove fu suo allievo un altro importante compositore italiano, Guido Agosti. Oltre che compositore e insegnante fu anche teorico musicale. Il suo trattato più importante fu sicuramente Die Junge Klassizität (La nuova classicità) dove spiegava come la musica del futuro dovesse per forza guardare alle composizioni del passato, senza rinnegarlo, ma esplorandolo in una prospettiva di rinnovamento. La sua importanza nel mondo musicale del ‘900 fu fondamentale tanto: è dedicato un Concorso pianistico che, ogni anno dal 1949 a Bolzano, premia i migliori giovani musicisti del mondo.


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Immagine di copertina: Umberto Boccioni – Ritratto di Ferruccio Busoni (1916) – Pubblico Dominio

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