Chi è AfD il partito tedesco sovranista (a volte negazionista) alleato di Salvini alle Europee

Salvini e Meuthen alla conferenza di Milano Screenshot da YouTube

In vista delle elezioni Europee Matte Salvini trova un’alleanza nella forza sovranista tedesca

Durante una conferenza stampa intitolata ‘Verso l’Europa del Buonsenso – I popoli rialzano la testa’ tenutasi all’hotel Gallia di Milano, alcuni dei partiti europei più vicini all’estrema destra hanno annunciato la loro alleanza in vista delle elezioni europee che si svolgeranno dal 23 al 26 maggio. A rappresentare il gotha di questi partiti sovranisti e ultraconservatori il finlandese Olli Kotro rappresentante del Finns Party e il danese Anders Vistisen del Dansk Folkeparti. Assente, invece,  Marine LePen, leader del partito francese Rassemblement National. Non poteva mancare, ovviamente, Matteo Salvini, vice-premier e leader della Lega con  Jörg Meuthen membro di Alternative für Deutschland (AfD), quasi a creare un nuovissimo Asse Roma-Berlino che speravamo di aver superato molti decenni fa.

La storia di AfD

AfD è stato fondato nel 2013 da Bernd Lucke, professore di macroeconomia dell’Università di Amburgo. Inizialmente il partito, fortemente euroscettico, non riscuote molto successo attestandosi alle elezioni federali del 2013 al 4,70%, risultato che non gli permette di non ottenere seggi in Parlamento. Lentamente l’ideologia dell’AfD scivola sempre di più verso posizioni xenofobe e ultraconservatrici che costringono Lucke ad abbandonare il partito nel 2015. Nel corso degli anni i risultati alle urne dell’AfD continuano a salire in maniera preoccupante fino ad arrivare, nel 2017, a conquistare il 12,64% e 94 seggi al Bundestag. È la prima volta che un partito ideologicamente molto vicino all’estrema destra riesce a entrare in Parlamento dopo la II Guerra Mondiale, attestandosi come terza forza politica del paese. Ancora più preoccupante è il fatto che il loro consenso non accenni a diminuire, nonostante dichiarazioni e atteggiamenti molto gravi, a volte aberranti, dei suoi rappresentanti.

L’AfD è monitorata anche dai servizi segreti tedeschi

Tra dichiarazioni negazioniste e toni da Terzo Reich, uno degli episodi più gravi di cui si sono macchiati alcuni esponenti dell’AfD è avvenuto durante un discorso tenuto da Charlotte Knobloch. Sopravvissuta ai campi di concentramento era stata invitata a tenere un discorso ai parlamentari del Land della Baviera in occasione delle celebrazioni della Giornata della Memoria. Durante il suo discorso, la Knobloch aveva dichiarato di essere preoccupata per il futuro della Germania a causa delle «posizioni negazioniste assunte da diversi esponenti del partito, la loro minimizzazione dei crimini commessi dalla Germania di Adolf Hitler, le loro visite organizzate all’interno dei campi nazisti, nel corso delle quali diversi deputati dell’AfD hanno messo in discussione l’esistenza stessa delle camere a gas». Senza controbattere in alcun modo, i membri dell’AfD hanno lasciato in massa l’aula, sicuramente un clamoroso autogol per i Parlamentari bavaresi. Björn Höcke, appartenente all’AfD della Turingia, nel 2017 in un discorso a Dresda, aveva definito il Memoriale alle vittime dell’Olocausto costruito a Berlino «un’opera vergognosa nel centro della nostra capitale». Per tutta risposta il collettivo di artisti Zentrum für politische Schönheit aveva costruito una replica del monumento proprio di fianco alla casa di Höcke. Da non dimenticare il fatto che i servizi d’intelligence, da tempo, controllano le attività di AfD, per la sua vicinanza con i gruppi più sovversivi dell’ala di estrema destra.

L’incontro dei partiti europei di estrema destra a Milano

All’evento, voluto dal vice-premier e Ministro dell’Interno italiano Matteo Salvini, erano presenti esclusivamente giornalisti delle maggiori testate mondiali. L’unione di questi partiti di ultradestra si chiamerà ‘Alleanza europea dei popoli e delle nazioni’, una combriccola che punta ad ottenere la maggioranza nel Parlamento europeo, un incubo che, purtroppo, rischia di trasformarsi in realtà visto il successo che questi partiti stanno, lentamente, ottenendo nei rispettivi paesi. Un momento di nervosismo da parte del vice-premier italiano è avvenuto quando gli è stato chiesto dove fosse la LePen. Salvini, stizzito, ha risposto alla giornalista «Cazzo, ripeto per la sedicesima volta che è una scelta di essere qua solo noi quattro, io come portavoce dei miei alleati perché fare una conferenza stampa in 15 per voi giornalisti sarebbe stato scomodo». Il finlandese Kotro, nel suo discorso, ha puntato il dito contro la «minaccia dell’Islam politico e del multiculturalismo». Salvini ha comunque dichiarato che, tra i membri dei partiti che aderiscono a questa alleanza, «non ci sono nostalgici». Nonostante queste parole, non possiamo che osservare con preoccupazione la crescita delle frange più estremiste della politica europea.

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Immagine di copertina:©Screenshot da YouTube

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