Dopo l’incidente, a Berlino si parla di vietare i SUV in città

L’incidente causato da un SUV ha aperto una discussione sull’utilizzo di questi mezzi nel centro città

L’incidente è avvenuto la sera dello scorso venerdì 6 settembre. La pista terroristica è esclusa, tuttavia le circostanze non sono ancora chiare. La polizia sta ancora indagando per capire le dinamiche dell’incidente che ha causato la morte di un bambino di 3 anni, una donna di 64 e due uomini sulla trentina. Non si tratterebbe di un atto volontario, ma probabilmente di un malore del conducente del SUV Porsche. A seguito dell’accaduto, è iniziato un dibattito sull’impiego di questi mezzi. Ambientalisti e Grünen (partito ecologista) sono in lotta da tempo contro l’utilizzo dei SUV nel centro città.

Le conseguenze dell’incidente e l’idea degli ambientalisti di vietare la circolazione dei SUV

Data la gravità dell’incidente, in molti hanno opinato sulla circolazione di questi mezzi nella città. Tra i primi commenti, è arrivato quello del sindaco del quartiere di Mitte, Stephan von Dassel (Grünen): «Queste auto simili a carri armati, non appartengono alla città. Sono assassini climatici, minacciano anche senza incidenti e ogni errore di guida mette in pericolo la vita di persone innocenti». Anche Florian Schmidt (Grünen), consigliere comunale di Friedrichshain-Kreuzberg, ha concordato con il collega. «La tecnologia e la strategia di marketing dei SUV, sono complici di una cultura automobilistica dell’Io, Io, Io. Togliamo queste auto dagli spazi pubblici» ha affermato sui social Schmidt. Tali dichiarazioni sono state criticate da Jan Mark Luczak, deputato CDU (Unione Cristiano-Democratica) della zona Tempelhof-Schöneberg. Luczak ha infatti accusato il collega del partito ecologista di strumentalizzare l’incidente: «Trovo vergognoso il fatto che Schmidt e gli ambientalisti stiano strumentalizzando questo incidente per la loro politica contro i SUV. Si può discutere politicamente, ma per favore non si dimentichi la pietà!».

Le proteste delle associazioni ambientaliste dopo l’incidente

I berlinesi hanno organizzato una veglia per le vittime sabato sera. Nella stessa giornata, gli attivisti di Greenpace hanno attuato una protesta nei confronti dei SUV. La protesta ha previsto il blocco di una banchina di carico dei mezzi incriminati per circa tre ore. «Il rischio di morire in un incidente che coinvolge un SUV è più alto del 50% rispetto ad un incidente che coinvolge una macchina normale» ha dichiarato un’attivista dell’associazione ambientalista.

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Immagine in copertina: SUV, © Tama66, CC0 on Pixabay

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