Il Baal di David Bowie, l’opera del Duca Bianco ispirata da Bertolt Brecht

© Video Youtube, David Bowie - Sense of Doubt - "Heroes" photo session, 1977

A Berlino David Bowie non registrò solo due tra gli album più famosi della sua carriera

È noto che durante la sua permanenza berlinese, David Bowie registrò due album considerati, da alcuni, lo zenit della sua immensa carriera: Heroes e Low. Ma non tutti forse sanno che agli Hansa Studios della capitale tedesca, Bowie ritornò pochi anni più tardi per registrare un EP, purtroppo non così conosciuto come il resto dei suoi album. Si tratta di David Bowie in Bertolt’s Brecht Baal, basato sulla prima opera dello scrittore tedesco composta nel 1918, mentre era ancora un giovane studente all’Università di Monaco.

Bowie fu anche protagonista della miniserie TV

L’ambizioso progetto vede la luce nel febbraio del 1982. Nell’agosto dell’anno prima, Bowie era stato scritturato dalla BBC per essere il protagonista di una miniserie televisiva basata sul Baal e diretta dal regista Alan Clarke. Una precedente versione televisiva era stata girata nel 1970 per la TV tedesca, protagonista il geniale regista Rainer Werner Fassbinder. Per il dramma, Brecht scrisse i testi per 5 canzoni, le musiche vennero composte insieme a tre musicisti che, all’epoca, collaboravano con il drammaturgo: Franz Servatius Bruiner, Kurt Weil e Ludwig Prestel. I produttori della miniserie affidarono la traduzione dei versi in inglese a John Willet, uno dei massimi studiosi al mondo dell’opera di Brecht. Le musiche vennero invece riarrangiate, in maniera molto fedele rispetto alle originali, dal compositore britannico Dominic Muldowney. Bowie decise di non interpretare semplicemente le canzoni, ma di inciderle in un EP. Insieme a Tony Visconti, produttore che collaborava da tempo col musicista britannico, Bowie decise di ritornare a registrare le canzoni del Baal agli Hansa Studios di Berlino. Nonostante lo sceneggiato avesse avuto un buon successo e l’EP fosse stato lodato dalla critica, David Bowie in Bertolt’s Brecht Baal finì ben presto nel dimenticatoio. Venne rimasterizzato e ripubblicato, molti anni dopo, nel cofanetto A New Career in a New Town (1977-1982) uscito nel 2017.

L’antieroe Baal incarna il disfacimento della società

Il testo della canzone di apertura, Baal’s Hymn, è un collage di varie vignette che si susseguono nel testo brechtiano a descrivere la personalità del protagonista, un antieroe alcolizzato (a drunken Baal, recita un verso), la sua vita dissoluta e amorale. Anche le altre canzoni dipingono il ritratto di un uomo dalle poche virtù. In Remembering Marie A. è il ricordo di un amore passato, di cui nemmeno si ricorda il volto, mentre in The Dirty Song umilia la sua amante Sophie. Brecht aveva scritto il Baal in polemica risposta ai protagonisti dello sturm und drang, corrente letteraria i cui protagonisti erano caratterizzati da una mente fuori dal comune, identificati spesso con ‘superuomini’ che si stagliano sopra la massa. Baal, al contrario, incarna tutte le bassezze e i crimini di cui può macchiarsi l’uomo comune, una visione estremamente negativa della società che Brecht aveva sviluppato dopo essere stato testimone degli orrori della guerra.

 


Berlino Schule tedesco a Berlino
Berlino Schule tedesco a Berlino

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Immagine di copertina: © Video Youtube, David Bowie – Sense of Doubt – “Heroes” photo session, 1977

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