Il direttore tedesco degli Uffizi reclama alla Germania un quadro rubato dai nazisti

Eike Schmidt Uffizi screenshot da YouTubehttps://www.youtube.com/watch?time_continue=23&v=_IO821OKC00

Eike Schmidt, direttore degli Uffizi di Firene, ha pubblicato un appello per la restituzione di un quadro trafugato durante la Seconda Guerra Mondiale

Con l’arrivo del nuovo anno, in molti hanno già compilato una lista di buoni propositi per il nuovo anno. Chi decide di mettersi a dieta, che di viaggiare di più, chi di cambiare lavoro. Il tedesco Eike Schmidt, nato a Friburgo, direttore di uno dei più famosi musei del mondo, la Galleria degli Uffizi, ha ben chiaro quale sarà uno degli obiettivi principali in cima alla sua ‘lista di buoni propositi per il 2019’. Con un breve video pubblicato il primo gennaio, prima sul sito ufficiale degli Uffizi, poi sulle pagine social dell’istituzione museale, ha chiesto ai suoi compatrioti la restituzione di un quadro molto prezioso, una volta di proprietà della Galleria fiorentina, poi trafugato dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale. Si tratta del dipinto Vaso di Fiori, una natura morta del pittore olandese Jan Van Huysum.

«La Germania dovrebbe abolire la prescrizione per le opere rubate durante il conflitto e fare in modo che esse possano tornare ai loro legittimi proprietari, questo vale per tutte le opere d’arte depredate dall’esercito nazista»

Il video dura poco meno di un minuto, il tempo necessario perché Schmidt chieda la restituzione del quadro, con un discorso denso di significati. Come riportato nella sito ufficiale del museo fiorentino, il direttore si augura che, nel corso del 2019, il quadro di Van Huysum rubato dai soldati nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale, attualmente proprietà di una famiglia tedesca, venga prontamente restituito, cosa non ancora avvenuta «nonostante le numerose richieste da parte dello Stato italiano». Schmidt ha deciso di esporre una riproduzione fotografica in bianco e nero del quadro (proveniente dagli archivi dei Fratelli Alinari) corredata dalla scritta ‘Rubato!’ in inglese (stolen) e, ovviamente, in tedesco (gestholen). Purtroppo la fotografia, proprio per l’assenza dei colori, non rende nessuna giustizia verso l’opera originale, con i suoi brillanti colori, i potenti giochi di luce e i dettagli superbamente definiti, elementi che hanno fatto si che le nature morte realizzate da Van Huysum diventassero tra le più apprezzate e richieste dai suoi contemporanei. Per Schmidt, quindi, è un dovere morale per gli attuali proprietari del quadro restituire l’opera poichè questa vicenda «intacca il patrimonio delle Gallerie degli Uffizi» e fa si che le ferite causate dalla follia nazista non siano ancora rimarginate.

Acquistato nella prima metà del 1800 da un nobile italiano, dopo essere stato trafugato dai nazisti, il quadro ricomparve nel 1991 nella collezione privata di una famiglia tedesca

Il dipinto, un olio su tela di 47×35 cm era stato acquistato dal granduca Leopoldo II nel 1824 per decorare la Galleria Palatina da poco fondata. L’opera venne esposta nella Sala dei Putti dove vi rimase per più di 100 anni, insieme ad opere di artisti olandesi o fiamminghi di grande fama come le Tre Grazie a monocromo di Peter Paul Rubens o le nature morte di Rachel Ruysch e Willem Van Aelst. Nel 1940 il dipinto venne spostato nella vicina villa medicea di Poggio a Caiano e, nel 1943, spostato nella villa Bossi Pucci. I soldati della Wehrmacht lo trafugarono e lo portarono a Castel Giovio vicino a Bolzano. Da lì si persero le tracce del quadro, che ricomparve solo nel 1991 alla riunificazione della Germania. Come riportato dal sito degli Uffizi «da allora, vari intermediari hanno tentato più volte di mettersi in contatto con le autorità in Italia chiedendone un riscatto. Una richiesta di tale assurdità che recentemente, dopo l’ultima oltraggiosa offerta, la procura di Firenze ha aperto un’indagine: il quadro infatti è già di proprietà dello Stato Italiano, e pertanto non è alienabile né acquistabile». Non resta che aspettare e vedere se i proprietari del quadro lo possano restituire. Per il momento possiamo dirci soddisfatti del lavoro svolto da Schmidt per gli Uffizi, nonostante la polemica per il mancato prestito al Louvre di alcune opere di Leonardo e la sua presa di posizione nei confronti delle domeniche gratis nei musei. Il fatto che un direttore di origini tedesche chieda ai propri connazionali la restituzione di un quadro illegalmente detenuto è sintomo della volontà di lavorare esclusivamente per accrescere e conservare il patrimonio artistico, al di sopra di ogni ideologia politica che, il più delle volte, come aveva fatto il nazismo, quel patrimonio lo vuole distruggere.

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Immagine di copertina: Eike Schmidt direttore degli Uffizi da YouTube

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