Io europarlamentare dei Verdi: non accumunateci al M5s

Anna Cavazzini, © Ludovica Marcelli

Italia, politica ed emergenza climatica: abbiamo intervistato Anna Cavazzini, giovane europarlamentare dei Verdi tedeschi

Anna Cavazzini, classe ’82, è nata e cresciuta in Sassonia, più precisamente a Schlüchtern. Oggi è un giovane membro del Parlamento Europeo per i BÜNDNIS 90/DIE GRÜNEN e si batte per una politica più equa e più sensibile verso l’emergenza climatica. A suscitare la nostra curiosità è stato il suo nome che, come è evidente, denota le sue origini italiane. Per questo motivo, le abbiamo chiesto di spiegarci cosa la lega al nostro paese e di farci un confronto tra la politica tedesca e quella italiana.

Le origini italiane dell’europarlamentare e quanto queste influiscano sul sentirsi “europea” e non solo “tedesca”

«La mia famiglia da parte di mio nonno è italiana. Mio nonno si trasferì in Germania per uno dei motivi più comuni per un immigrato: la speranza di trovare una condizione lavorativa migliore. Venendo in Germania ha lavorato come costruttore di tunnel, dopodiché si è sposato con mia nonna, di nazionalità tedesca. Non parlo italiano, ma vorrei molto impararlo. Ho vissuto per un periodo in Messico e ho imparato lo spagnolo, so parlare il francese, ma l’italiano rimane la lingua che più vorrei imparare. Sono stata recentemente intervistata dalla BBC e nella stessa intervista c’era anche la Lega Nord – la quale si è espressa fortemente sul tema immigrazione. Ho realizzato che io stessa sono figlia di immigrati e che quindi la Lega  in qualche modo stesse parlando anche della mia situazione. La provenienza italiana della mia famiglia fa fortemente parte della mia identità europea».

Il commento su Salvini e il confronto tra AfD e Lega

«Credo sia incredibile, in senso negativo. Mi fa terrore pensare che l’Italia sia arrivata a questo punto. Credo che anche la crescita dell’elettorato AfD sia un fatto spaventoso, ma comunque in maniera minore rispetto la situazione italiana, dal momento in cui il suo seguito è decisamente di minore portata. La sua politica contro gli immigrati è completamente sbagliata. Penso inoltre che in Italia e, in generale, anche in America a suo tempo con Donald Trump e in Gran Bretagna con Nigel Farage, non ci siano state vere e proprie alternative concrete. In particolare, in Italia, le alternative non hanno saputo reggere il confronto con l’influenza creata dall’immagine di Salvini, ed è per questo motivo che si è giunti a questo punto. Per quanto riguarda l’AfD, siamo rimasti davvero molto scossi per l’ultimo risultato delle votazioni per il nuovo sindaco di Görlitz, dove per ben trent’anni c’era stata la CDU. Per questo motivo, cercheremo di fare del nostro meglio nelle prossime elezioni regionali della Sassonia a settembre 2019».

Quanto i Verdi tedeschi si sentono diversi dal Movimento 5 Stelle

«È interessante che si definiscano affini al nostro partito. Dall’esterno posso dire che la percezione è completamente diversa: i 5 Stelle sono un movimento che ha scelto di adottare una politica della destra populista. Basti pensare a quanto forte è stato il dibattito circa l’immigrazione, un tema che ha giocato un ruolo fondamentale per questi partiti. Devo dire che all’inizio della loro carriera i 5 Stelle avevano i presupposti giusti per proporre delle iniziative valide. Tuttavia, negli ultimi anni hanno scelto di virare per una forte politica di destra, e questo ha fatto sì che il Movimento perdesse credibilità. Per di più, in queste elezioni in particolare, non è stato molto chiaro il loro schieramento politico. Infine, non mi sembra che l’emergenza climatica sia stata davvero il loro cavallo di battaglia in queste elezioni. Secondo me non sono affatto “Verdi”, proprio perché il Movimento ha consapevolmente scelto di schierarsi a destra e hanno fatto della lotta contro l’immigrazione il loro vero punto di forza. Ed è un peccato perché avrebbero potuto prendere decisamente un’altra direzione».

Le considerazioni sulla politica per l’emergenza climatica in Italia e la differenza tra i giovani tedeschi e i giovani italiani

«Che io sappia non c’è un partito che abbia preso seriamente la questione climatica. C’è un partito dei Verdi italiano, ma è decisamente minoritario. È un peccato per un Paese come l’Italia, la cui bellezza risiede non solo nella storia e nella cultura, ma anche e soprattutto nel contesto naturalistico. Molte persone vengono in Italia proprio per ammirarne i meravigliosi paesaggi, e per questo dovrebbe essere uno dei paesi in Europa a tenerci di più. Inoltre, c’è da dire che il 30% dei giovani tedeschi hanno votato i Verdi, mentre il 30% dei giovani italiani ha votato Lega. Questo è il risultato in Italia, sicuramente, di una mancanza di vera e propria alternativa. Inoltre, probabilmente ciò è dovuto anche al fatto che in Germania l’identità europea è più sentita. I giovani tedeschi infatti sono molto più abituati a viaggiare, a conoscere con i propri occhi una realtà che è fuori dalla loro e, di conseguenza, sono forse più consapevoli della propria appartenenza all’Unione Europea».

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Immagine di copertina: Anna Cavazzini, © Ludovica Marcelli

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