La Merkel vuole un salario orario minimo in tutta l’Ue

Salario minimo, TeroVesalainenhttps://pixabay.com/it/photos/soldi-contanti-pila-nota-banca-2156375/ CC0

Salari orari minimi e parità di sessi

Un salario orario minimo per tutti i lavoratori dell’Unione europea. L’idea è stata proposta dalla cancelliera tedesca Angela Merkel durante una conferenza organizzata dall’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) a Ginevra all’inizio di questo mese. Secondo la politica tedesca, i tempi sarebbero ormai maturi per garantire condizioni di lavoro uguali in tutti i paesi dell’Unione europea. Durante il suo intervento, inoltre, la cancelliera ha sottolineato quanto ci sia ancora da lavorare per quanto riguarda la presenza di dirigenti femminili agli alti livelli delle aziende. «Persino nei paesi industrializzati, l’uguaglianza tra donne e uomini nell’economia lascia molto a desiderare», queste le parole della Merkel. 

Una retribuzione oraria minima omogenea permetterebbe di analizzare il tenore di vita dei cittadini europei

In Germania vige un salario minimo nazionale e anche alla fine del 2018 il governo federale è tornato sul tema. Lo scorso 31 ottobre, lo stesso ministro delle Finanze tedesco Olaf Schulz ha dichiarato al quotidiano tedesco Bild che le industrie tedesche devono investire maggiormente sui salari dei dipendenti. Nel 2018 il salario minimo per i lavoratori tedeschi era pari a 8,84 euro all’ora, mentre nel 2019 è previsto un aumento fino a 9,19 euro l’ora. La proposta di inserire salari minimi comparabili negli Stati membri permetterebbe di prendere in considerazione e analizzare i tenori di vita dei Paesi dell’Unione europea. I Paesi sarebbero così uniformati a un unico standard che terrebbe conto del costo della vita di ogni membro dell’Unione. 

La situazione in Italia e nel resto d’Europa

Il dibattito sul salario minimo è stato recentemente riaperto anche in Italia. Nel marzo di questo anno, infatti, il governo giallo-verde ha riaperto la questione, sottolineando la volontà di introdurre una retribuzione minima per garantire uguaglianza a tutti i lavoratori. Nel nostro paese non esiste ancora una legge specifica in materia di remunerazione minima. L’Italia non è il solo paese a non avere una norma per il salario minimo: anche Austria, Cipro, Danimarca e Svezia non hanno nessuna legislatura in materia. 

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Immagine di copertina: Salario minimoTeroVesalainen, CC0 da Pixabay

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