La Sardegna rimborserà 250 € ogni espatriato tornato per votare alle regionali

Per le prossime Elezioni regionali in Sardegna è previsto un rimborso per gli elettori che rientrano a casa per votare

Le elezioni regionali in Sardegna si svolgeranno il 24 febbraio 2019. Per avere una buona affluenza alle urne ad ogni espatriato tornato a casa per votare è stato garantito un rimborso fino a 250 euro. Secondo la legge regionale gli elettori sardi residenti all’estero hanno il diritto di ricevere un contributo di indennizzo per la partecipazione al voto. L’agevolazione è prevista per le elezioni comunali, provinciali, regionali, per i referendum abrogativi e consultivi a carattere strettamente regionale per le seguenti categorie:

  • gli iscritti all’anagrafe italiana residenti all’estero;
  • i residenti all’estero che hanno attestata dall’Ufficio consolare dello Stato estero di provenienza la procedura di iscrizione in corso
  • i dipendenti di ruolo dello Stato in servizio all’estero, che siano notificati ai sensi delle Convenzioni di Vienna sulle relazioni diplomatiche e sulle relazioni consolari rispettivamente del 1961 e del 1963 (sarà necessario certificare con apposita documentazione questo stato);
  •  i militari italiani in servizio presso gli uffici e le strutture della NATO dislocate all’estero (anche in questo caso è richiesta l’apposita documentazione di riconoscimento).

Gli elettori interessati a ottenere il rimborso dovranno richiedere il contributo al Comune di appartenenza prima del rientro al Paese estero.

Cosa serve per richiedere il contributo, previsti fino a 250 euro per gli elettori che rientrano dall’Europa e fino a 1.000 euro per chi viene da paesi extraeuropei

Per ottenere il rimborso tutti gli interessati devono essere iscritti all’Anagrafe italiana residenti all’estero (Aire), aver espresso il proprio voto e dimostrare tramite le ricevute dei biglietti di viaggio l’arrivo nel Comune sardo di appartenenza non prima di due mesi prima della data delle votazioni e ripartire verso il Paese estero di residenza entro i due mesi successivi alle votazioni. Non posso accedere al contributo gli elettori che si trovano all’estero per motivi di studio o per lavoro a tempo determinato che non possono, per legge, trasferire la residenza all’estero. Il rimborso è commisurato alle spese di viaggio effettuate, fino a un massimo di 250 euro per gli elettori provenienti da paesi europei e di 1.000 euro per gli elettori provenienti da paesi extraeuropei. Anche nel caso di ballottaggio è previsto un indennizzo delle spese in caso di rientro, sempre tramite attestazione delle spese avute per il viaggio. Consegnata la documentazione necessaria al Comune nel quale si è votato, il contributo sarà erogato all’interessato dall’Amministrazione comunale una volta espletate le procedure. Solo dopo questo iter il Comune richiederà il rimborso alla Regione, a cui spetta il compito di rimborsare le somme anticipate.

Ecco la lista dei documenti da avere per fare richiesta

Documentazione che l’elettore deve presentare al Comune in cui ha votato:

– tessera elettorale o autorizzazione sostitutiva della stessa, vidimata presso la sezione elettorale e attestante l’avvenuta votazione;

– documento d’identità;

– biglietti e carte d’imbarco di andata e ritorno da cui risulti che il viaggio è stato effettuato entro i termini indicati alla voce “requisiti”.

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Immagine di copertina: © Photo by Arnaud Jaegers on Unsplash, CC0

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