La storia di Thierry Noir, il primo artista che ha ridipinto il muro

muro di Berlino, ©40799, https://pixabay.com/it/photos/muro-pittura-arte-streetart-815643/

Il muro di Berlino non può essere dimenticato

Il celeberrimo Antifaschistischer Schutzwall, meglio noto come Muro di Berlino, è una fortificazione costruita per separare la parte orientale (democratica) da quella occidentale (federale) della capitale tedesca. La città di Berlino ha visto questa divisione per ben 28 anni sino alla riapertura delle frontiere e alla conseguente riunificazione tedesca varata ufficialmente nel 1990. Oggi il muro è stato definitivamente abbattuto, ad eccezione di alcuni punti che testimoniano la tragica storia di tribolazioni.

I resti del muro, nuovo simbolo d’arte

All’inizio degli anni ’80 il francese Thierry Noir si trasferì nella parte occidentale di Berlino, nella zona adiacente al muro, divenendo simbolo artistico di dissenso. «Era un luogo malinconico, giorno dopo giorno, non è successo davvero niente», sostiene Thierry, «quindi avevo bisogno di dipingere il muro, solo per fare qualcosa contro di esso». La sua protesta si sviluppa, quindi, in un’arte che intende evidenziare il problema e indurre alla riflessione delle generazioni successive. Thierry fu soltanto il primo di una lunga successione di graffitisti a dipingere il muro. Al suo disfacimento ha, pertanto, contribuito l’arte tramite manifestazioni urlanti di dissenso.

La libertà deve essere viva

La libertà conquistata dalla caduta del muro è, perciò, incarnata nel vasto panorama di graffiti che traboccano dalla storica barriera umana. La disgregazione del muro non si configura, però, come  redenzione eterna. Attraverso i suoi dipinti, Noir mira a ricordare la dolorosa pagina che ha visto Berlino come terribile protagonista. Egli, infatti, invita le nuove generazioni a non ricommettere gli errori passati poiché la costruzione del muro potrebbe reiterarsi e non solo con il cemento armato. Un muro può presentare diversi appellativi dettati da chi detiene l’autorità in modo da eclissare la lesione sottostante. La diversità non può che arricchire l’umanità e non può, non deve assolutamente creare una barriera, simbolo, invece, di ignoranza.

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Immagine di copertina: muro di Berlino, ©40799, CC0 on Pixabay

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