Perché dobbiamo la popolarità dell’anfetamina al nazismo

Confezione di Pervitin ©Komischn CC BY-SA 4.0 https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Pervitinampullen.jpg

L’anfetamina venne sintetizzata per la prima volta nel 1887 in Germania da un chimico rumeno e introdotta nel mercato farmaceutico a partire dal 1938

Inizialmente la potente droga, di cui ancora non si conoscevano gli effetti iper-eccitanti, venne commercializzata come un normale farmaco decongestionante per il naso. Ben presto ci si accorse delle reali proprietà di questo medicamento, che provocava a chi ne facesse uso effetti particolarmente stimolanti ed euforizzanti. Ai gerarchi nazisti, che dovevano vincere una guerra, le anfetamine sembravano una manna dal cielo, una sostanza da usare per creare dei super-soldati che avrebbero potuto combattere per giorni e giorni senza dormire sotto l’effetto eccitante della droga.

La sua diffusione dei farmaci a base di anfetamine fu talmente capillare tra le truppe tedesche da essere denominata ‘cioccolata per carri armati’

L’anfetamina si cominciò a diffondere tra i soldati del Reich sotto forma di pastiglie con il nome di Pervitin. Il farmaco era stato creato nel 1938 dal medico tedesco Fritz Hauschild e immesso sul mercato tedesco dalla Temmler Werke. Allo scoppio della guerra le pillole vennero prescritte a tutti i soldati dai dottori militari e da quel momento il Pervitin divenne uno dei farmaci più diffusi tra i soldati impegnati al fronte e i piloti della Luftwaffe. Secondo Der Spiegel in soli quattro mesi vennero prescritti 35 milioni di dosi del farmaco eccitante, una diffusione talmente alta che le pillole vennero nominate Panzerschokolade (Cioccolata per carri armati). Ovviamente il Pervitin provocava una devastante dipendenza a chi ne faceva uso. In una lettera del 9 novembre 1939 un giovane soldato tedesco scriveva alla famiglia «spero che capiate perché posso scrivervi così poche volte. Oggi vi scrivo principalmente perché ho bisogno che mi mandiate ancora Pervitin», una richiesta ripetuta anche in altre due lettere spedite a maggio e a luglio del 1940. Quel soldato era Heinrich Böll, uno dei più grandi scrittori tedeschi, vincitore del premio Nobel per la letteratura nel 1972. Le metanfetamine non venivano utilizzate solamente dalle truppe impegnate nei combattimenti, ma anche da alcuni gerarchi nazisti e da Hitler stesso.

I farmaci a base di anfetamina non erano diffusi solo all’interno della Wehrmacht e vennero usati anche dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale

Stupiti dalle performance dei soldati tedeschi, i media britannici e americani diffusero la notizia che le truppe del Reich usavano una ‘pillola miracolosa’. Per non essere da meno, anche i vertici militari delle potenze alleate decisero di imbottire i loro soldati con le anfetamine, giusto per non farli sentire inferiori ai loro nemici. Questa macabro uso divenne una tradizione anche in successive guerre combattute dagli U.S.A., nonostante si conoscessero gli effetti devastanti dell’anfetamina, come durante il conflitto vietnamita e la Guerra del Golfo. Alla fine della guerra, in Germania il Pervitin non sparì di certo dalla circolazione. Oltre agli ex-soldati che ne erano diventati dipendenti, il farmaco veniva prescritto dai medici anche a chi voleva perdere peso o a chi soffriva di depressione. Venne largamente usato anche da studenti e atleti, illusi dal fatto di poter migliorare i loro risultati. Negli anni ’60 la Temmler Werke rifornì di pillole stimolanti anche i soldati degli eserciti sia della Germania dell’Ovest sia del blocco sovietico. Il Pervitin venne dichiarato illegale alla fine degli anni ’80, ma, come tutte le droghe, divenne facilmente reperibile nel mercato nero. Basti pensare che, secondo Der Spiegel, in Germania, il consumo di anfetamine è raddoppiato in un anno. Di sicuro anche in Germania l’attività di Walter White avrebbe avuto un enorme successo.

Leggi anche: Freud e la cocaina, tra esperimento e dipendenza

Berlino Schule tedesco a Berlino
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Immagine di copertina: Confezione di Pervitin ©Komischn CC BY-SA 4.0

One Response to “Perché dobbiamo la popolarità dell’anfetamina al nazismo”

  1. Francesco

    C’ é un interessante Doku in materia:
    https://www.youtube.com/watch?v=YNBmbOMdZnE
    C’ é da dire una cosa: alcune missioni in microsommergibili richiedevano necessariamente l’ essere dopati, perché bisognava stare svegli per giorni e tuttavia essere lucidi.
    Vivo all’ Est e di quella porcheria ne entra a tonnellate dalla Rep. Ceca, dato che é facilissima da produrre e fino a pochi anni fa era legale.
    In Italia non prende piede, essendoci, purtroppo fiumi di cocaina a prezzo relativamente contenuto.

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